Nuovo terminale ferroviario a Como? Ma la Svizzera si è impegnata per uno a Milano

Veduta del centro intermodale dell'HUPAC a Gallarate

Veduta del centro intermodale dell’HUPAC a Gallarate

In questi ultimi mesi quando si parla di infrastrutture e progetti tra Italia e Svizzera sovente si fa riferimento agli accordi sottoscritti dalle due nazioni lo scorso 19 dicembre nei settori dell’energia, delle infrastrutture e dei trasporti. Si tratta di due memorandum of understanding firmati a Berna dal ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, e dalla consigliera federale dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia della Confederazione Svizzera, Doris Leuthard.  Siccome sovente vengono rilanciati dalle notizie di attualità, vediamo nel dettaglio cosa è stato previsto.

Per quanto riguarda il settore energetico, è stato sottoscritto un accordo-quadro ad ampio spettro che introduce forme di collaborazione in diversi campi, dall’efficienza energetica, al commercio di elettricità, alle energie rinnovabili, al comparto del gas.

Per quanto riguarda invece l’intesa relativa ai settori delle infrastrutture ferroviarie e dei trasporti, si intende dar luogo al miglioramento in termini di offerta e tempi di percorrenza delle linee ferroviarie del San Gottardo e del Sempione, con un’intensificazione mirata in base alle esigenze dei passeggeri, in particolare dei tempi di percorrenza tra Berna e Milano.

Sul fronte del trasporto delle merci, vengono avviati programmi di investimenti comune riguardanti l’adeguamento delle linee ferroviarie agli standard europei – dimensione, lunghezza e sagoma dei treni – dei terminali ferroviari per incrementare la capacità ricettiva verso l’Italia, oltre che una verifica del potenziamento dei nodi ferroviari urbani, come ad esempio quello di Milano. L’obiettivo è di soddisfare la crescente domanda di trasporto nel settore ferroviario eliminando i potenziali colli di bottiglia che si verrebbero a determinare in assenza di tali investimenti.

Al momento della firma, da parte elvetica, è stato evidenziato che «la nuova ferrovia transalpina (NFTA) e l’ampliamento dell’asse ferroviario del San Gottardo a un’altezza agli angoli di quattro metri possono produrre appieno i loro benefici a condizione che la sagoma di spazio libero sul versante italiano venga adeguata. Così facendo i container e i semirimorchi potranno essere trasportati su rotaia direttamente fino ai principali poli economici del nord d’Italia. Nella dichiarazione d’intenti firmata la Svizzera e l’Italia prevedono un ampliamento a quattro metri della sagoma lungo le tratte ferroviarie tra Chiasso e Milano nonché sulla tratta Ranzo-Gallarate quale parte della linea di Luino in territorio italiano. I due Paesi hanno inoltre convenuto di sostenere la realizzazione di un nuovo terminale per il trasbordo delle merci dalla strada alla rotaia nello scalo merci di Milano. Nel progetto in consultazione relativo all’ampliamento del corridoio a quattro metri, già nel settembre 2012 il Consiglio federale aveva chiesto che la Svizzera sostenesse finanziariamente i necessari lavori in Italia, mettendo a disposizione circa 230 milioni di franchi del Fondo per i grandi progetti ferroviari (FTP) oppure con mezzi del Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FInFer) previsto dal 2017. La Svizzera, dunque,  parteciperà nei limiti dati dall’attuale legislazione alla realizzazione del terminale di Milano come pure di eventuali altri terminali. Inoltre è disposta a finanziare completamente i necessari adeguamenti delle sagome sulla linea di Luino e sulla tratta Chiasso-Milano, visto che è nell’interesse della politica elvetica di trasferimento del traffico intervenire rapidamente in questo settore. Anche in questo caso il relativo finanziamento avviene nel quadro della legislazione vigente e deve essere approvato da Consiglio federale e Parlamento con il messaggio relativo al corridoio da quattro metri».

Nel corso dell’incontro è stata effettuata anche un’analisi del sistema portuale ligure al servizio del potenziamento del corridoio Genova-Rotterdam, quale sbocco dell’Europa centrale e della Svizzera verso il Mediterraneo. Con i 32 miliardi raggiunti lo scorso anno, e con l’ulteriore aumento del 7% nel 2012, la Svizzera si colloca tra i principali partner italiani: le esportazioni hanno un andamento fortemente positivo, superiore a quota 20 miliardi di euro nel 2011 e in ulteriore crescita, quest’anno, del 13%.

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