Lo sport, strumento per un’effettiva integrazione sociale a 360°

ParalimpiadiLo sport è una delle attività che consente ai disabili di essere parte integrante della società”. Basta questa considerazione per descrivere l’importanza che ricopre l’attività sportiva per ogni persona con handicap fisico o mentale. E sono state proprio queste le parole con cui Nicola Stilla, presidente regionale della FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili), ha aperto a Como il convengo “Sport e disabilità”, momento di approfondimento che ha caratterizzato la II giornata di primavera organizzata dal Comitato FAND a Como ed al quale sono intervenuti tre atleti disabili che hanno raccontato la loro esperienza sportiva che si è tradotta soprattutto in un’esperienza di vita che, proprio grazie all’attività sportiva, ha trovato maggiore pienezza. “A prima vista non esiste nulla di più lontano nell’immaginario collettivo tra lo stato di disabilità e la pratica sportiva – ha rilevato nella sua introduzione Stilla -. Eppure grazie allo sport tutti condividiamo allo stesso modo gioie e amarezze. La pratica sportiva, infatti, elimina le differenze fisico-sensoriali tra le persone oltre ad essere strumento per un maggior benessere”. E proprio questo è stato al centro dell’intervento di Mario Mazzoleni, presidente del Gruppo Sportivo Ciechi Lariani, che ha raccontato la sua vita sportiva sugli sci: “Nel 1977, quando abbiamo iniziato a cimentarci in questo sport, era ancora radicata l’idea che lo sci fosse assolutamente impraticabile per ciechi o ipovedenti. I fatti hanno dimostrato come questo pensiero fosse del tutto errato. Basta soltanto vedere quanto appena accaduto a Sochi in occasione degli ultimi giochi invernali Paralimpici. Infatti non esiste altra attività che ci dà massima libertà in quanto la nostra pratica non è delimitata da corsie. Soltanto una piccola trasmittente, che ci consente di interagire con la nostra guida, ci differenzia da ogni altro sciatore”.

Valentino Statella, raccontando la propria esperienza personale, invece ha sottolineato come lo sport sia una fondamentale occasione per una valorizzazione personale. Grande appassionato di pesistica e di body building, Statella ha perso l’uso delle gambe in seguito ad una lesione alla colonna vertebrale dopo un incidente stradale. “Per un anno non me la sono sentita di uscire di casa. Le difficoltà sono, infatti, notevoli – ha commentato -. Poi ho ritrovato uno dei pesi che utilizzavo e sono tornato ad allenarmi. I carichi di lavoro crescevano ed alla fine l’attività a casa non era più sufficiente. Così sono tornato in palestra. Nei primi momenti gli altri atleti erano pronti ad aiutarmi. Dopo un po’ sono stato io a diventare esempio per loro. Lo sport mi ha aiutato a ricreare quell’autostima in me stesso che la disabilità sembrava aver compromesso. Da qui la decisione di mettere a disposizione degli altri le mie conoscenze sportive. Oggi sono allenatore di una squadra di disabili che gareggia insieme ad atleti normodotati con ottimi risultati”. “Lo sport è un veicolo che consente di reagire e di affrontare la vita, impedendo di cadere nella disperazione” ha concluso Statella che, ricordiamo, è anche responsabile del Comitato Paralimpico.

Ma lo sport per disabili non è solo individuale bensì anche di squadra come ha ben raccontato Matteo Cani nella sua illustrazione del baseball per ciechi, disciplina sportiva creata da ex giocatori del BC Bologna nel 1994: “Il baseball per ciechi rappresenta uno sport dove una persona cieca o ipovedente gode della massima autonomia per quanto riguarda non solo la corsa lungo il diamante ma anche nella fase di battuta. L’unica cosa cui bisogna prestare attenzione, infatti, sono i segnali sonori che permettono di indirizzare la propria corsa verso una base”.

Tre discipline diverse, tre esperienze differenti per dimostrare come l’attività fisica e sportiva siano artefici di una sola finalità. Consentono infatti la socializzazione e la reintegrazione sociale permettendo di superare ostacoli, barriere o limiti così da permettere a tante persone di superare al meglio le proprie difficoltà di ogni giorno.

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