Diario di Guerra – Eventi dal 31 maggio al 6 giugno 1915

Diario di Guerra (1915-1918)

II settimana – 31 maggio/6 giugno 1915

Il maltempo che imperversa nel nord Italia rende particolarmente arduo il compito dei fanti impegnati sui diversi fronti”(…) il maltempo, pur producendo gravi danni, non influisce per nulla né sullo stato sanitario né sulle condizioni morali delle nostre truppe (…)”. Questa settimana, in ogni caso, le operazioni (movimenti e combattimenti) assumono per lo più un carattere preparatorio rispetto a future azioni belliche: “Continuano piccole operazioni lungo tutta la frontiera dallo Stelvio fino al mare (…) I movimenti di raccolta delle grandi masse continuano ovunque ordinati, come pure la messa in azione di tutto il complesso organismo dei servizi”. Nel dettaglio, comunque, si segnala:
Frontiera Tirolo-Trentino: continua l’avanzata delle nostre truppe che si sono spinte a sei chilometri dal valico di confine di Ala e si apprestano ad occupare Rovereto. La nebbia ostacola il tiro delle artiglierie sull’altipiano di Asiago.
Frontiera della Carnia: Sul Monte Croce Carnico si svolge la prima azione di guerra “sotto una pioggia violenta e fra le insidie della nebbia”.
Frontiera del Friuli: i bollettini ufficiali annunciato l’occupazione del costone sulla sinistra del fiume Isonzo del Monte Nero a circa 10 chilometri a nord-vest di Tolmino.
Da segnalare le prime postille sulle perdite in termini di uomini definite “non gravi”.
Guerra nei cieli e nell’Adriatico: il 30 maggio un dirigibile lascia cadere bombe sulla stazione ferroviaria di Pola colpendo, tra l’altro, un deposito di Nafta. Il 31 maggio una squadriglia di cacciatorpedinieri bombardano il cantiere di Monfalcone: “alcuni barconi carichi di farina sono stati sorpresi e distrutti dalla stessa squadriglia nel suo ritorno dall’incursione”.

Ed a Cernobbio…

I cittadini cernobbiesi, amministratori, tessitori o agricoltori che siano, partono per il fronte e le aziende del territorio si trovano a dover affrontare due problemi: la carenza di manodopera e il sostegno alle famiglie, spesso monoreddito. Il 31 maggio Osvaldo Fasana, presidente della società operaia di Mutuo Soccorso “Ordine e Progresso”, invita alla costituire un costituzione di un Comitato cittadino che a Cernobbio raccolga le sottoscrizioni dei cittadini pubblico da destinare alle famiglie dei richiamati in stato di bisogno. Da parte loro le Tessiture Bernsconi assicurano che provvederanno per le famiglie dei loro operai. In proposito il Consiglio di Amministrazione decide non solo di mantenere il posto a tutti gli impiegati ed operai richiamati sotto le armi ma di pagare alle rispettive famiglie 60 centesimi al giorno per la moglie e i genitori bisognosi; 30 centesimi per ogni figlio di età inferiore ad anni 14. Le decisioni vengono illustrate alla popolazione ed alla manovalanza con un avviso che, tra l’altro, recita: “(…) il momento storico attuale impone a ciascuno un preciso dovere. Già la nostra valorosa gioventù tolta all’officina ed ai più santi affetti, si batte al fronte per un altro sacro amore, per l’onore d’Italia. Ovunque l’auspicata concordia di partiti e uomini ha fatto il miracolo di destare le più sane energie della Nazione e di rivolgerle tutte con disciplina, entusiasmo ed abnegazione a quelle opere di previdenza e di assistenza sociale che si rendono necessarie nell’ora presente (…)”. (l.cl. – riproduzione su concessione dell’autore).
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