Basta treni da Albate per il Ticino. Cori di proteste a cavallo del confine

Convoglio Stadler della TILO in sosta ad Albate Camerlata (foto LCL)

Convoglio Stadler della TILO in sosta ad Albate Camerlata (foto LCL)

Articolo pubblicato su “Il Settimanale della Diocesi di Como” del 7 settembre 2013

Mentre Trenord e Regione Lombardia, su sollecitazione del Comitato Pendolari della linea del “Besanino”, hanno introdotto sulla Lecco-Molteno-Monza-Milano delle pattuglie di “vigilantes” per garantire una maggiore sicurezza ai controllori e ai viaggiatori, non cessano di intensità le polemiche a Como ed in Canton Ticino per la decisione adottata il 22 agosto scorso dal Gran Consiglio del Cantone italofono di sopprimere il tratto Albate-Camerata/Chiasso per i convogli TILO diretti a Bellinzona/Castione Arbedo. Una decisione che, francamente, era nell’aria perché da tempo a Bellinzona si sottolineavano i tanti costi e i pochissimi benefici di questo servizio che, magari supportato da una maggiore campagna di comunicazione e da una migliore collaborazione da parte delle ferrovie italiane (in particolar modo la mancanza non solo di un’emettitrice automatica di biglietti a Camerlata bensì l’impossibilità di acquistare tagliandi per altre località ticinesi ad eccezione di Chiasso), avrebbe potuto contribuire maggiormente a diminuire il sovraffollamento sulle strade ticinesi del traffico provocato soprattutto dai lavoratori frontalieri. Qualche settimana fa, dunque, il Governo ticinese ha stabilito che «a partire dal cambio d’orario del 15 dicembre 2013, la linea S10 circolerà con tutte le corse fino alla stazione di Chiasso, salvo i servizi che proseguono fino a Milano Centrale».

Com’era prevedibile le ripercussioni a questa decisione non hanno conosciuto confini. Singolare la decisa risposta formulata quasi immediatamente dal partito dei Verdi elvetici la cui delegazione ticinese spera che il Consiglio di Stato torni presto sui suoi passi. Secondo la forza ambientalista, infatti, questa decisione contribuisce a rendere incerto il futuro del traffico regionale tra Ticino e Lombardia come hanno scritto nero su bianco con una missiva inviata a Bellinzona: “Pur capendo la situazione finanziaria del Cantone – scrivono i Verdi – risulta difficile capire la scelta del Consiglio di Stato. La rete ferroviaria ticinese è in fermento. Sono stati fatti grossi investimenti in passato e sono in corso di realizzazione grandi progetti per il futuro, tra cui la Stabio-Arcisate e la galleria del Monte Ceneri. In questo contesto il comportamento del Consiglio di Stato appare contraddittorio. Piuttosto che perorare la causa del raddoppio del San Gottardo, dovrebbe occuparsi molto di più della situazione viaria stradale e ferroviaria del Sottoceneri”.

I Verdi puntano il dito contro la politica ticinese in ambito ferroviario, e criticano il Cantone che “non vuole affrontare i problemi di traffico proponendo alternative ai pendolari in automobile ma preferisce lasciare che il Sottoceneri, e in particolare il Mendrisiotto, vengano inondati ogni giorno di automobili”.

In Italia, alle voci di esponenti politici che da anni sembrano aver vestito i panni di moderni don Chisciotte a favore del treno e della mobilità su rotaia e che si trovano a combattere contro i mulini a vento, si è aggiunta quella degli utenti al punto che sul sito internet www.Activism.com è stata pubblicata una petizione con lo scopo di opporsi alla cancellazione della tratta. “Leggendo il comunicato stampa del Consiglio di Stato – scrive Fabio Ferrari, promotore della petizione – le ragioni che hanno giustificato la scelta di cancellare le due fermate addizionali sono dovute al fatto che le persone interessate dal servizio sono pari a 300 persone al giorno. Ma le persone che utilizzano la linea sono più di 300. Basti pensare che i treni spesso sono così pieni da rendere difficile trovare posti a sedere per le persone che salgono a Chiasso. In aggiunta vorrei sottolineare che, oltre ai lavoratori frontalieri, ci sono molti studenti italiani iscritti nelle università svizzere, numero che negli ultimi anni è molto aumentato”. Ricordiamo che durante lo scorso mese di agosto Trenord ha ridotto il servizio tra Albate Camerlata e Chiasso causando disagi all’utenza. Il promotore della petizione, infine, critica alcune soluzioni consigliate una volta che le corse saranno definitivamente soppresse: “la soluzione di utilizzare i parcheggi a Chiasso è poco percorribile, perché i posti sono già esauriti ed il numero (130) è sicuramente insufficiente a soddisfare un’ulteriore incremento delle richieste degli abbonati alla linea ferroviaria. In aggiunta la dogana non sembra essere pronta per sostenere un traffico automobilistico ancora maggiore, che renderebbe la circolazione in città realmente problematica. Basti pensare che per raggiungere la stazione è necessario uscire dalla città verso l’autostrada e poi rientrare verso il centro per raggiungere il parcheggio park&rail” riporta Activism.com.

Luigi Clerici

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