Le priorità per il comasco nel dossier “Crescere si può, si deve”

viewerPubblicato su “Il Settimanale della Diocesi di Como” – nr. 15 del 13 aprile 2013

Il 27 marzo scorso è iniziato, a Milano, il lavoro del nuovo Consiglio Regionale, risultato delle votazioni che si sono svolte il 24 e 25 febbraio scorsi. Il nuovo Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni (Lega Nord), dopo aver “assemblato” la sua giunta nella quale figura anche l’ex pluricampione olimpico di canoa, il lecchese Antonio Rossi, si appresta quindi ad iniziare un lungo e complesso lavoro alla guida di un territorio che sta accusando gli effetti del drammatico periodo economico che stiamo attraversando. Como non rappresenta certo un’eccezione in questo contesto e inizia a manifestare anche una certa “sofferenza” verso il Pirellone. Il segno più evidente è dato dal fatto che, per il terzo mandato consecutivo, nessun rappresentante del territorio è stato scelto quale assessore. Per cercare, comunque, di evitare che il comprensorio lariano sia messo ai margini delle tante decisioni che spettano al nuovo governo regionale i principali attori economici comaschi hanno redatto il dossier “Crescere si può, si deve” nel quale sono indicate tutte le priorità di Como e provincia. Un documento promosso dalle sezioni locali di ANCE, API, CDO, CNA, Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confcooperative e Confindustria nella cui introduzione si sottolinea come “l’impresa è parte imprescindibile della cultura lombarda, di una società aperta e coesa, capace di innovare e di produrre ricchezza. Il tessuto produttivo della Lombardia, espressione di una forte vocazione manifatturiera, è un valore inestimabile sul quale, la futura amministrazione dovrà investire con decisione per far ripartire la crescita e dare nuove prospettive alla nostra società”.

Ma quali sono le priorità, a livello infrastrutturale, che questi attori economici hanno individuato per lo sviluppo del comprensorio lariano? Vediamoli nel dettaglio. Innanzitutto uno sguardo rivolto al futuro ovvero cercare di consolidare e supportare l’innovativa esperienza del Parco scientifico – tecnologico di ComoNext a Lomazzo e ristrutturare l’area San Martino a Como affinché ospiti il famoso Campus universitario per dotare la città di un ambito di studio adeguato per studenti e professori al fine di fine di attrarre capitale umano di alto livello e formazione. Per quanto concerne gli aspetti sanitari si chiede la salvaguardia, con funzione di presidio cittadino, dell’Ospedale Valduce ed una valorizzazione, con nuove funzioni, per i patrimoni immobiliari regionali costituiti dal compendio ex Ospedale S. Anna.
Nella gestione delle risorse idriche i firmatari propongono di salvaguardare il ruolo dei soggetti gestori privati presenti sul territorio provinciale comasco, operanti nel campo della depurazione delle acque e della fornitura di acqua per uso industriale, e di individuare un nuovo modello di tariffa per la depurazione dei reflui industriali improntato all’equità e alla copertura dei costi di competenza.

Veniamo alle vere e proprie infrastrutture. I firmatari di “Crescere si può, si deve” ritengono che, pur con l’attivazione della 3° corsia dell’A9 e dei lavori per il 1° lotto della tangenziale di Como, l’ambito provinciale resti denso di nodi irrisolti. Eccoli: il progetto di viabilità primaria sul tracciato Varese-Como-Lecco, ritenuto “ancor più strategico in rapporto alla ridefinizione amministrativa degli ambiti Provinciali”, che comprende anche la soluzione per il 2° lotto della tangenziale di Como; l’individuazione di un polo logistico in ambito provinciale in vista della messa in funzione della rete AlpTransit, che impone altresì il potenziamento della rete ferroviaria interregionale; proseguire nella progettazione e nell’attuazione delle varianti all’attuale tracciato della “Statale Regina” sulla sponda occidentale del Lario. Preoccupazione è manifestata circa le recenti criticità finanziarie della società Pedemontana, delle quali peraltro non se ne è sentito più parlare in questo clima pre e post elettorale, che si ritiene possa trovarsi a breve termine nella situazione di sospensione dei lavori nei cantieri già avviati. Il tema della continuità dei lavori e del rispetto del cronoprogramma previsto si ritiene debba essere al primo posto delle priorità del Presidente Maroni. A supporto delle strategie per il turismo i firmatari invitano la Giunta a definire insieme al Comune di Como una soluzione rapida per la situazione del Lungolago cittadino e migliorare la qualità del trasporto pubblico tra Milano e Como, così come consolidare i servizi di navigazione lacustri e gli investimenti nel
trasporto pubblico locale. L’ultimo riferimento è all’appuntamento che coinvolgerà Milano e la Lombardia tra poco più di un anno, ovvero EXPO 2015. I firmatari ritengono che Como e la sua provincia siano un ambito attrattivo di particolare interesse per l’EXPO anche in virtù del fatto che i filmati di presentazione, e che hanno portato alla scelta di Milano quale sede, non presentavano vedute dall’alto dell’area espositiva di Rho/Pero bensì dei laghi prealpini e delle bellezze del comasco. Questi gli auspici del tessuto economico comasco in questa apertura di nuova Legislatura. Vedremo, a consuntivi, quanto (e come) è stato realizzato. (Luigi Clerici)

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