Storia, arte, ricordi: il Piccolo Museo del Bisbino, uno scrigno di tesori che vuole crescere

ImmagineIn attesa di poter aprire al pubblico una nuova  sala dedicata alla grande collezione di fossili donata dagli eredi dell’appassionato comasco Flavio Ferrè, il Piccolo Museo del Bisbino ha recentemente aperto i propri battenti ad una nuova esposizione temporanea d’arte ovvero “Maurizia e il cielo” che presenta alcune opere dell’artista di Sagnino, Maurizia Sala. Una mostra affascinante che ben si inserisce tra i numerosi e variegati cimeli che sono esposti nelle due sale sul retro del Santuario della Beata Vergine del Bisbino.

Si tratta di una nuova opportunità culturale che contribuisce ancor di più a rendere questo piccolo spazio un sorprendente “scrigno di tesori” conservati con passione da Francesco Erba che ci ha accompagnato alla scoperta di questo Piccolo Museo. “Entrare in questi locali è come aprire le ante di un armadio a muro – sottolinea Erba -. E’ come aprire simbolicamente le pagine di un libro che permette a tutti di fare un bel viaggio indietro nel tempo accompagnati non solo da fotografie storiche del monte Bisbino, di Cernobbio, di Piazza Santo Stefano e di Rovenna bensì anche dagli attrezzi della vita campestre quotidiana e da altri oggetti di viaria natura grazie ai quali si è vissuto in questi luoghi fino a non pochi decenni fa”. E partendo da questi semplici oggetti di legno, ferro e rame ecco che al visitatore si aprono le porte di una “macchina del tempo” di fanciullesca memoria grazie anche alla presenza di semplici drappi e lenzuoli che hanno la funzione di separare le nicchie dedicate ai diversi argomenti cosicché nelle due stanze tuttora visitabili (in attesa di rendere disponibile anche un terzo vano) si può ben dire che non manca nulla. Infatti, nonostante le dimensioni contenute, in pochi metri quadrati troviamo riassunta la storia di questa montagna, i cui primi documenti storici risalgono al medioevo (si tratta di carte che attestano la compravendita di terreni e pascoli nonché ricordi della dimensione spirituale del Bisbino, luogo di devozione e ringraziamento per la popolazione dei diversi agglomerati posti sui suoi versanti per essersi salvati da pestilenze o altre malattie contagiose) e dei suoi abitanti. Come sottolineato un posto centrale nel Piccolo Museo è riservato agli attrezzi tipici della vita del passato. Oggetti ancora oggi riconosciuti dagli anziani che possono così lasciarsi andare a pittoreschi ricordi ma sconosciuti ai ragazzi di oggi. Il Museo del Bisbino, quindi, come fautore della memoria della povera vita contadina. Accanto spazi dedicati ad altre eredità che la storia ha lasciato al Bisbino. Innanzitutto i ricordi della I Guerra mondiale con divise, cimeli dei soldati e libri che vanno a completare la testimonianza che alle pendici della vetta hanno lasciato i lavori iniziati proprio cento anni fa quando la “Grande guerra” non aveva ancora manifestato il suo terribile volto di distruzione e di morte, ovvero le trincee della linea di difesa Cadorna che solo qualche mese fa sono state sistemate e che oggi possono essere visitate. Non mancano anche riferimenti anche agli eventi bellici del II conflitto mondiale che raccontano storie di speranza, salvezza ed atti di coraggio. Animali impagliati fanno poi da cornice ad un altro capitolo di storia recente di questa montagna e delle vallate lariane ovvero il fenomeno del contrabbando e le corse, talvolta verso la morte, fra guardie di finanza e “spalloni”. Infine una piccola parte del grande patrimonio di fossili che gli eredi di Flavio Ferrè, grande amante della montagna, ha collezionato nel corso della sua vita e che la moglie ed il figlio hanno donato al Piccolo Museo. “L’obiettivo è rendere visitabile anche la sala posta al primo piano dell’edificio dove oggi sono conservati tantissimi e bellissimi fossili” rileva Francesco Erba. Ed in effetti il patromonio conservato sulla vetta del Bisbino, ed ancora celato per motivi esclusivamente di sicurezza al grande pubblico, è di primissimo ordine e potrebbe rivaleggiare con altre collezioni museali italiane. Sono infatti presenti ammonniti di varie dimensioni ma anche crostacei, conchiglie, piante e pesci frutto di scambi effettuati da Ferrè con altri collezionisti di tutto il mondo. Arte, storia e cultura: questo il piccolo Museo del monte Bisbino che per tutti gli interessati è aperto il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 17 all’interno del complesso del Santuario della Beata Vergine del Bisbino. (Luigi Clerici)

 

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