Stazione unica di Camerlata: occasione per il rilancio del trasporto pubblico a Como e nella sua provincia

Como NOrd CamerlataIl rapporto tra Como e le sue ferrovie sembra essere sempre caratterizzato da quella che può essere definita “un’incomprensione reciproca”. C’è, solo per stare alle ultime notizie, chi si dimentica di indicare la stazione di Como San Giovanni tra le mete che possono essere raggiunte “su rotaia” dal polo espositivo di EXPO 2015; chi protesta sui media locali relativamente all’impossibilità di poter acquistare biglietti ferroviari per le località del Canton Ticino (per non parlare delle aperture a “singhiozzo” degli stessi sportelli che vendono i biglietti); e chi, come la maggioranza di Palazzo Cernezzi, guarda addirittura al futuro cogliendo l’opportunità di confrontarsi sul trasporto pubblico locale con Helmut Moroder, per anni punto di riferimento di questo settore in un contesto dove spostarsi con il proprio automezzo privato molto spesso è inutile e non conveniente, ovvero l’Alto Adige. Tra questi estremi, rispettivamente negativi e positivi, si colloca la progettata nuova stazione di Camerlata, ipotizzata fin dal dicembre del 2006 grazie ad un protocollo firmato allora dal Comune di Como e da Rete Ferroviaria Italiana, che è stata al centro di una serata pubblica di informazione, ma anche di valutazione popolare sul progetto, che si è svolta venerdì scorso presso il centro civico di piazza Camerlata. Di questa infrastruttura se ne parla ormai da anni, anche in questo caso tra alti e bassi ovvero promesse di finanziamento; elaborazioni grafiche, che insieme a tabulati progettuali, vanno e vengono da un’istituzione ad un’altra; e un costante interesse manifestato, però, soprattutto al di là della frontiera.

La stazione unica di Camerlata, il cui costo complessivo è ora quantificato in 7,5 milioni di euro, racchiude in sé tanti motivi di interesse e probabilmente rappresenta l’obiettivo più significativo in ambito ferroviario per la città. Innanzitutto perchè, dopo Merone, costituirà un nuovo punto di incontro tra le linee delle FNM e di Trenitalia. In realtà, come tutti ben sanno, però non si tratterà di un nuovo edificio ma di un sistema di collegamento tra l’immobile di Como Nord Camerlata e la nuova fermata sulla linea Chiasso-Como-Milano che comunque rappresenta un’opportunità importante in particolare per l’elevato numero di pendolari che quotidianamente si recano verso il capoluogo lombardo. Ma non solo. Si pensi all’opportunità di ripristinare, dopo la chiusura della Grandate-Malnate delle FNM nel 1966, un collegamento ferroviario tra Como e Varese, questa volta grazie alla Svizzera ed in particolar modo all’Arcisate-Stabio, oppure alle promesse formulate dalla Confederazione Elvetica di incrementare il servizio dei convogli Tilo (in questo caso con l’obiettivo di veicolare parte del traffico provocato dai lavoratori forntalieri nonché favorire la mobilità in città dai comuni limitrofi) verso il Canton Ticino. Questi sono stati avviati a partire dal 2008 e sono stati poi sospesi due anni fa per poi essere ripresi lo scorso autunno in seguito all’avvio del servizio sulla tratta Mendrisio-Stabio in attesa che riprendano, e si concludano, i lavori sul tratto italiano in provincia di Varese di quella che un giorno sarà la ferrovia Mendrisio-Malpensa, fermi da tempo prima per lo smaltimento dell’arsenico contenuto nelle terre di scavo del cantiere e poi per il fallimento della ditta che si era aggiudicata l’appalto.

“Il progetto della stazione unica di Camerlata rientra in una serie di obiettivi che a Como si vogliono perseguire in ottica ferroviaria – ha commentato il consigliere regionale Luca Gaffuri, da sempre molto attento alle tematiche ferroviarie, presente alla serata -. Innanzitutto per migliorare i servizi sia sulla Milano-Como-Chiasso, sia sulla Como-Lecco; per ottimizzare le connessioni con i territori limitrofi e favorire le occasioni di interscambio, in questo caso con la finalità di ridurre soprattutto il numero di veicoli che entrano e stazionano in convalle”.

Fallita l’opportunità per godere di finanziamenti europei, il progetto della stazione unica ha ottenuto il finanziamento di 7 milioni di euro da parte di Regione Lombardia che, da parte sua, auspica come il cantiere per l’avvio dei lavori possa entrare nel vivo dopo la fine di EXPO con l’ipotesi di una sua conclusione a fine 2016. Sul piatto, a livello regionale, c’è però anche il progetto di Varese che intende realizzare una stazione unica sempre tra le linee FNM e Trenitalia. Questa volta Como arriverà prima?

Luigi Clerici

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