Storia di Israele e del Sionismo – 07

bolli israeleIV) I primi anni di vita dello Stato d’Israele

Israele era stato fondato da un gruppo che si riconosceva in un uomo: David Ben Gurion. Per il suo Stato si richiamava ai principi di un socialismo non marxista: l’ideologia era un mezzo, non il fine dello stato. Israele sarebbe dovuto diventare una comunità dura e pura di lavoratori, non dominati da alcuna classe oziosa o parassitaria. L’jishuw era stato fondato in buona parte da coloni provenienti dalla Russia, penetrati da una ideologia socialista o socialisteggiante, di tipo marxista o tolstoliano. Proprio questo strato di coloni ha fornito al nuovo stato i suoi quadri principali. Alcuni emigranti fondarono colonie agricole di tipo collettivistico, i famosi kibbuzzim (forma plurale del vocabolo kibbuz). Col tempo queste si sono trasformate in imprese di tipo capitalistico, dove semplicemente l’imprenditore è rappresentato da una collettività. Continua a leggere

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Grandate-Malnate, la memoria corre anche lungo un plastico

DownloaderE’ stata chiusa il 1° agosto 1966 e smantellata negli anni successivi. Il suo sedime, in alcuni dei paesi un tempo attraversati, è diventato spazio urbano dove sono state costruite strade, abitazioni ed anche una scuola. Eppure, parafrasando una frase famosa, la “Grandate-Malnate è sempre più con noi”. Il compito di salvaguardare la memoria storica di questa direttrice delle Ferrovie Nord Milano (l’unica non radiale verso il capoluogo lombardo) nei confronti non solo degli appassionati della materia ferroviaria ma anche verso i bambini e gli studenti, è stato preso particolarmente a cuore dall’associazione “Como in treno”, il sodalizio culturale che riunisce un gruppo di amatori ferromodellisti e appassionati di uno dei mezzi di trasporto che più degli altri ha contribuito allo sviluppo delle zone interessate dalla sua presenza, ovvero il treno. Continua a leggere

Manera di Lomazzo prigioniera di un passaggio a livello

manera«Pretendiamo di avere dalle Ferrovie Nord delle risposte chiare riguardo alla sicurezza della frazione Manera, non siamo  più disposti ad attendere oltre; servono delle efficaci soluzioni per garantire il collegamento di una zona del paese con ben 1.600 abitanti ». Così il sindaco di Rovellasca, Sergio Zauli, sulla pagine del quotidiano La Provincia per cercare di trovare una soluzione al nodo rappresentato dal passaggio a livello in Manera sulla linea FNM Como-Saronno, troppo spesso in balia di malfunzionamenti e senza il personale a vigialere. Continua a leggere

Como San Giovanni in ritardo per l’appuntamento con EXPO?

Como SG (21)Dopo qualche settimana la stazione ferroviaria di Como San Giovanni è tornata ad occupare un posto di primo piano nelle cronache cittadine sempre a causa della lentezza dei lavori di riqualificazione dello scalo. Certo, fa piacere vedere che ci sono i nuovi pannelli luminosi che indicano i treni in transito o in fermata ma occorre segnalare che non si sono ancora conclusi tutti gli interventi previsti per lo scorso anno (dalla sistemazione della pensilina del secondo marciapiede e al rifacimento dell’impianto d’illuminazione, che proseguono solo a rilento). Inoltre manca qualsiasi certezza in merito alle opere preventivate da qui al 2015. Continua a leggere

Immagini dalla presentazione del pieghevole sui congedi parentali

foto 6Tutte le informazioni utili per usufruire dei congedi parentali esposte in un linguaggio semplice e diretto. La terza edizione del pieghevole “Congedi dei genitori”, promosso da Comune di Maslianico e ACLI Como, con il patrocinio dei Comuni di Cernobbio, Malnate, San Fedele Intelvi, Uggiate Trevano, della Camera di Commercio di Como, di ACLI Lombardia e della Direzione Territoriale del lavoro di Como, è stata presentata quest’oggi nella suggestiva cornice liberty di Villa Bernasconi a Cernobbio. Continua a leggere

Storia di Israele e del Sionismo – 06

Israele_Linee_Armistiziali_1949-1967III) La prima guerra arabo/israeliana (II parte)

Gli avvenimenti del 1947/48, che portarono alla nascita di Israele, sono anche alla base della questione arabo-israeliana, tuttora irrisolta. Due furono i problemi principali della guerra: quello dei profughi e quello delle frontiere. Secondo le cifre delle Nazioni Unite, 656.000 abitanti arabi della Palestina del mandato fuggirono dal territorio israeliano: di questi circa 350 mila si trasferirono in Transgiordania, 100 mila nel Libano, 4.000 in Iraq, 75 mila in Siria, 7 mila in Egitto e 190 mila nella striscia di Gaza. Se ne andarono per quattro ragioni: per evitare di restare uccisi nei combattimenti; perchè la loro amministrazione si era sfaciata; perchè così era stato loro ordinato, ingannati e indotti al panico dalle radio arabe; perchè furono messi in fuga precipitosa dall’idea dei massacri  perpretati dalle bande Irgun come quella del villaggio di Dier Yassin (9 aprile 1948). Dai paesi arabi arrivarono in Israele circa mezzo milione di profughi ebraici, quasi la stessa cifra dei primi. Ma il governo israeliano insediava sistematicamente tutti i profughi sul proprio territorio, mentre i governi arabi, con l’assistenza dell’ONU, tevano i profughi nei campi in attesa di una riconquista della Palestina che non si verificò mai. Perciò, in conseguenza dell’incremento naturale, sugli anni ‘80 c’erano più profughi di quanti ce ne fossero stati quarant’anni prima. Continua a leggere

Marzo 1944: quando il Duce mandò i militari a guidare i tram

TramSono passati 70 anni dagli scioperi del 1944, prima aperta manifestazione popolare in epoca fascista. Una manifestazione per ottenere migliori condizioni materiali, un giusto salario e dire no alla guerra. Gli aderenti allo sciopero pagarono la loro protesta con la repressione e la deportazione. Tra le categorie che aderirono allo sciopero vi furono anche i tranvieri milanesi. Continua a leggere