Storia di Israele e del Sionismo – 08. V) La Guerra di Suez

La guerra del Canale di Suez (1956)

La guerra del Canale di Suez (1956)

Nel 1955 Ben Gurion torna al potere e decide di porre fine allo “stato di tranquillità” attaccando Gaza il 28 febbraio. Gli egiziani, provocati,  organizzano gruppi di volontari della morte, i fedàiyyin, per la guerriglia contro Israele. In più Nasser chiude lo stretto di Tiran, all’imbocco del golfo di Aqaba, unica via del mar Rosso per le navi verso Israele, dirette al porto di Eilat, cittadina lungo gli 11 chilometri di costa conquistati dall’Haganah nel 1947. Ben Gurion capisce così che l’unica soluzione per risolvere questa situazione è la guerra.

Di parere opposto Sharett, ministero degli esteri, il quale continua a cercare un’intesa col nemico. Ben Gurion costringe Sharett alle dimissioni e cerca un aiuto militare per la guerra ormai alle porte nella Francia. Nel frattempo Nasser aveva firmato un patto militare con l’Arabia Saudita e con lo Yemen   spostando così verso oriente le sue alleanze di tipo economico, relative alla realizzazione di un grande progetto per favorire l’incremento dell’agricoltura in Egitto: la costruzione di una diga all’altezza della città di Assuan, al fine di controllare le piene del fiume Nilo. L’accordo risulta praticamente fatto con l’Unione Sovietica ma, a sorpresa, il 18 luglio, l’occidente, avendo saputo che l’URSS non può finanziare più il progetto, annunzia con toni offensivi che gli Stati Uniti non offriranno un dollaro per la nuova diga, subito imitati dalla Gran Bretagna. Tutti pensano che Nasser e l’Egitto abbiano avuto una bella lezione e che fermeranno le loro azioni contro Israele. Ma il 26 lugio, ad Alessandria, il presidente egiziano annunzia la nazionalizzazione del canale di Suez ed il successivo 25 ottobre forma un comando militare unificato con la Giordania di Hussein e con la Siria. Sentendosi stringere il cappio al collo, Israele, dopo aver firmato un accordo segreto il 23 ottobre a Sevres con Inghilterra e Francia, lancia un attacco preventivo: alcuni reparti di paracadutisti occupano il passo di Mitla, nel Sinai. Per Ben Gurion la guerra ha lo scopo di costringere gli arabi a riconoscere Israele per quello che è diventato in otto anni di esistenza; per la Francia si tratta di dimostrare di poter vincere la crisi algerina in corso su un altro fronte mentre per la Gran Bretagna l’operazione ha lo scopo di abbattere il regime del nuovo rais permettendo così di riprendere il controllo del canale di Suez.

analogie1Il Presidente degli Stati Uniti, Eisenhower, è lasciato all’oscuro di tutto. Dunque, il 29 ottobre Israele invade il Sinai. L’aviazione francese rifornisce le sue truppe, mitraglia i convogli egiziani e protegge lo spazio aereo dello stato mentre navi da guerra vigilano sulla costa. Il 30 ottobre, come convenuto tra i 3 alleati, un ultimatum anglo-francese esige alle truppe di Israele  ed Egitto di ritirarsi a 16 chilometri dalla zona del canale. Questo permette agli israeliani conservare il territorio conquistato (tutto il Sinai e la striscia di Gaza)  salvo la sopraddetta zona di sicurezza, oltre a constatare il raggiungimento degli scopi per cui hanno intrapreso la guerra (mettere fine alle azioni feddayn e riaprire le rotte navali per Eilat). Per gli egiziani questo, invece, significa abbandonare una parte del loro paese. Il 1 novembre l’ONU ordina il cessate il fuoco. Solo dopo due giorni, il 3, Israele accetta ma dopo poche ore ritira la sua adesione per dare modo agli alleati di trovare un pretesto per intervenire direttamente nel conflitto. Il 5 novembre parà anglo-francesi occupano la zona del canale ma l’URSS non ci sta a questa mossa a sorpresa e minaccia di intervenire in guerra se non si fosse ristabilita la sovranità egiziana su Suez. Sull’orlo di una nuova guerra mondiale l’ONU invia una forza internazionale ed il 6 novembre viene ordinato il cessate il fuoco in tutto l’Egitto.

Nasser non è caduto come volevano Francia e Gran Bretagna ma Israele ha ottenuto la vittoria che voleva. Pochi giorni prima della guerra del canale la sessione del Congresso sionista mondiale, presieduta da Nahum Goldmann, aveva rivolto un appello al blocco dei paesi orientali per l’abolizione del divieto posto all’emigrazione ebraica.

La prima guerra del Sinai dimostra che Israele è in grado di difendere la propria sicurezza perfino contro le armi sovietiche, anche se il significato di questa vittoria militare venne mimetizzato dal coinvolgimento anglo-francese. L’accordo che segui la fine dei combattimenti fu di nuovo inconcludente. Israele si impegnò a ritirarsi dal Sinai purché l’Egitto non lo procedesse ad una sua nuova militarizzazione e le forze ONU formassero un cordon sanitaire protettivo. Questo accomodamento resse per un decennio ma non fermò le incursioni ed il terrorismo arabo che continuarono, di fatto, indisturbati . Nel 1957, intanto, vengono restituiti all’Egitto la penisola del Sinai e la striscia di Gaza.

Capitolo I – Nazionalismo ebraico e nazionalismo arabo – prima parteseconda parte.

Capitolo II – Dal nazionalismo alle nazioni – prima parteseconda parte.

Capitolo III – La prima guerra arabo/israeliana – prima parteseconda parte

Capitolo IV – I  primi anni di vita di Israele – Leggi il capitolo

Annunci

One thought on “Storia di Israele e del Sionismo – 08. V) La Guerra di Suez

  1. Pingback: Storia di Israele – 09: il mondo arabo dopo la guerra del canale | Luigi Clerici Comunicazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...