Provincia di Como: per il Ministero dell’Economia i suoi Comuni sono tra i più ricchi ed i più poveri dell’Italia

ComascoPubblicato su “Il Settimanale della Diocesi di Como” il 23 novembre 2013

In alto ed in basso, mentre anche dai Municipi del nostro territorio si levano proteste e preoccupazioni per la situazione caotica in cui si trovano le finanze locali. La recente mappa della distribuzione della ricchezza in Italia distribuita qualche giorno fa dal Ministero dell’Economia parla Comasco. Infatti paesi lariani figurano ai primi, ma anche agli ultimi posti, della graduatoria che ha messo anche per quest’anno in fila gli 8.100 Comuni italiani. Una classifica che emerge dai dati più aggiornati dal Dipartimento delle Finanze che a livello comunale dettagliano il reddito imponibile ai fini delle addizionali Irpef nell’anno di imposta 2011. Il Comune più ricco d’Italia è Basiglio, in provincia di Milano, dove il reddito imponibile medio tocca quota 53.589 euro. Valsolda, sulle sponde del lago di Lugano nel porlezzese dista solo 105 chilometri da Basiglio ma occupa la posizione diametralmente opposta in classifica. Risulta, infatti, il Comune italiano con i cittadini più “poveri”, con un imponibile medio che si ferma a 11.998 euro. Ma questa graduatoria merita di essere approfondita non solo per i risultati ma per alcuni criteri che non balzano immediatamente all’attenzione dei lettori. Continuando comunque a spulciare le statistiche emerge che, tra le grandi città, Milano è in vetta e rappresenta il dodicesimo comune d’Italia per reddito dei suoi cittadini, con un imponibile medio di 36.252 euro. Tra i primi prime cento Comuni con più ricchezza media compaiono Varese (28.804 euro) e Lecco (28.246 euro) ma non Como. A guardare non solo le città più grandi o più note, ma tutti i centri, ai primo posti per distribuzione della ricchezza c’è, come detto Basiglio insieme al altri paesi del Nord Italia: Galliate Lombardo (Varese) con 44.814 euro di reddito imponibile medio, Campione d’Italia (exclave italiana in territorio svizzero, ma amministrativamente in provincia di Como, che primeggia tra la speciale sottoclassifica delle località turistiche) con 42.772 euro, Cusago (Milano) con 42.119 euro, e Carate Urio con 40.021 euro. Rovesciando la graduatoria, i Comuni “cenerentola”, agli ultimi posti in classifica subito prima di Valsolda, sono il calabrese Platì (Reggio Calabria) al penultimo posto con 12.233 euro, dopo il piemontese Gurro (Verbano Cusio Ossola) con 12.377 euro, il lombardo Val Rezzo (Como) con 12.389 euro, e quintultimo il siciliano Mazzarrone (Catania) con 12.400 euro. Ma per le tre località del nord, due delle quali comasche, occorre una precisazione. I loro dati sono falsati da un semplice errore di calcolo come ha spiegato il sindaco di Valsolda Giuseppe Farina all’agenzia di informazione Ansa: “Il 90% dei valsoldesi lavora in Svizzera per cui percepisce il reddito lì e non dichiara nulla in Italia”. In realtà i salari percepiti dai lavoratori frontalieri, com’è noto, sono nettamente più alti rispetto allo standard italiano, come ha ricordato lo stesso Farina: “Un muratore guadagna in media circa 4.000 euro al mese, un manovale 3.000 e una commessa 2.500”. La stessa identica situazione è vissuta a Val Rezzo ed anche a Gurro i cui occupati, in buona parte, rientrano nei 58.632 lavoratori frontalieri che risultano impiegati in Canton Ticino secondo i dati dell’ultimo monitoraggio diffuso dal’Ufficio federale di statistica Svizzero. (L.Cl.)

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