Sotto la neve pane…le slide 4

Carta 1784Nel 1600 l’arrivo degli spagnoli in Lombardia porta con sé non solo tasse asfissianti, mala organizzazione amministrativa e tutte quelle situazioni ben vengono descritte nei Promessi Sposi di manzoniana memoria bensì anche un’attenta serie di rilevazioni riguardo la fertilità dei nostri terreni. Misurazioni che avevano esclusivamente lo scopo di fissare una maggiore tassazione cui campi più prolifici. A noi però interessa sapere cosa si coltivasse ed un’indagine del 1592 rileva come i prodotti agricoli fossero frumento, segale, avena, miglio. In minor quantità orzo e panico. Figurano poi fave, ceci e fagioli; castagne e marroni, nonché noci da cui si ricavava l’olio così come dal ravizzone e dal lino.

Come già accennato è con l’arrivo del XVIII secolo che il numero e la qualità di informazioni sono più dettagliate. In questo secolo gran parte del seminativo è costituito dal frumento che arriva a rappresentare anche il 32% del totale della produzione agricola. Poco più del 20% è invece costituito dal granturco. Mais e frumento rappresentano, quindi, oltre la metà del totale delle granaglie prodotte. Come abbiamo già avuto modo di accennare era consuetudine destinare il frumento al pagamento del canone di affitto mentre il granoturco era destinato all’alimentazione delle famiglie contadine che, erroneamente, gli attribuivano un alto valore nutritivo e ritenevano che senza di esso non avrebbero retto alle dure fatiche del lavoro nei campi. Grani minori erano rappresentati dal miglio, dalla segale, dall’avena, dai legumi e dall’orzo. L’elenco di queste culture, però, non deve trarre in inganno perché i raccolti non erano, nella maggior parte dei casi, soddisfacenti. I motivi di questo sono diversi: da una concimazione dei terreni approssimativa ad una parziale rotazione delle colture. Infatti i contadini cercavano sempre di ricavare il massimo profitto dai fondi e quindi cercavano di non lasciare mai a riposo i terreni. Per cercare di far comprendere quale fosse la poca cultura agricola ci basta citare un detto che veniva preso ovviamente alla lettera e relativo alla coltivazione dei gelsi che erano piantati con radici poco profonde nel terreno perché le radici di queste piante dovevano sentire suonare le campane. Peccato che poi, in caso di gelate prolungate, le piante andassero perdute. Dove veniva applicata la rotazione delle coltivazioni più diffusa contemplava frumento il primo anno; segale o orzo il secondo; granoturco il terzo e lino canapa o leguminose il quarto. Nel ciclo entrava a volte anche il ravizzone che si seminava per lo più nei campi dove si erano raccolti in precedenza frumento e segale.

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