8 marzo: dieci anni dalla posa del bassorilievo di San Pietro da Verona nella stazione di Como San Giovanni in ricordo dell’antico monastero di San Giovanni in Pedemonte

Ferrovie dimenticateIl prossimo 8 marzo ricorrerà l’VIII Giornata delle Ferrovie Dimenticate, un momento che vede in tutta Italia l’organizzazione di diverse iniziative (escursioni, passeggiate in bicicletta lungo tratti ferroviari in abbandono, incontri, convegni, mostre fotografiche rievocative, sensibilizzazione verso le scuole, visite a impianti ferroviari ecc.) che hanno l’obiettivo di portare all’attenzione della popolazione, degli amministratori e dei media locali e nazionali il patrimonio ferroviario ‘minore’ che non solo non dovrebbe essere perduto ma dovrebbe anche essere posto al centro di una politica di rilancio della mobilità in numerosi territori. Il patrimonio ferroviario dismesso ammonta in Italia infatti a quasi seimila chilometri e tende ad aumentare in seguito alla costruzione di rettifiche o varianti di percorso o per la sospensione di tratte, sempre più per motivi economici. Questa opera di dismissione ha dato origine a tutto un patrimonio di impianti (stazioni, depositi, ponti, gallerie ecc.) e rotabili che, tra l’altro, meritano considerazione e rispetto per la ricerca ingegneristica che li ha creati e per il valore storico e paesaggistico che rappresentano a tutti gli effetti. Per la città di Como la prossima “Giornata” ricoprirà anche un valore simbolico non indifferente. Saranno infatti trascorsi ben dieci anni dalla posa, a cura dell’associazione Iubilantes, del bassorilievo di San Pietro da Verona all’interno dell’atrio della stazione di Como San Giovanni. L’importante sodalizio culturale comasco, che recentemente è stato insignito del premio Europa Nostra promosso dalla Commissione Europea come ente di eccellenza per l’attività pluriennale svolta per la tutela del patrimonio culturale europeo (unica realtà italiana ad ottenere tale riconoscimento), l’8 marzo del 2005 curò la posa del bassorilievo realizzato dall’artista Abele Vadacca nella principale stazione cittadina appunto per ricordare le radici storiche del sito. La particolare denominazione dello scalo, infatti, va fatta risalire alla presenza in loco per sei secoli di un antico monastero, appartenuto nei momenti di maggiore splendore all’ordine domenicano, dedicato ai “Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista in Pedemonte”, ovvero ai piedi del monte. La struttura venne edificata tra il 1220 ed il 1233 e fu molto importante per la vita della città di Como della sua Diocesi anche perché fu sede del tribunale locale dell’Inquisizione la cui “giurisdizione” spaziava dalla città fino al Monte Ceneri, alla Valtellina, alle valli varesine. Il protagonista del bassorilievo, San Pietro da Verona che è co-patrono della nostra Diocesi insieme a Sant’Abbondio, fu uno degli inquisitori più importanti di tutta la storia comasca e ricoprì tale incarico, per un certo periodo, non solo per la chiesa comense ma anche per quella ambrosiana. Drammatica fu la sua scomparsa avvenuta in seguito all’aggressione perpetrata da alcuni eretici. Il monastero rimase attivo fino al 1782 quando, in seguito all’applicazione delle disposizioni di Giuseppe II, il famoso “re sagrestano” figlio dell’Imperatrice Maria Teresa, venne soppresso. Trent’anni più tardi, era il 1810, venne destinato a ricovero dei poveri ma pochi anni più tardi, nel 1815, venne definitivamente abbattuto viste le sue condizioni fatiscenti. Sul luogo dove un tempo era attivo il monastero iniziò ad operare, dal 27 luglio 1875, la nuova stazione cittadina, denominata appunto Como San Giovanni, che consentiva un’agevole discesa alla città da parte dei viaggiatori dopo l’apertura del collegamento ferroviario tra il comasco e il Canton Ticino. Da segnalare che i lavori per la costruzione della prima infrastruttura, poi modificata nel 1949, andarono molto a rilento a causa dei numerosi reperti riportati alla luce proprio nelle fasi di scavo sull’area un tempo occupata dal monastero.  Per ricordare questo anniversario è in corso di definizione un programma di iniziative, promosse da Iubilantes e da altre associazioni del territorio che si occupano di tematiche ferroviarie come “Como in treno” e “Club Treni Brianza”, che animeranno la VIII Giornata delle Ferrovie dimenticate il prossimo 8 marzo che saranno presto divulgate a tutti gli appassionati e non.  (Luigi Clerici)

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