Arcisate-Stabio, Svizzera preoccupata per i costi di gestione di un’opera incompiuta

ImmagineMentre il territorio comasco si appresta a vivere l’agognata cerimonia di inaugurazione dell’A59, ovvero del primo tratto della tangenziale di Como inserita nel sistema viabilistico dell’autostrada Pedemontana, fosche nubi incominciano ad addensarsi su un progetto di mobilità frontaliera peraltro ancora incompleto. Stiamo parlando della linea ferroviaria Mendrisio-Stabio che, prima o poi, arriverà anche ad Arcisate e Varese ma che al momento collega il paese di confine limitrofo alle province di Como e Varese con Chiasso. Sul banco degli imputati ci sono i costi annuali di gestione di questa linea che, ovviamente incompleta, risultano assai più consistenti rispetto ai ricavi. Una recente interrogazione presentata al Governo della Repubblica del Canton Ticino ha infatti quantificato in 1,77 milioni di franchi il costo annuale di gestione della linea contro un introito stimato in soli 340mila franchi. E siccome gli organismi elvetici sono molto sensibili ai conti economici la loro preoccupazione, proiettata verso gli scenari futuri, non è certo destinata a mitigarsi di fronte all’impasse ed alle difficoltà che stanno caratterizzando lo “stato dei lavori” di questa linea ferroviaria sul fronte italiano.

L’assegnazione del mandato dei lavori, dopo l’uscita di scena dell’ingegner Salini, è infatti previsto entro il prossimo mese di giugno con inizio dei lavori a luglio mentre la conclusione del cantiere dovrebbe avvenire entro l’estate 2017. Un programma che è stato ribadito durante un incontro tenutosi a Briga il 13 aprile scorso del Gruppo di lavoro misto italo-svizzero “Infrastrutture”, ma che non tiene conto purtroppo delle ultime vicissitudini alle nostre latitudini, visto che l’ultima gara per la riassegnazione del cantiere è andata deserta. Presumibilmente saranno quindi da annoverare ulteriori ritardi al cronoprogramma esposto. “Il servizio attuale ha un carattere provvisorio e transitorio in attesa della completazione dei lavori” ha risposto il Governo alle insinuazioni formulate circa il potenziale fallimento degli obiettivi che hanno accompagnato questo progetto e soprattutto l’apertura del tratto che attraversa parte della regione del Mendrisiotto. In ogni caso è stato ribadito come, ovviamente, allo stato attuale la linea “non può che esplicare solo parzialmente la funzione per cui è stato progettato e di conseguenza il potenziale è limitato”. Il Consiglio di Stato si è comunque impegnato a tenere sotto osservazione la situazione nei prossimi mesi tenendo in considerazione l’evoluzione dell’utenza (attualmente sono circa 400 i viaggiatori che in media al giorno viaggiano tra Stabio e Mendrisio), dei costi e delle prospettive per la conclusione dei lavori in Italia. Il tutto mentre iniziano a serpeggiare commenti e ipotesi su una versione tutta Svizzera della recente proposta varata dal Governo tedesco ovvero il rendere le autostrade della Germania a pagamento ma solo per gli automezzi stranieri anche se partire dal 2016. L’estate 2015 sul fronte della mobilità, intesa a tutto tondo, tra Italia e Svizzera sembra annunciarsi tutto fuorché serena.

Luigi Clerici

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