La classe Star non è più specialità olimpica. E il lago di Como non è certo felice.

velaLa notizia è arrivata mentre erano in corso le Olimpiadi invernali in quel di Sochi: la classe velica Star è stata esclusa dal programma dei Giochi Olimpici. La più gloriosa e longeva delle classi olimpiche di questa specialità sportiva non sarà quindi più inserita tra le specialità in programma a partire dal prossimo appuntamento in programma a Rivo de Janeiro tra due anni. La decisione definitiva è arrivata dal Comitato Olimpico Internazionale che fermato il tentativo di riportare ai Giochi la Star, classe che in Brasile dopo tutto vanta una importante tradizione che va da Torben Grael a Robert Scheidt. La Star resta dunque esclusa come deciso dall’ISAF nel 2011, un anno prima di Londa, quando la federvela internazionale allora presieduta ancora dallo svedese Goran Petersson, stilò la lista delle 10 classi in vista di Rio de Janeiro (49er, 49er FX, 470 M/W, Nacra 17, Finn, Laser, Laser Radial, RSX M/W). La classe Star è sicuramente la più longeva e famosa delle classi veliche, per ben 18 volte (dal 1932 sino al 2012 con la sola eccezione del 1976) protagonista dei Giochi Olimpici e quando la si menziona nel mondo il suo nome ha un sinonimo: lago di Como. Sul Lario, infatti, hanno sede i due migliori costruttori al mondo di Star che citiamo, per non far torto a nessuno, in rigoroso ordine alfabetico: il cantiere Folli di Abbadia Lariana e il Lillia di Musso. La “Lariovela” di Danilo Folli inizia la sua attività nel 1977 proprio come ditta specializzata nella costruzione di imbarcazioni a vela della classe Star, mettendo a frutto l’esperienza maturata dal suo titolare sui campi di regata. Il cantiere di Musso ha invece una storia più articolata che inizia nel 1957 con la costruzione di scafi in legno a cura di Gianni Lillia. Le imbarcazioni classe Star  incominciano ad essere realizzate a partire dal 1964 e successivamente si incomincerà a costruire anche imbarcazioni Finn (classe olimpica 1952 mentre la Star era stata inserita nel programma “a cinque cerchi” nel 1932).
Tutti gli opinionisti e i media sportiva, una volta conosciuta questa decisione, hanno analizzato la sua bontà. Al di là di analisi economiche, legate ai costi di queste imbarcazioni (anche se, ad esempio, i due costruttori lariani hanno mitigato questo aspetto), ed ai limiti imposti dal regolamento deciso dal CIO ovvero che le classi della vela devono essere 10, la Star, nata nel 1911, accusa un calo nel numero di praticanti a tal punto da essere superata da altre nuove specialità come il kitesurf. Non è andato a buon fine nemmeno il tentativo di inserire la classe Star come sport dimostrativo senza assegnare medaglie ufficiali, cosa che non avrebbe intaccato numeri e organizzazione della vela olimpica 2016. Ma la storia va avanti e lo sport olimpico moderno fa le sue scelte basandosi sul trend tecnico, sociale, mediatico, sulla diffusione nei paesi in via di sviluppo, sull’età media degli atleti. Quello che è indubbio e che questa imbarcazione resterà una grande protagonista del mondo velico. (Luigi Clerici)

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