L’Associazione Como in Treno per la linea ferroviaria Como-Lecco

trenordE’ tornata prepotentemente alla ribalta il futuro della linea ferroviaria Como-Lecco, per la quale si è svolto un importante incontro in Regione lo scorso 17 giugno. La linea sarà al centro di una manifestazione che si terrà ad Alzate Brianza il 5,6 e 7 settembre presso la stazione di Brenna-Alzata per la quale è prevista la partecipazione anche dell’Assessore regionale al Trasporti, Alessandro Sorte, nonché tutti i sindaci dei Comuni interessati dal tracciato.

In allegato presentiamo il documento predisposto dall’associazione che è stato inserito tra gli atti preparatori dell’incontro che si è tenuto in Regione Lombardia.

Como in treno per la Como Lecco.pdf

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Diario di Guerra (1915-1918) – Sesta settimana – 28 giugno/3 luglio 1915

VI settimana – 28 giugno/3 luglio 1915

Lungo tutto il fronte, nella settimana, imperversa il mal tempo. Ciò si ripercuote sui movimenti delle truppe come, ad esempio, “nella regione dell’Isonzo dove le persistenti contrarie condizioni atmosferiche hanno reso difficile la praticabilità del terreno”. I bollettini recitano come il maltempo “ha imposto e impone tuttora alle nostre truppe una nuova prova di resistenza con esse superano con inalterabile tenacia”. L’avanzata delle truppe, su questo fronte, procede dunque lentissima “per la necessità di strappare all’avversario a palmo a palmo il terreno e di rafforzarlo ad ogni sosta contro i suoi ritorni offensivi. Anche nella passata notte l’avversario tentò, con ripetuti, ma vani attacchi, di toglierci taluni dei punti recentemente da noi conquistati”.
In questi giorni, in ogni caso, si segnalano “un attacco notturno, condotto dall’avversario con fanterie e mitragliatrici, e sostenuto anche da fuoco di artiglieria, contro le nostre posizioni ad est di Plava che venne completamente respinto”.
In Carnia “l’artiglieria da montagna, faticosamente trasportata su d’un alta vetta, ha battuto con efficacia un accampamento nemico sul rovesco del Pal Piccolo”. Uno scontro sul Pal Grande costa invece 150 morti.
Nei cieli “si viene manifestando una certa attività per parte degli aeroplani nemici che bombardano alcune delle posizioni da noi conquistate recentemente” e “che fanno qualche vittima anche fra le popolazioni”.

Ed a Cernobbio…
La settimana si caratterizza per il triduo di preghiere “nella Chiesa parrocchiale (di Cernobbio) per invocare l’aiuto di Dio sul nostro Esercito e sulla Marina negli attuali bisogni d’Italia”. Le cronache riportano che “fu una vera e propria manifestazione di fede e di patriottismo. Per tutti e tre i giorni (dall’1 al 3 luglio) la nostra Chiesa fu sempre affollata di popolo implorante con fede il trionfo dell’Italia nostra ed il parroco, con il coadiutore, nei tre giorni tennero tre patriottici discorsi (…) parlando dell’amore di patria come dovere preciso del cristiano, del nostro esercito e della nostra marina diretta emanazione della Nazione, della forza, del sostegno e della gloria (…) e quindi dei grandi doveri morali e materiali che incombono sulla coerenza d’ogni cittadino in quest’ora grande  grave per i destini della nostra Patria”.

(l.cl. – riproduzione su autorizzazione dell’autore)

Rifiuti, coltelli, bossoli, siringhe ed erba alta. Il Parco delle Rimembranze è stato nuovamente abbandonato

Rimembranze rifiuti 1L’apposita segnaletica, rovinata dal tempo e dall’incuria, suona quasi beffarda per chi si reca in queste settimane al Parco della Rimembranze posto ai piedi della collina su cui sorge il Castel Baradello. “Ogni utente è pregato di portare con sé i rifiuti e di non abbandonarli” si legge sui cartelli. Peccato che le parole, ormai sbiadite delle insegne, siano rimaste, nei fatti, lettera morta. Numerosi rifiuti di varia natura, ubicati in diversi punti del prato, insieme a coltelli, bossoli di pistola, anche siringhe, nonché resti di fuochi accesi sul terreno, sono infatti gli assoluti protagonisti di questo prato dal quale si può ammirare in tutta la sua bellezza la torre dell’antico castello medievale di Como ricostruita nel 1903 ad opera di un comitato cittadino ed alle cui pendici si sono poi alteranti numerosi scavi archeologici, gli ultimi dei quali hanno evidenziato come il manufatto medievalesia stato edificato su una precedente struttura risalente all’epoca romana. Ma non è la storia, antica o recente, che ora caratterizza questo contesto. L’incuria, la mancanza di senso civico ed il disinteresse sono gli assoluti protagonisti di quel desolante panorama che oggi caratterizza soprattutto il giardino nato negli anni ’30 per ricordare i caduti, e le rispettive armi di appartenenza, della Grande Guerra. Uno scenario squallido che in queste ultime settimane è inoltre apparso davanti agli occhi increduli delle centinaia di bambini e di adolescenti di diversi gruppi dei GREST della zona di Como Sud che, nelle loro attività, stanno frequentando sentieri e località della Spina Verde. Uno scenario di abbandono che risulta ancora più odioso in quanto su tutta la collina che cinge da un lato la città, e sulle cui pendici ha avuto origine la Como preistorica e celtica prima dell’arrivo dei romani, deve (dovrebbe?) vigilare un apposito Parco, almeno come soggetto che se non può intervenire direttamente segnala ad altre autorità le situazioni più a rischio. Per dovere di cronaca si deve affermare che tale scempio non ha eguali su tutto il resto del territorio della Spina Verde che però, complessivamente, si presenta agli occhi di gitanti, ragazzi e turisti nei suoi sentieri e nei suoi spazi ammantata da una cornice di decadimento e abbandono con la sola eccezione rappresentata dalle zone circostanti le diverse baite tra le quali possono annoverarsi anche sorprese inaspettate agli occhi dei frequentatori di passaggio. Ogni riferimento in questo caso è rivolto a quell’autentica trasformazione che è in corso ormai da un anno alla ex baita Elisa che da discarica privata, anche di materiale altamente inquinante (resine e vernici di diversa natura su tutte), sta piano piano cambiando pelle tornando all’antico, in quanto in procinto di essere riaperta come Casa Scout intitolata all’indimenticato parroco di Prestino, e accanito sostenitore del movimento creato da Baden Powell, don Giambattista Levi. Continua a leggere

Diario di Guerra (1915-1918) – Quarta settimana – 21/27 giugno 1915

V settimana – 21/27 giugno 1915

Durante questa settimana la lotta fra le artiglierie “va sempre più  Intensificandosi”. Amare sorprese riservano piccoli combattimenti di ricognizione sulla frontiera Tirolo-Trentino in quanto si scopre “l’esistenza in più punti di forti linee di trinceramenti nemici blindati e talvolta costruiti in cemento”.
Lungo l’Isonzo le forze italiane procedono gradualmente nell’occupare posizioni sulla riva sinistra del fiume anche se “con lentezza”. Nel frattempo. nella zona del Monte Nero, gli alpini italiani si scontrano con forze austro-ungariche provenienti “a quanto pare recentemente dalla Galizia. Contro le nostre posizioni di Plava si rinnovarono gli attacchi notturni di fanteria con intenso sviluppo di fuoco ed anche con uso di bombe a mano”. Ben più drammatico è invece un passaggio di un bollettino che riporta come, per la prima volta, “è stato accertato l’uso da parte dell’avversario di granate di gas solforosi asfissianti”.
Violenti temporali nel pomeriggio del 25 e nella notte sul 26  – infine – hanno disturbato l’azione delle nostre truppe, specialmente nella parte montuosa del teatro di guerra”.

Ed a Cernobbio…
Procede “in modo soddisfacente” in paese la sottoscrizione di sostegno alle famiglie dei richiamati al fronte. Il Comitato fa infatti sapere che “può già disporre di una discreta somma (…) Lo ripetiamo: questa non è una delle solite beneficenze per sventure nazionali o locali. Qui si tratta di assicurare alle famiglie dei richiamati un sussidio duraturo per tutta la durata della guerra e questa guerra durerà poco come potrà purtroppo durare molto”. Intanto, non essendoci altri mezzi di informazione, ecco come cento anni fa si seguiva l’evoluzione del conflitto in Cernobbio: “Al Caffè centrale sono esposte le bellissime carte geografiche gentilmente inviataci dall’Istituto Geografico de Agostini di Novara. Sono bellissime e con esse il pubblico potrà seguire il corso delle operazioni del nostro esercito e della marina. Sono in vendita presso la Cartoleria Porta”.

(l.cl. – riproduzione su autorizzazione dell’autore)

Trenitalia cede gratis 1700 stazioni abbandonate: ecco come fare per averne una

Cuneo stazione GEsso (2)Negli ultimi decenni migliaia di stazioni ferroviarie in tutta Italia sono state abbandonate, e al loro interno non vi si svolge più alcuna attività, finendo anzi spesso come dimora per persone indigenti per non parlare dei numerosi atti vandalici. Trenitalia ha deciso di cedere in comodato d’uso gratuito migliaia di piccole stazioni. In pratica se un acquirente si prende cura dei locali ceduti in comodato, l’affitto è a costo zero. Il sito ufficiale di Trenitalia parla di più di 1700 stazioni impresenziate su tutto il territorio nazionale, circa una per ogni territorio comunale in media. Il valore degli immobili che finora sono stati dati in concessione è di circa 120 milioni di euro. Le stazione interessate sono quelli della categoria ‘bronzo’. Le stazioni sono infatti suddivise in base a dei parametri quali le dimensioni dell’impianto, ovvero l’insieme delle aree e superfici che sono accessibili dal viaggiatore, la frequentazione, ovvero il numero di viaggiatori che ogni giorno impegnano l’impianto ferroviario, la capacità di interscambio, ovvero la possibilità dell’impianto di interagire con i sistemi di trasporto pubblico e il livello dell’offerta commerciale. Per questo vengono divise in stazioni ‘bronzo’, ‘silver’, ‘gold’ e ‘platinum’, le stazioni più grandi d’Italia.

Secondo le stime di Trenitalia sono state cedute in contratto di comodato d’uso gratuito circa 345 stazioni ferroviarie bronze, corrispondenti ad una superficie di oltre 63.683 metri quadrati. Ne rimangono moltissime altre, consultabili sul sito cesvot.it. Per la richiesta di comodato invece, è necessario contattare la Direzione Territoriale Produzione di RFI, come descritto nella pagina dedicata di Trenitalia.

Il Como è tornato in serie B dopo 11 anni

calcio-comoEbbene sì, mi sono sentito “cattivo profeta” in buona compagnia anche con colleghi di altre testate più prestigiose e più accreditate. Ad essere molto generosi mi vengono in mente i paragoni con l’atteggiamento di quasi tutta la stampa italiana con la nazionale alla vigilia e durante la prima fase dei mondiali di Spagna ’82…anche se non sono mai stato così “cattivo”…anche perché non c’era ragione. In ogni caso riconosco di essere contento di essere stato smentito dai fatti.

Poco meno di due mesi, sulle pagine del “Settimanale”, ho sfogato la mia perplessità e delusione per il comportamento che il Calcio Como aveva dimostrato nel “gettare al vento” la finale di Coppa Italia di serie C contro il Cosenza e nel proporsi in campionato come un’eterna incompiuta, pur avendo le possibilità per far bene anche perché queste erano state mostrate seppur a sprazzi. Allora, reduci dal pareggio casalingo con l’Arezzo, le possibilità per accedere ai play-off erano infinitesimali. Inoltre l’accesso sarebbe stato da “ultima” e quindi con un cammino tutto in salita. Da allora, però, il Como non ha più sbagliato niente. Ha vinto ad Alessandria e convinto nelle ultime domeniche della stagione regolare strappando coi denti la qualificazione. Si è imposto a Benevento per 2-1 al 90°, unica delle sfide dei IV di finale conclusasi nei tempi regolamentari, opposto ad una squadra che aveva dato vita ad un intenso duello con la Salernitana poi promossa in B. Ha avuto ragione del Matera dopo due sfide al cardiopalma (entrambe conclusesi sull’1-1) con una prestazione, nella gara di ritorno, che aveva visto i lariani dominare l’ultima parte della sfida in trasferta e sprecare alcune occasioni limpide da gol per cui se il successo fosse arrivato non ai calci di rigore non ci sarebbe stato nulla da eccepire. Ha regolato il Bassano al Sinigaglia con un rotondo 2-0 con la consapevolezza che il risultato avrebbe potuto essere anche più rotondo anche perché la formazione giallorossa, giunta sì in coabitazione con il Novara al primo posto in campionato e non promossa a causa dei risultati avversi negli scontri diretti, era stata fino ad allora incapace di superare gli avversari in questi play-off (nel dettaglio Juve Stabia e Reggiana) se non ai calci di rigore. Ed il leit motiv non è cambiato. Domenica, nella località del famoso ponte, il Como ha tenuto a bada gli avversari, cedendo anche un po’ fisicamente nel finale, ma conservando lo 0-0 (confermando l’incapacità del Bassano di vincere in questo ultimo mese) e tornando in serie B dopo 11 anni. Un lungo periodo caratterizzato da diverse sofferenze sportive, con un fallimento alle spalle, i convulsi anni della serie D, la meteora II Divisione ed una Lega Pro che ha sempre visto gli azzurri recitare un ruolo di II piano. La promozione del Como quest’anno è arrivata con una squadra capace di vincere 13 volte in trasferta e che ha visto a gennaio il cambio di allenatore con Giovanni Colella dare spazio a Carlo Sabatini. Arrivato alla presidenza nel 2012, Pietro Porro aveva affermato: “Il nostro progetto è di tre anni: nel primo una salvezza tranquilla, nel secondo l’accesso ai play-off, nel terzo la serie B”. Detto..fatto. Complimenti ed applausi per lui e i suoi collaboratori nonché per una città ed un ambiente che hanno ritrovato una squadra ed un feeling perso dopo l’ultimo campionato meteora in serie A nel 2002/03. I debiti con il passato più recente del Como oggi sono stati definitivamente saldati. La serie B che attenderà il Como è un campionato difficile ma di questo si inizierà a pensarci tra un po’. Ora è il momento di festeggiare e per me di “cospargermi il capo con un po’ di cenere”…ma va bene così

(Luigi Clerici)