Diario di Guerra – presentazione – introduzione

Dia Guerra 01I minuti che seguiranno non saranno momenti di una classica serata rievocativa fatta con il cosiddetto “senno di poi” del quale, del resto, la saggezza popolare sottolinea come ne “sono piene le fosse”. Se così fosse daremmo già un giudizio a quello che in effetti è stato il dramma della Prima Guerra Mondiale. L’obiettivo di Diario di Guerra è quello di riproporre parole e pensieri così come furono espressi un secolo fa. Quella che ci aspetta, quindi, è una serata retorica? Se con retorica intendiamo l’arte del parlar bene sicuramente sì e credo che tutti voi presenti possiate affermare quanto ci sia bisogno, in pubblico come in privato, di recuperare un linguaggio chiaro, comprensibile, lucido…e soprattutto possibilmente senza errori. Al bando, quindi, ogni inglesismo mentre alla ribalta troviamo concetti che ancora oggi vengono accuratamente visti con sospetto. Si tratta di parole all’ordine del giorno del maggio del 1915 ovvero Onore, Patria, Cimento, Ora suprema. E poi…Trento, Trieste…parole ripetute con convinzione anche qui a Cernobbio.

Dimentichiamoci, quindi, del 2015 e facciamo un passo indietro nel tempo. Un passo lungo cento anni. Il mese, dopo tutto, è lo stesso. Siamo a maggio. Il clima anche…temperature piacevoli, a volte un po’ sopra la norma e con improvvise bizze atmosferiche che sembrano voler farci tornare in inverno. Dimentichiamoci, dunque, di dove e come stiamo vivendo oggi, e immergiamoci in quel periodo per diventare anche noi protagonisti di quanto fu detto e scritto…

Tutto inizia con un treno. Un convoglio “speciale” nel quale hanno preso posto seicento e più gitanti. E’ un lungo convoglio con alla testa un bagagliaio dove vengono deposte bandiere, corone e stampati. Oltre a vessilli di diverse società, per lo più ginniche, vi sono gagliardetti più piccoli con scritte in rosso che ricordano i più popolari eroi garibaldini. Facendo una rapida corsa da un capo all’altro del treno si ha subito l’impressione di un convoglio interventista. In capo alla locomotiva una grande corona con al centro la scritta Viva Trieste. All’apparire della corona in stazione a Genova la banda che attendeva intona l’inno di Garibaldi mentre s’innalza un applauso entusiastico al grido di “Viva Trieste italiana”. Poi il corteo si muove attraversando la città e al suo passaggio è un susseguirsi di emozioni entusiastiche. E’ l’8 maggio. E’ l’inaugurazione del Monumento dedicato ai Mille. E’ l’inizio di quello che passerà alla storia come il “maggio radioso”.

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