Grandate-Malnate, la memoria corre anche lungo un plastico

DownloaderE’ stata chiusa il 1° agosto 1966 e smantellata negli anni successivi. Il suo sedime, in alcuni dei paesi un tempo attraversati, è diventato spazio urbano dove sono state costruite strade, abitazioni ed anche una scuola. Eppure, parafrasando una frase famosa, la “Grandate-Malnate è sempre più con noi”. Il compito di salvaguardare la memoria storica di questa direttrice delle Ferrovie Nord Milano (l’unica non radiale verso il capoluogo lombardo) nei confronti non solo degli appassionati della materia ferroviaria ma anche verso i bambini e gli studenti, è stato preso particolarmente a cuore dall’associazione “Como in treno”, il sodalizio culturale che riunisce un gruppo di amatori ferromodellisti e appassionati di uno dei mezzi di trasporto che più degli altri ha contribuito allo sviluppo delle zone interessate dalla sua presenza, ovvero il treno. Dopo tutto i binari sono, nell’immaginario collettivo, l’immagine stessa della civiltà come dimostra l’esempio lampante della costruzione della ferrovia, ad esempio, negli Stati Uniti del Far West nella seconda metà del XIX secolo. Un’epopea celebrata da libri, film, racconti e fumetti. “Como in treno” divulga l’importanza che la ferrovia, anche le linee che non esistono più o sono poco sfruttate, hanno avuto per in nostri paesi comaschi. «L’Associazione Como in treno è nata in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli sul rapporto tra territorio comasco ed i mezzi di trasporto, in particolare la ferrovia, pubblicati sulla rivista “Tal&a” – sottolinea Roberto Ghioldi, presidente del sodalizio -. In modo particolare l’attenzione si è immediatamente focalizzata sul contributo che la strada ferrata ha offerto a quelle zone in cui si sarebbero poi dipanati i diversi tragitti e sul fatto che aree, proprio a causa della mancanza della ferrovia, sono state caratterizzate da una più limitata crescita economica. Tutti questi contributi, insieme a ricerche di natura storica, sono poi confluite nel volume “Binari per Como”, la prima pubblicazione che espone in modo organico fatti, vicende e storia delle ferrovie nel territorio Comasco». Ed appunto la Grandate-Malnate occupa un posto di rilievo in questo libro. La direttrice fu inaugurata il 24 settembre 1885, la sua elettrificazione fu completata il 14 dicembre 1948 e, ufficialmente, a causa dello scarso numero di passeggeri ma in realtà soprattutto per la politica di motorizzazione che stava interessando tutta l’Italia negli anni ’60, chiuse i battenti il 1° agosto 1966. Per far conoscere alle nuove generazioni il vecchio tragitto della Grandate-Malnate i soci di “Como in treno” hanno realizzato un plastico ferroviario: «E’ un lavoro che, in ogni occasione, è sempre accompagnato dall’entusiasmo dei bambini – rileva Ghioldi -. Abbiamo realizzato questo plastico modulare realizzando alcune delle stazioni situate lungo la linea insieme a diversi elementi naturali presenti sul tracciato quali il ponte sul torrente Lura o sul Fossato in quel di Lurate Caccivio e la galleria, con tanto di cavalcavia in Olgiate Comasco. Attraverso questo plastico i bambini possono riscoprire questo collegamento. In tanti, infatti, associano ad edifici ancora esistenti, ma evidentemente ora destinati ad altre finalità, la loro funzione originaria ovvero quella di essere state stazioni ». Che significato ha, oggi, però continuare a parlare della linea Grandate-Malnate? «Credo permetta di focalizzare quello che è stato, quello che c’è e quello che avrebbe potuto essere. Per molti anni questa linea fu utilizzata essenzialmente per scopi produttivi. Accanto ai binari sorsero importanti aziende per la facilità di trasportare materie prime e prodotti finiti. I lavoratori potevano giungere celermente presso i diversi posti di impiego ed i contadini trasportare animali ed ortaggi in modo più comodo e sicuro rispetto al vecchio carretto trainato magari dall’asinello. Più tardi, ma sempre più frequentemente con il passare degli anni, il treno divenne il mezzo di trasporto che consentì agli studenti delle scuole superiori di raggiungere Como o Varese. Ma poi fu decisa la sua chiusura e il relativo smantellamento e oggi, di fronte al traffico congestionato odierno tra le due città, si pensa con un pizzico di non malcelata nostalgia a quando la ferrovia era attiva ed a quale importanza avrebbe avuto nella mobilità della parte occidentale della provincia lariana». L’attenzione di “Como in treno” però non è solo circoscritta, ovviamente, alla sola ferrovia Grandate-Malnate… «Infatti noi ci occupiamo di tematica ferroviaria a 360°. In particolare ora ci stiamo soffermando su un’altra linea che spesso sale agli onori della cronaca ma non certo per notizie incoraggianti ovvero la Como-Lecco. Questa direttrice, l’anno scorso, ha ricordato i 125 anni di realizzazione in un assordante silenzio da parte di tutte le realtà comasche. Eppure ha ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo della Brianza comasca. Si pensi, ad esempio, alla decisione di far transitare il suo tragitto da Merone perché proprio lì era sorta l’antico cementificio poi Holcim. Per ricordare tutti gli aspetti di questa direttrice stiamo predisponendo un volume che si intitolerà “Un binario tra ferro, legno e seta”. Un titolo che vuole rimarcare la principale finalità di questo collegamento che ha consentito uno sviluppo economico delle diverse località attraversate la cui storia sarebbe senza dubbio stata molto diversa se il treno non fosse passato di lì». Luigi Clerici

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