Il trasporto ferroviario combinato

trasporto ferroviario combinatoDomanda di trasporto – In ambito nazionale:
· il trasporto di merci su strada di lunga percorrenza (oltre 500 km) rappresenta attualmente una quota minoritaria del traffico ed è pari a 50 milioni di t/anno;
· il trasporto intermodale presenta un trend decrescente nell’ultimo decennio;
· il 70% del trasporto intermodale fa capo agli scali portuali del Nord Italia (container), il 30% è trasporto combinato di casse mobili

In ambito internazionale:
· i traffici di merce attraverso l’Arco Alpino assommano a circa 150 milioni di t. di merce, di cui circa un terzo su  ferrovia;
· il trasporto intermodale detiene una quota crescente del segmento ferroviario.

Prospettive di sviluppo dell’intermodale terrestre.  In crescita sull’internazionale e critico in ambito nazionale.  Problematica appare un’inversione di tendenza in ambito nazionale essendo invariati i caratteri della domanda e le limitazioni dell’infrastruttura.  Più fattibile appare la prospettiva di “allungare” la tratta italiana degli attuali traffici
intermodali. Oggi la quasi totalità dei flussi ha origine/destinazione negli scali di Novara, Busto Arsizio e Verona. In prospettiva è necessario puntare su un progetto di rete nazionale operando sull’integrazione di terminali ferroviari interportuali.  L’atro segmento di domanda potenzialmente acquisibile dall’intermodale è quello dei flussi di merce da e per i porti (circa 40 milioni di t):
· prospettive di crescita dei traffici internazionali maggiori rispetto al nazionale/potenziale ulteriore costituito dai  flussi che oggi gravano sui bacini del mare del Nord
· rottura di carico “obbligata” e non “artificiale”
· concentrazione delle merci (lato porto) in un numero molto limitato di siti
· sono però brevi i percorsi terrestri (in ambito nazionale).
Interventi atti a favorire lo sviluppo dell’intermodalità


Flussi da e per i porti:
· Riduzione dei tempi necessari per l’espletamento delle procedure doganali e la composizione dei treni
· Incentivazione del “carrier haulage” ( che definisce la modalità di inoltro del container prima del suo deposito in banchina)
· Riallieneamento delle condizioni praticate per le attività di presa e consegna dei container in banchina (gratuita per il settore stradale
· Promozione dei terminal container portuali italiani presso spedizionieri ed operatori logistici mittleuropei

 Flussi Nord-Sud:
· sostegno/incentivazione ad operatori in grado di reperire e garantire traffici simmetrici minimi per l’attivazione di servizi regolari e di elevata frequenza attraverso politiche di comodalità
· creazione di strutture logistiche per il consolidamento/deconsolidamento e trattamento delle merci in adiacenza ai terminali intermodali esistenti con particolare riferimento alle piattaforme logistiche Adriatico Sud e Tirrenico Sud.

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