Barometro mediatico delle ferrovie comasche / 2

Albate Camerlata (16)Sono giorni di grande fermento mediatico sul tema trasporti e ferrovie a livello locale.  Vediamo di fare un breve riassunto di quanto accaduto in quest’ultima settimana.

Linea Mendrisio-Varese: Sul tema si sono pronunciate le On. Chiara Braga e Maria Chiara Gadda che hanno  ripercorso l’iter della realizzazione dell’opera e le problematiche emerse in fase esecutiva che ne hanno determinato il fermo dei lavori e il ritardo sul cronoprogramma.  Come noto, la soluzione delle problematiche ambientali legate alla presenza di arsenico e idrocarburi nelle rocce e terra da scavo è di esclusiva competenza regionale. Il Governo ha manifestato l’impegno a monitorare il percorso che la Regione Lombardia si è data in occasione del Tavolo di concertazione istituzionale tenutosi in data 11 giugno 2013 che dovrà individuare entro tre mesi il luogo in cui definitivamente conferire le terre da scavo, proseguendo nel contempo le lavorazioni di carpenteria accessorie. Parallelamente ARPA ha disposto l’istituzione di una task force che entro un mese dovrà  verificare la procedura fin qui seguita e l’eventuale cessione di arsenico dalle terre alle acque di falda. Secondo le parlamentari lombarde “a fronte di un’opera così rilevante per il territorio insubre e per il collegamento con la vicina Svizzera, recepiamo con favore l’impegno che oggi il Ministero delle Infrastrutture si è assunto nel sollecitare Regione Lombardia e RFI a garantirne il completamento e la messa in servizio della linea entro EXPO 2015.” “La Arcisate-Stabio – dichiarano le deputate – è un’opera fortemente richiesta dai cittadini e dalle amministrazioni comunali del territorio che in questi mesi stanno subendo disagi per il ritardo dei lavori,  oltre ad essere il frutto di un preciso accordo con la Confederazione Elvetica, nei confronti della quale non possiamo perdere in credibilità. Per questo continueremo a sollecitare le istituzioni affinché tali impegni vengano rispettati”.

Como San Giovanni – L’argomento “clou” improvvisamente salito alla ribalta del maggiore quotidiano locale nonostante lo stato fatiscente sia noto almeno da qualche anno e da qualche anno venga denunciato a più riprese dai più diversi attori. Ai resoconti di cosa non funziona ed al problema rappresentato dal progetto orario delle FFS 2014 hanno detto la loro i consiglieri regionali Luca Gaffuri ed Alessandro Fermi, nonché l’assessore regionale ai trasporti Maurizio del Tenno. I due esponenti al Pirellone hanno depositato un’interpellanza in merito ai diversi problemi che vedranno l’esclusione di Como dai collegamenti internazionali un anno prima dell’avvento dell’Expo e che sfavorirà il sistema turistico del lago di Como. Vorremmo capire dall’assessore Del Tenno come stanno esattamente le cose e se c’è margine per intervenire. Nello specifico con l’interpellanza si chiede all’assessore quale posizione ha assunto Regione Lombardia di fronte alle proposte di modifica degli orari Eurocity concordate tra le Ferrovie federali Svizzere e Trenitalia e in che modo si intende intervenire presso Trenord e Tilo, società a partecipazione regionale, affinché si trovi un modo per conciliare gli orari e consentire di mantenere la fermata dei treni internazionali a Como. “La Regione si prenda le sue responsabilità – hanno scritto i due – si lavori per tutelare una stazione ferroviaria, come quella di Como San Giovanni, strategica per il territorio comasco primo scalo in territorio italiano lungo la direttrice del San Gottardo e a servizio di una città e un territorio a vocazione turistica quali Como e il Lario. Ci auguriamo che l’assessorato stia già lavorando affinché vi sia una revisione d’orario della relazione Eurocity Zurigo – Milano Centrale come predisposta da Trenitalia e Ferrovie Federali Svizzere a vantaggio della Como San Giovanni attualmente, così come prevede il progetto, soppressa”.

Nel frattempo, appunto per evitare il declassamento della stazione di Como, la Regione bussa alla porta del Ticino. «Sebbene comprenda le ragioni commerciali che hanno spinto le Ferrovie dello Stato e le Ferrovie Federali svizzere a
creare una nuova traccia, che renderà il traffico nord-sud più regolare – spiega l’assessore regionale ai Trasporti Maurizio Del Tenno – ritengo che questa decisione non debba avere ripercussioni sui pendolari. Ecco perché – puntualizza – pur non potendo intervenire sulle tracce internazionali, intendo concordare con il Canton Ticino quanti
e quali treni attivare per compensare le situazioni più critiche relative alla stazione di Como». Una compensazione che potrebbe arrivare, per la gioia dei comaschi, fondi regionali permettendo. Infatti, «non nascondo che questi interventi comporteranno un costo aggiuntivo per le istituzioni. Un costo che, ad oggi, non siamo in grado di quantificare e,
quindi, non possiamo dire di poter sostenere».

Linea Como/Milano e della Brianza: A settembre verrà convocato un tavolo di confronto con i pendolari di Como e della Brianza per definire interventi in grado di ridurre i disagi sul trasporto regionale. E verranno attivate anche 8 nuove corse, di cui sei riguardano la S11 Chiasso-Como-Milano e due la S2 Mariano Comense-Milano Passante.

Linea Milano/Asso ex FNM: Pomeriggio di passione, quello di lunedì 24 giugno, per i pendolari della linea a causa di un incendio alle sterpaglie della zona boschiva limitrofa alla ferrovia tra Lambrugo e Merone. L’incendio è divampato intorno alle 13.30, quando una grossa colonna di fumo e fuoco ha invaso la zona a seguito di un incendio. Complice il vento le fiamme hanno invaso un fronte ampio di circa 100 metri lungo la ferrovia. I disagi maggiori li hanno dovuti subire i pendolari: per permettere l’intervento dei mezzi dei Vigili del fuoco e per evitare che l’incendio creasse problemi alla rete ferroviaria, è stato chiuso il traffico ferroviario tra Inverigo e Merone e nel tratto in questione è stata tolta la tensione elettrica alla linea. Dal primo pomeriggio Trenord ha informato i viaggiatori del disguido organizzando dei bus navetta tra la stazione di Inverigo e quella di Merone. Chi proveniva da Milano, in direzione Asso, doveva trasferirsi con il bus a Merone e da qui un treno ripartiva fino al capolinea. Stessa situazione per chi era diretto a Milano. L’interruzione della linea ha provocato ritardi che variavano tra mezz’ora e tre quarti d’ora: il treno 647 delle 14.08 da Milano viaggiava con un ritardo di 34minuti, mentre il 650 per Asso da Merone aveva un ritardo di 47 minuti. Alcuni pendolari si sono lamentati per le attese e per essere stati stipati come sardine sui pullman.

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