Diario di Guerra (1915-1918) IV settimana, 13-20 giugno 1915

IV settimana – 14/20 giugno 1915

Dopo la pioggia il caldo. Nella quarta settimana di guerra si fanno sentire al fronte “gli eccezionali calori che hanno accresciuto sensibilmente gl’inevitabili disagi della vita del campo, ma le nostre infaticabili truppe ne hanno sopportato gli effetti con costante e inalterabile serenità”.
Tra gli eventi particolari verificatisi tra il 14 e il 20 giugno 1915 si segnala “l’ardita operazione compiuta dagli alpini nell’aspra zona dell’Alpe Volaia. Nonostante l’accanita resistenza, il nemico, annidato fra le rocce, fu cacciato e lasciò nelle nostre mani armi, munizioni, bombe e prigionieri”. A proposito di quest’ultimi si sottolinea come ”la maggior parte di essi proviene dalle truppe che hanno sino ad ora operato contro la Serbia”. Da parte loro i movimenti austro-ungarici vengono riferiti soprattutto nella zona della Carnia. Nei bollettini ufficiali, accanto alle rassicurazioni di come il morale delle truppe sia sempre e comunque altissimo, iniziano a comparire anche commenti di biasimo verso l’esercito dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Si legge, ad esempio, “In qualcuno dei nostri feriti si sono constatate le prove dell’uso da parte del nemico di proiettili esplodenti. Anche l’accurato esame di frammenti di pallottole raccolti in talune delle località ove ebbero luogo scontri, ha confermato l’impiego, per parte del nemico, di mezzi esplicitamente condannati dalle convenzioni internazionali”.
Sul fronte dell’Isonzo, intanto, incomincia a delinearsi la strage di soldati nei tentativi di conquistare il monte Nero. Ovviamente il tono ufficiale è ben più trionfale: “Continuano a pervenire nuove notizie intorno alle azioni nei pressi del Monte Nero, già annunziate nei precedenti bollettini, le quali confermano come le nostre truppe da montagna abbiano compiute gesta degne di plauso. Quando ragioni militari non vi si opporranno, il Paese apprenderò però che non soltanto le truppe da montagna, ma anche le altre in molte circostante hanno già acquistato pieno diritto alla sua riconoscenza“. Il termine riconoscenza va inteso in quantità di vite umane spese sul campo.

Ed a Cernobbio…
Il 19 giugno, per la prima volta da quando l’Italia è entrata in guerra, si riunisce il Consiglio Comunale di Piazza Santo Stefano. Nelle preliminari della serata così si esprime il sindaco, Giovanni Dotti invitando tutti i cittadini a partecipare alle attività di sostegno del Comitato per le famiglie bisognose dei richiamati al fronte: “Cittadini, la Gioventù d’Italia tutta, chiamata dai destini della Patria, è accorda a difendere i principi di indipendenza e di libertà ed a rivendicare insieme ai popoli più progrediti d’Europa le leggi del diritto, della civiltà e dell’umanità. Le migliori menti della nuova Italia hanno tutto preparato affinché alle nostre armi arrida radiosa la vittoria che non mancherà se tutta la popolazione concorde seguirà con lo spirito e coll’opera silenziosa, calma e perseverante, i propri figli in guerra. Cittadini! Rendiamoci degni della magnifica previdenza che hanno dimostrato il Governo, l’Esercito e la Marina. Tutti coloro che per un motivo per l’altro sono rimasti alle loro occupazioni quotidiane diano aiuto alle famiglie dei richiamati con lo stesso slancio dei nostri fratelli e figli che combattono sulle frontiere e sui mari. E’ dovere di chi è rimasto pensare alle famiglie di chi è accorso a compiere il proprio dovere di italiano. Ricordiamoci che l’attività civile è oggi il maggior aiuto che si può prestare all’esercito e facciamo quanto sia in noi per soccorrere le famiglie dei richiamati. Cooperate, quindi, col Comitato costituito e fate che questi soccorsi siano larghi; ciò facendo pensate che sarà poca cosa in confronto a quanto i fratelli stanno compiendo per redimere quelle terre italiane fino a ieri soggette allo straniero”. Oltre al Comitato di Piazza sono attivi simili sodalizi a Rovenna ed anche a Cernobbio. Quest’ultimo, il 20 giugno, organizza una recita di beneficenza. Si tratta del dramma “La Regina della neve”. (l.cl.)

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