Quando l’erba del Sinigaglia era più verde di quella del vicino

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Pubblicato su “Il Settimanale della Diocesi di Como”

In questo periodo il manto erboso dello stadio comunale “Giuseppe Sinigaglia” è sottoposto ad un approfondito intervento di manutenzione straordinaria. L’obiettivo è riavvicinare il campo di gioco alla perfezione degli anni ’80 e dei primi anni ’90 quando il manto erboso lariano era uno dei più belli di tutto il Paese. Sull’erba del Sinigaglia è stato scritto sempre tanto e in molte occasioni nemmeno in toni lusinghieri. In principio non è che fosse molto bello. Basta dare un’occhiata alle foto degli anni ’50 e ’60. Poi, negli anni ’70, parlano i filmati dei campionati di serie A e B: l’erba del Sinigaglia non era certo paragonabile agli standard attuali. Davanti alle porte, infatti, si presentava la classica chiazza di terra battuta provocata dai ripetuti movimenti dei portieri per tutto l’arco dei 90 minuti di gioco. Ma, come accennato, arrivarono gli anni ’80 che, insieme alle fortune della squadra, portarono con sé un manto pressoché perfetto, cui si contrapponeva, invece, la struttura spesso fatiscente di uno stadio sul quale è sempre stato difficile intervenire, vuoi perché inserito in un contesto urbano, vuoi perché comunque bene sottoposto ai vincoli della Sovraintendenza in quanto esempio di costruzione razionalista, vuoi per il continuo modificarsi delle leggi relative a capienza e controllo degli spettatori succedutisi dopo i drammatici fatti del 29 maggio 1985, ovvero dei 39 morti prima dell’incontro di finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. In ogni caso fino alla costruzione della nuova tribuna, e soprattutto della sua tettoia ben più vasta della precedente, le notizie parlano di sconfitte della squadra, precipiata in due anni dalla A alla C1 ed incapace di tornare in serie B, e non del terreno di gioco quando invece, in bel altri palcoscenici, non si parla d’altro (come, ad esempio, a San Siro in quel di Milano). Come accennato successivamente alla realizzazione della nuova infrastruttura, invece, qualcosa comincia a cambiare. L’ombra più lunga del tetto, infatti, provoca un vistoso deterioramento del manto erboso nelle vicinanze delle due panchine, soprattutto a cavallo dei mesi invernali quando l’insolazione è, ovviamente, minore. Da quei fatti, registrati a partire dal 1992, la qualità dell’erba del Sinigaglia è andata via via peggiorando, conformandosi alle gesta della squadra nonostante la breve era Preziosi. Ultimamente del terreno del Sinigaglia si è iniziato a parlarne per altri motivi. Infatti stiamo ancora attendendo i risultati annunciati due anni fa, nell’onda delle ormai consuete campagne mediatiche che seguono l’annuncio della notizia di un calciatore famoso che rileva di essere affetto da SLA, la sindrome amiotrofica laterale, che ha già colpito numerosi atleti che per anni hanno vestito, con alterne fortune, la casacca del Calcio Como. Da Celestino Meroni, fratello del più famoso Luigi, ad Adriano Lombardi, capitano di lungo corso a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80; dal giovane, e mai, come si suol dire, esploso, Albano Canazza al bomber per eccellenza di metà anni ’80 Stefano Borgonovo, scomparso la scorsa settimana dopo 5 anni di dura battaglia contro questa malattia. Visto il consistente numero di atleti (c’è ne sono altri) che hanno contratto questa malattia e che nella loro carriera hanno giocato nel Como, il sospetto che possa esistere un collegamento tra il sorgere della SLA e il manto erboso dello stadio Sinigaglia è venuto a tanti. Si è parlato del fondo su cui nasce il terreno di gioco in quanto, storicamente, qui sono stati depositati decenni fa (ormai quasi un secolo e più) terre provenienti da Dongo, dalle acciaierie, ed anche terra di riporto dallo scalo ferroviario a lago, smantellato agli inizi degli anni ’60 e che era ubicato, pressappoco, dove oggi si trova il monumento alla Reistenza Europea. Poi sono stati portati all’attenzione del pubblico pesticidi e diserbanti utilizzati per rendere l’erba resistente e bella. Di fatto tanti sospetti, numerosi indiziati ma, come nel più classico dei gialli, il colpevole è ben lungi dall’essere individuato.

Oggi per migliorare la qualità dell’erba del Sinigaglia si è tornati ad intervenire in profondità. I lavori in corso dovranno dare effetti importanti, anche a lungo termine. Per questo sarà usata una speciale apparecchiatura laser per una superficie perfetta. Il Como sarà costretto a giocare le partite di Coppa Italia Lega Pro della stagione sportiva 2013/14 lontano dalle rive del lago. E’ già stata chiesta la disponibilità di Meda. Ora si attende una risposta. (Luigi Clerici)

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