Sotto la neve pane…le slide 1

campi di grano Propongo, a puntate, i contenuti della serata di venerdì scorso, 27 febbraio, a Lurate Caccivio dedicata all’agricoltura ed alla vita dei contadini nel corso del tempo.

  1. Fino alla seconda metà del XX secolo l’agricoltura ha ricoperto un ruolo fondamentale nella vita di tutti i paesi italiani. La storia ci tramanda che quest’attività fu finalizzata soprattutto a venire incontro alle necessità dei proprietari dei diversi terreni e solo in minima parte invece è stata destinata al sostentamento dei residenti. Un fatto questo che sicuramente sembrerà strano soprattutto alle generazioni succedutesi a partire dagli anni ’60 in quanto sempre più abituate, non solo alle nostre latitudini ma un po’ ovunque, ad un progressivo diradarsi di campi e prati sostituiti da opifici, capannoni e case. Strade un po’ meno…ma questo è un altro argomento. Il mio obiettivo, questa sera, è di presentarvi non soli quali siano state le coltivazioni ma anche altri aspetti della vita contadina dal tardo medioevo al XX secolo ovvero quali erano le incombenze cui dovevano sottostare i contadini, la loro alimentazione, i pericoli e le difficoltà che quotidianamente dovevano affrontare. Un breve viaggio nel tempo dedicato ad un argomento salito prepotentemente alla ribalta in questo periodo vista l’ormai prossima apertura dell’Esposizione Universale di Milano il prossimo 1° maggio. Il cibo, da quando l’uomo è comparso sulla Terra, ricopre un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi e ancora oggi ampie fette della popolazione mondiale non hanno di che nutrirsi. Ecco perché, nel parlare di come e cosa si coltivava nel nostro territorio in passato, bisogna sempre tener presente che solo in minima parte questo era poi consumato dagli stessi abitanti. Del resto, sembra impossibile pensarlo, ciò accade senza che ce ne rendiamo conto in Italia. Il nostro Paese, infatti, non è autosufficiente dal punto di vista agricolo visto che siamo costretti ad importare il 30% del nostro fabbisogno alimentare per l’elevato export del settore. Anche nel corso dei secoli, si può quindi dire, che dai campi di Lurate e Caccivio si esportavano prodotti agricoli. La maggior parte di questi erano destinati soprattutto ai Monaci dell’Abbazia di San Simpliciano in Milano, storici feudatari di questa località, ma erano anche appannaggio di altri proprietari terrieri minori, soggetti religiosi o famiglie nobiliari.
  1. La rappresentazione del territorio del Comune agricolo minore di Lurate Abbate risalente alla prima metà del XVIII secolo è una cartina realizzata in occasione della riforma amministrativa ed erariale passata alla storia come il “Catasto Teresiano” dal nome dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, sotto il cui regno si conclusero le rilevazioni iniziate ben prima della sua salita al trono, ovvero nel 1721, ma poi dilatatesi per oltre un ventennio a causa della guerra di successione austriaca scoppiata proprio in seguito al riconoscimento di Maria Teresa quale erede dei domini di Carlo VI d’Asburgo. Questa mappa, il cui originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Como, rappresenta anche la prima fotografia dettagliata e precisa delle coltivazioni in Lurate e Caccivio. Mai, infatti, prima di allora vennero rilevati con dovizia di particolari i terreni, la loro estensione, nonché i relativi proprietari. E’ pur vero, però, che il dominio ecclesiastico di San Simpliciano su Lurate Caccivio ci permette in parte di conoscere qualcosa sull’agricoltura a partire dal basso Medioevo. Infatti presso l’Archivio di Stato di Milano è conservata un’ingente quantità di documenti che parlano di coltivazioni. Si tratta, per lo più, di contratti di vendita o rilevazioni di natura fiscale perché passano il tempo ed i governi, ma l’attenzione verso le proprietà è sempre stata una costante anche perché proprio sulla rendita dei terreni, un tempo, si basava la tassazione i cui proventi erano destinati quasi esclusivamente al sostegno delle spese per eserciti e campagne militari cui, talvolta, dovevano partecipare anche gli stessi abitanti per quello che possiamo definire un servizio militare ante-litteram.
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