Diario di Guerra…eventi dal 24 al 30 maggio 1915

I settimana – 24/30 maggio 1915

Alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia si registra la dichiarazione ufficiale del Presidente del Consiglio, Antonio Salandra, che a proposito della rottura dei rapporti diplomatici con l’Austria Ungheria dichiara: “Dov’è il tradimento, l’iniquità, la sorpresa, se, dopo nove mesi di vani sforzi per raggiungere un onorabile accordo che riconoscesse equamente i nostri diritti e le nostre libertà, abbiamo riassunto la nostra libertà d’azione? Austria e Germania credettero di trattare con un’Italia debole, incapace di sostenere con le armi i suoi giusti diritti”.
Come si canterà nell’Inno del Piave di E.A. Mario a conflitto concluso il 24 maggio incominciano le operazioni belliche che, nella prima settimana di conflitto, possono essere così riassunte (tra parentesi la data dell’evento):
-Frontiera del Tirolo e del Trentino: lotta di artiglieria tra le fortificazioni al Tonale e sull’altipiano di Asiago. Il forte austriaco di Luserna “alza bandiera bianca” (30). “I maggiorenti di Tezze in Val Sugana si sono presentati alle nostre autorità, esprimendo patriottici sensi di devozione a nome delle popolazioni”. (27)

  • Fronte del Cadore: occupati tutti i paesi di confine. L’artiglieria austriaca bombarda Misurina ma senza risultato (26) e alla fine della settimana Cortina d’Ampezzo è italiana (30).
  • Frontiera della Carnia: attacco alla baionetta presso il passo della Val d’Inferno ma “la nebbia ostacola le operazioni montane” (26).
  • Frontiera friulana: occupate Caporetto, alture tra il Judrio e l’Isonzo, Cormons, Versa, Cervignano e Terzo (24), Grado (27). Il nemico si ritira, distruggendo ponti e incendiando casolari (24); bombardata la stazione ferroviaria di Monfalcone (25) e la linea per Trieste che “pare essere interrotta” (27). “Gli austriaci hanno rinforzato e armato con numerose artiglierie le posizioni sulla riva sinistra dell’Isonzo dominanti i passaggi del fiume” (30).
  • Nell’Adriatico: i cacciatorpedinieri italiani, in quel di Portobuso nella laguna di Grado, fanno prigionieri 70 militari austriaci (24)
  • Informazioni particolari: “Il morale (delle truppe) è elevatissimo

Prima pagina del settimanale cernobbiese "L'Araldo" del 24 maggio 1915Ed a Cernobbio…

  • Il 29 maggio, prima di iniziare la trattazione degli argomenti iscritti nell’ordine del giorno della seduta di Consiglio Comunale di Cernobbio, il Sindaco Giuseppe Noseda, informa sulla “nobile, patriottica idea sorta nei componenti la Giunta Municipale e manifestata anche da Enti locali, della costituzione d’un Comitato Comunale onde raccogliere somme da destinare in sussidi alle famiglie bisognose dei militari chiamati dalla Patria per la Guerra all’Austria testé dichiarata”. Il Consiglio Comunale delibera all’unanimità di procedere alla sottoscrizione con lo stanziamento di Lire 500 “autorizzando la Giunta di raggiungere anche le Lire 1.000 se si manifesterà il bisogno”. Il Consiglio vota inoltre la decisione di posticipare tale spesa nel futuro bilancio 1916 in quanto quello del 1915 non prevede alcuna disponibilità economica per provvedere a tale stanziamento! I problemi nel far quadrare i bilanci non sono quindi materia esclusivamente dei giorni nostri. (l.cl. – riproduzione riservata)
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Diario di Guerra – presentazione: 23 maggio 1915

Dia guerra 0323 maggio

Non è solo la stampa ma sono anche le autorità politiche a parlare in favore della guerra. Dal discorso del sindaco: “Cittadini non è più tempo di parole vane: è questo il momento dei fatti e dei propositi virili: in quest’ora solenne il popolo d’Italia ha segnato il suo destino. Rivolgiamo lo sguardo fidenti al nostro giovane Sovrano e rammentiamo che, quando Egli ci addita una via, uno solo è il nostro dovere, quello di percorrerla con incrollabile fede e sicura energia. Nella grande vigilia sia unanime e concorde il sentimento italiano per la fortuna e la grandezza della Patria. Oggi è domenica 23 maggio 1915…e così  il Re Vittorio Emanuele III si rivolge a tutti i nostri connazionali già in armi:

Soldati di terra e di mare! L’ora solenne delle rivendicazioni nazionali è suonata. Seguendo l’esempio del mio Grande Avo, assumo oggi il comando supremo delle forze di terra e di mare, con sicura fede nella vittoria, che il vostro valore, la vostra abnegazione, la vostra disciplina sapranno conseguire. Il nemico che vi accingete a combattere è agguerrito e degno di voi. Favorito dal terreno e dai sapienti apprestamenti dell’arte, egli vi opporà tenace resistenza; ma il vostro indomito slancio saprà di certo superarla.

Soldati ! A voi la gloria di piantare il tricolore d’Italia sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra. A voi la gloria di compiere, finalmente, l’opera con tanto eroismo iniziata dai nostri padri. 

Dal Gran Quartiere Generale, 24 maggio 1915 VITTORIO EMANUELE III

Un applauso scrosciante unanime parte dalla piazza mentre si agitano cappelli, fazzoletti e drappi tricolori. La maggioranza dell’Italia è contadina e questa maggioranza è contro la guerra, ignora cosa stia diventando la guerra. Si tratta di un’Italia che, insieme a quella delle donne, non ha voce in capitolo.

Diario di Guerra, Cernobbio 1915-1918…introduzione

Nel centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale il Comune di Cernobbio presenta “Diario di Guerra”, un progetto multimediale che, a cadenza settimanale, presenta in quest’apposita sezione del sito web comunale notizie ed avvenimenti di rilevanza locale risalenti al periodo 1915-1918. Praticamente si tratta delle emozioni, delle parole nonché della cronaca di tutte le ripercussioni che gli avvenimenti verificatisi al fronte ebbero su Cernobbio e sugli abitanti per tutta la durata del conflitto. Un nuovo, e per molti versi inedito, modo di rileggere un avvenimento drammatico come la Prima Guerra Mondiale ma coniugato in una dimensione locale perché lo scopo principale è quello di perpetuare la memoria di come questa influì effettivamente sulla vita pubblica e sulle famiglie di Cernobbio, Piazza Santo Stefano e Rovenna che cento anni fa erano tre comunità distinte dal punto di vista amministrativo. Le diverse note proposte all’attenzione del pubblico sono frutto di un’attenta analisi innanzitutto degli atti ufficiali, ovvero dei registri delle Deliberazioni dei Consigli e delle Giunte Comunali delle tre “anime” dell’odierna Cernobbio, nonché da notizie pubblicate su due giornali di vasta diffusione nel nostro territorio ovvero il quotidiano “La Provincia” ed il settimanale “L’Araldo”, quest’ultimo edito e pubblicato proprio nel nostro paese fino agli anni ’20 del XX secolo.

Per meglio inquadrare storicamente i fatti, le decisioni e le ripercussioni locali del conflitto ogni settimana le notizie “cernobbiesi” vengono introdotte da una sintesi dei principali eventi della campagna bellica del Regno d’Italia. Questa è effettuata attraverso una rilettura dei passi più significativi dei “Bollettini di guerra” che quotidianamente venivano diffusi in tutta la nazione dal Comando Supremo delle Forze Armate, che fino alla rotta di Caporetto (24 ottobre 1917) aveva sede ad Udine, e che costituivano l’unica fonte informativa di quanto accadeva al fronte. Ovviamente non si tratta di testi equilibrati in quanto i bollettini tendevano ad enfatizzare i risultati positivi colti dall’Esercito italiano, nonché ad annunciare sempre prossima la definitiva “spallata” all’Impero Austro-Ungarico, preludio alla fine del conflitto, ed a minimizzare, se non a tacere, su fatti ed episodi negativi. I bollettini sono però fonti storiche irrinunciabili in quanto costituivano l’unico strumento ufficiale che permetteva alla popolazione di conoscere cosa stava accadendo ai loro cari o conoscenti al fronte (l’altro mezzo sono le lettere scritte dagli stessi soldati, alcune delle quali saranno al centro dell’iniziativa collaterale “Frammenti di guerra”, ovvero una piccola esposizione di testimonianze della Grande Guerra che accompagnerà i cittadini cernobbiesi presso la Biblioteca nei mesi estivi dei prossimi quattro anni). La scelta di utilizzare questi testi è stata presa per offrire ai lettori un quadro realistico del clima che si respirava a Cernobbio così da permettere una migliore comprensione di discorsi, frasi, decisioni adottate dalle autorità o da gruppi di cittadini in quel travagliato, lungo e drammatico periodo della nostra storia locale e nazionale.

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Diario di Guerra – presentazione: 22 maggio 1915

Diapositiva guerra 0222 maggio 1915

E’ una bella serata primaverile quella che Cernobbio vive esattamente cento anni fa. Il 22 maggio 1915 è un gran bel sabato. Il bel tempo dovrebbe indurre gli abitanti ad apprestarsi alla giornata di riposo. Dopo tutto le campane hanno già annunciato l’inizio della preghiera del rosario mariano.  A poca distanza da dove ci troviamo le ciminiere della Tessitura Bernasconi espellono lunghe scie di fumo mentre sulla riva del lago c’è chi sistema le reti da pesca mentre un battello a vapore si appresta a lasciare l’approdo di Cernobbio diretto a Como. Si tratta dell’ultima corsa della giornata.  A Villa d’Este fervono i lavori per l’ormai prossima stagione estiva anche se nell’aria c’è una strana agitazione. A Cernobbio, così come a Rovenna o Piazza Santo Stefano, infatti, si sta vivendo un particolare clima di fermento. Un clima che dura ormai da qualche settimana ma che è cresciuto d’intensità negli ultimi giorni insieme al numero di cartoline militari che stanno richiamando alle armi sempre più uomini, soprattutto se appartenenti alle classi a ridosso del 1890. Ormai è certezza: l’Italia sta per entrare in quella guerra divampata nell’agosto dell’anno precedente dopo le settimane febbrili succedutesi all’attentato del 28 giugno a Sarajevo costato la vita all’arciduca Francesco Ferdinando, erede a quel trono imperiale austro-ungarico ormai da oltre sessantanni nelle mani dell’ottuagenario Francesco Giuseppe. Nelle famiglie che vivono alle falde del monte Bisbino serpeggia sì un un po’ di preoccupazione ma a livello ufficiale c’è entusiasmo…lo scrivono i giornali, lo dicono le autorità: la guerra non durerà. Se tutto va bene per le prossime feste natalizie il Regio Esercito avrà superato Lubjiana e starà marciando in direzione di Vienna. Lo ha auspicato per primo l’On. Salandra, Presidente del Consiglio, che proprio nella giornata di ieri ha ricevuto dal Parlamento i pieni poteri in vista della guerra come riportato dai giornali del mattino. Quotidiani che sottolineano come i deputati abbiano intonato l’inno di Mameli davanti al Re mentre i socialisti, unica forza neutrale insieme ai liberali di Giolitti, non hanno mostrato nè segni di dissenso, nè di dignego. E’ ormai sera quando a centinaia di chilometri da Cernobbio, ovvero a Vienna, l’ambasciatore italiano, Duca Avarna, si appresta a consegnare al Governo imperiale l’ultimo messaggio ufficiale prima che inizi a rimbombare il suono dei cannoni…

“Secondo le istruzioni ricevute da S.M. il re suo augusto sovrano, il sottoscritto ha l’onore di partecipare a S.E. il Ministro degli Esteri d’Austria-Ungheria la seguente dichiarazione : Già il 4 del mese di maggio vennero comunicati al Governo Imperiale e Reale i motivi per i quali l’Italia, fiduciose del suo buon diritto ha considerato decaduto il trattato d’Alleanza con l’Austria-Ungheria, che fu violato dal Governo Imperiale e Reale, lo ha dichiarato per l’avvenire nullo e senza effetto ed ha ripreso la sua libertà d’azione. Il Governo del Re, fermamente deciso di assicurare con tutti i mezzi a sua disposizione la difesa dei diritti e degli interessi italiani, non trascurerà il suo dovere di prendere contro qualunque minaccia presente e futura quelle misure che vengano imposte dagli avvenimenti per realizzare le aspirazioni nazionali. S.M. il Re dichiara che l’Italia si considera in istato di guerra con l’Austria-Ungheria da domani. Il sottoscritto ha l’onore di comunicare nello stesso tempo a S.E. il Ministro degli Esteri Austro-Ungarico che i passaporti vengano oggi consegnati all’Ambasciatore Imperiale e Reale a Roma. Sarà grato se vorrà provvedere a fargli consegnare i suoi”.

In questi anni Cernobbio ha un proprio giornale. Si tratta del settimanale L’Araldo. Come la totalità della stampa, con la sola eccezione dell’Avanti socialista, ha sposato la causa dell’interventismo, e riporta in seconda pagina queste parole del Presidente del Consiglio Salandra ovvero: “I contrasti di partiti e di classi, le opinioni individuali, in tempi ordinari rispettabili sempre, le ragioni stesse che danno vita al quotidiano, facendo contrasto di tendenze e principi , devono oggi sparire di fronte ad una necessità che supera ogni altra necessità: di fronte ad un’idealità che infiamma più di ogni altra idealità: la fortuna e la grandezza d’Italia.

Diario di Guerra – presentazione – introduzione

Dia Guerra 01I minuti che seguiranno non saranno momenti di una classica serata rievocativa fatta con il cosiddetto “senno di poi” del quale, del resto, la saggezza popolare sottolinea come ne “sono piene le fosse”. Se così fosse daremmo già un giudizio a quello che in effetti è stato il dramma della Prima Guerra Mondiale. L’obiettivo di Diario di Guerra è quello di riproporre parole e pensieri così come furono espressi un secolo fa. Quella che ci aspetta, quindi, è una serata retorica? Se con retorica intendiamo l’arte del parlar bene sicuramente sì e credo che tutti voi presenti possiate affermare quanto ci sia bisogno, in pubblico come in privato, di recuperare un linguaggio chiaro, comprensibile, lucido…e soprattutto possibilmente senza errori. Al bando, quindi, ogni inglesismo mentre alla ribalta troviamo concetti che ancora oggi vengono accuratamente visti con sospetto. Si tratta di parole all’ordine del giorno del maggio del 1915 ovvero Onore, Patria, Cimento, Ora suprema. E poi…Trento, Trieste…parole ripetute con convinzione anche qui a Cernobbio.

Dimentichiamoci, quindi, del 2015 e facciamo un passo indietro nel tempo. Un passo lungo cento anni. Il mese, dopo tutto, è lo stesso. Siamo a maggio. Il clima anche…temperature piacevoli, a volte un po’ sopra la norma e con improvvise bizze atmosferiche che sembrano voler farci tornare in inverno. Dimentichiamoci, dunque, di dove e come stiamo vivendo oggi, e immergiamoci in quel periodo per diventare anche noi protagonisti di quanto fu detto e scritto…

Tutto inizia con un treno. Un convoglio “speciale” nel quale hanno preso posto seicento e più gitanti. E’ un lungo convoglio con alla testa un bagagliaio dove vengono deposte bandiere, corone e stampati. Oltre a vessilli di diverse società, per lo più ginniche, vi sono gagliardetti più piccoli con scritte in rosso che ricordano i più popolari eroi garibaldini. Facendo una rapida corsa da un capo all’altro del treno si ha subito l’impressione di un convoglio interventista. In capo alla locomotiva una grande corona con al centro la scritta Viva Trieste. All’apparire della corona in stazione a Genova la banda che attendeva intona l’inno di Garibaldi mentre s’innalza un applauso entusiastico al grido di “Viva Trieste italiana”. Poi il corteo si muove attraversando la città e al suo passaggio è un susseguirsi di emozioni entusiastiche. E’ l’8 maggio. E’ l’inaugurazione del Monumento dedicato ai Mille. E’ l’inizio di quello che passerà alla storia come il “maggio radioso”.

Si presenta Diario di Guerra, Cernobbio 1915-1918

DiarioIl 24 maggio 1915 l’Italia entrò in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico. Era già comunque qualche settimana che uomini di Cernobbio, Rovenna e Piazza Santo Stefano avevano iniziato a lasciare le proprie famiglie, nonché le proprie occupazioni quotidiane, per vestire la divisa militare. Ma con quali sensazioni ufficiali si viveva questo distacco? Quali parole furono dette e scritte? Qual era il sentimento diffuso nella popolazione verso la guerra imminente? Quali iniziative furono prese a favore dei soldati, delle loro famiglie, dei posti di lavoro lasciati vacanti? E come l’andamento del conflitto influì effettivamente su chi rimase a casa? A queste, ed a tante altre domande, vuole rispondere “Cento anni fa
– Diario della Grande Guerra 1915-1918” il progetto culturale e di comunicazione web promosso dall’Amministrazione Comunale di Cernobbio ad un secolo dal Primo conflitto mondiale. A partire dal 24 maggio 2015, in uno spazio dedicato del sit
o internet comunale ogni settimana, a cura di Luigi Clerici, verrà proposto uno
“spaccato” della vita a Cernobbio, Rovenna e Piazza Santo Stefano (allora realtà
divise dal punto di vista amministrativo) grazie alle testimonianze dei documen
ti storici conservati presso il Municipio, delle notizie che vennero pubblicate
dei periodici di maggiore diffusione (tra cui il settimanale cernobbiese “L’Aral
do”) e dell’evolversi della situazione al fronte secondo l’unico strumento infor
mativo allora esistente e disponibile alla popolazione ovvero i Bollettini redat
ti dall’Alto Comando del Regio Esercito. Un lungo romanzo storico che si dipaner
à per quella che fu la durata del conflitto. Continua a leggere

Arcisate-Stabio, Svizzera preoccupata per i costi di gestione di un’opera incompiuta

ImmagineMentre il territorio comasco si appresta a vivere l’agognata cerimonia di inaugurazione dell’A59, ovvero del primo tratto della tangenziale di Como inserita nel sistema viabilistico dell’autostrada Pedemontana, fosche nubi incominciano ad addensarsi su un progetto di mobilità frontaliera peraltro ancora incompleto. Stiamo parlando della linea ferroviaria Mendrisio-Stabio che, prima o poi, arriverà anche ad Arcisate e Varese ma che al momento collega il paese di confine limitrofo alle province di Como e Varese con Chiasso. Sul banco degli imputati ci sono i costi annuali di gestione di questa linea che, ovviamente incompleta, risultano assai più consistenti rispetto ai ricavi. Una recente interrogazione presentata al Governo della Repubblica del Canton Ticino ha infatti quantificato in 1,77 milioni di franchi il costo annuale di gestione della linea contro un introito stimato in soli 340mila franchi. E siccome gli organismi elvetici sono molto sensibili ai conti economici la loro preoccupazione, proiettata verso gli scenari futuri, non è certo destinata a mitigarsi di fronte all’impasse ed alle difficoltà che stanno caratterizzando lo “stato dei lavori” di questa linea ferroviaria sul fronte italiano. Continua a leggere