Comasco, terra di fusioni (ma anche scissioni) Comunali. Ben 95 dal 1861!

Fusione di ComuniTra progetti altisonanti, lanciati in grande stile sugli organi di informazione per poi essere quasi subito ritrattati nei giorni successivi (si pensi, ad esempio, alla discussione sul progetto “Grande Erba” risalente a qualche settimana fa), ed altri contesti dove invece di fusioni sembra proprio che non se ne voglia sentir parlarne (come nel porlezzese) il territorio comasco vive comunque una stagione di “fermento” e possibili cambiamenti a livello amministrativo comunale. Da questo punto di vista, infatti, non mancano discussioni e proposte che sembrano improntanti a sortire comunque un effetto pratico, anche se diluito sul medio o lungo periodo. Pensiamo, ad esempio, alla discussione lanciata nello scorso mese di gennaio in Valle Intelvi dove, più o meno timidamente, diversi amministratori hanno ammesso come l’attuale organizzazione amministrativa della valle non possa avere un futuro di lunga durata. Altra discussione interessante si sta sviluppando nel canturino dove alle proposte di Cantù ne sono seguite altre limitate a diversi centri del comprensorio. Un processo ben avviato, anche se dall’esito incerto, è quello del basso Lario dove sono sempre molto attivi i promotori del MIF, il Movimento Insieme per il Futuro di cui abbiamo già parlato in passato. Il gruppo sta proseguendo intensamente nel suo obiettivo di presentare un referendum per la fusione delle realtà di Carate Urio e Moltrasio, con la possibilità di coinvolgere anche Brienno e Laglio, attraverso un’intensa campagna informativa cui seguirà poi la raccolta di firme per arrivare ad indire appunto la consultazione referendaria. La scorsa settimana, ad esempio, proprio Carate Urio ha ospitato un interessante incontro pubblico al quale sono intervenuti, tra gli altri, gli On. Mauro Guerra, che è anche primo cittadino di una realtà sorta in seguito ad una fusione ovvero la Tremezzina, e Chiara Braga nonché Fiorenzo Bongiasca, sindaco di Gravedona ed Uniti. A dare “pepe” all’incontro è stato però il Sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni, che ha annunciato di essere pronto a promuovere una fusione di questi centri insieme alla località del lago ed a Maslianico per dar vita ad un comune di oltre 12mila abitanti alle porte di Como.

Comunque dobbiamo rilevare che sfogliando le pagine della storia del territorio comasco dall’unità d’Italia (1861) ad oggi sono state complessivamente ben 95 le fusioni di Comuni. La maggior parte di queste risalgono agli anni 1927, 1928 e 1929, ovvero alla riforma amministrativa promossa dal Regime fascista insieme alla sostituzione degli organi democratici eletti (Consiglio Comunale che nominata il Sindaco) con figure nominate direttamente dalla Prefettura, ovvero dal Governo, con al vertice il Podestà. Ma ancora prima degli anni ’20 del secolo scorso si erano già verificate cinque fusioni nel Comasco, ovvero il Comune di Pagnano Valassina, aggregato ad Asso nel 1880; Colciago unito a Lurago d’Erba nel 1883; Camerlata e Monte Olimpino, aggregati a Como nel 1884; ed Incino, fusosi con Erba nel 1906. La riforma fascista del triennio 1927/29 sconvolse drasticamente l’assetto amministrativo della provincia lariana in quanto diede vita a ben 70 nuove realtà, numerose delle quali ancora oggi esistenti. Si pensi, ad esempio, ad Albese con Cassano, Valsolda, Val Rezzo, Gaggino con Faloppio, Carate Urio, Capiago Intimiano, Albavilla, Eupilio, Valmorea, Villa Guardia, Grandola ed Uniti, Faggeto Lario, Cernobbio, Uggiate Trevano e Vertemate con Minoprio. L’onda lunga del regime in materia di fusioni comunali proseguì anche nel 1937 (nasce Casnate con Bernate e  Rebbio è aggregato a Como), nel 1942 (Civiglio aggregato a Como) e nel 1943 (Albate, Breccia e Camnago Volta aggregati a Como). Da quell’anno di guerra bisogna poi attendere 57 anni per assistere ad una nuova fusione, ovvero quella tra Santa Maria Rezzonico e Sant’Abbondio che diede origine a San Siro, seguite poi dalla nascita di Gravedona ed Uniti nel 2011; di Colverde, Bellagio (con Crevenna) e Tremezzina nel 2013. Forse in pochi sanno anche però che dall’Unità d’Italia ad oggi in provincia di Como si sono anche verificate undici divisioni di Comuni. Una di queste riguardò un comune denominato Tremezzina, costituito nel 1928. Nel 1947 questo cessò di esistere e ritornarono attivi i Comuni di Lenno, Mezzegra e Tremezzo. Come in questo la maggior parte delle divisioni riguardarono, infatti, un cosiddetto “ritorno al passato” ovvero ad una situazione precedente la riforma amministrativa del 1928. Le divisioni si verificarono nel 1939 (da Rovi Porro nacquero le due realtà di Rovellasca e Rovello Porro), nel 1947 (Castelnuovo Bozzente e Beregazzo con Figliaro sorsero da Mirabello Comasco; Stazzona Germasiano fu nuovamente diviso nei due singoli Comuni così come Zelbio e Veleso), nel 1950 (cessarono di esistere i Comuni di Carugo Arosio; Isola Comacina, formato da Colonno, Ossuccio e Sala Comacina; Santa Valeria, diviso in Caglio, Sormano e Rezzago; Seprio, ridiviso in Locate Varesino, Carbonate e Mozzate). Sempre nel 1950 da Appiano, che nel 1928 aggiunse alla sua storica denominazione l’aggettivo “Gentile” per aver accolto nel suo territorio Bulgarograsso, Oltrona San Mamette e Veniano, queste realtà si staccarono tornando indipendenti. L’ultima scissione avvenne, infine, nel 1956 quando dal Comune di Lieto Colle tornarono ad esistere Cavallasca, Drezzo e Parè con queste ultime due realtà tornate insieme due anni, questa volta anche con Gironico, nel comune di Colverde. (Luigi Clerici)

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