Rifiuti, coltelli, bossoli, siringhe ed erba alta. Il Parco delle Rimembranze è stato nuovamente abbandonato

Rimembranze rifiuti 1L’apposita segnaletica, rovinata dal tempo e dall’incuria, suona quasi beffarda per chi si reca in queste settimane al Parco della Rimembranze posto ai piedi della collina su cui sorge il Castel Baradello. “Ogni utente è pregato di portare con sé i rifiuti e di non abbandonarli” si legge sui cartelli. Peccato che le parole, ormai sbiadite delle insegne, siano rimaste, nei fatti, lettera morta. Numerosi rifiuti di varia natura, ubicati in diversi punti del prato, insieme a coltelli, bossoli di pistola, anche siringhe, nonché resti di fuochi accesi sul terreno, sono infatti gli assoluti protagonisti di questo prato dal quale si può ammirare in tutta la sua bellezza la torre dell’antico castello medievale di Como ricostruita nel 1903 ad opera di un comitato cittadino ed alle cui pendici si sono poi alteranti numerosi scavi archeologici, gli ultimi dei quali hanno evidenziato come il manufatto medievalesia stato edificato su una precedente struttura risalente all’epoca romana. Ma non è la storia, antica o recente, che ora caratterizza questo contesto. L’incuria, la mancanza di senso civico ed il disinteresse sono gli assoluti protagonisti di quel desolante panorama che oggi caratterizza soprattutto il giardino nato negli anni ’30 per ricordare i caduti, e le rispettive armi di appartenenza, della Grande Guerra. Uno scenario squallido che in queste ultime settimane è inoltre apparso davanti agli occhi increduli delle centinaia di bambini e di adolescenti di diversi gruppi dei GREST della zona di Como Sud che, nelle loro attività, stanno frequentando sentieri e località della Spina Verde. Uno scenario di abbandono che risulta ancora più odioso in quanto su tutta la collina che cinge da un lato la città, e sulle cui pendici ha avuto origine la Como preistorica e celtica prima dell’arrivo dei romani, deve (dovrebbe?) vigilare un apposito Parco, almeno come soggetto che se non può intervenire direttamente segnala ad altre autorità le situazioni più a rischio. Per dovere di cronaca si deve affermare che tale scempio non ha eguali su tutto il resto del territorio della Spina Verde che però, complessivamente, si presenta agli occhi di gitanti, ragazzi e turisti nei suoi sentieri e nei suoi spazi ammantata da una cornice di decadimento e abbandono con la sola eccezione rappresentata dalle zone circostanti le diverse baite tra le quali possono annoverarsi anche sorprese inaspettate agli occhi dei frequentatori di passaggio. Ogni riferimento in questo caso è rivolto a quell’autentica trasformazione che è in corso ormai da un anno alla ex baita Elisa che da discarica privata, anche di materiale altamente inquinante (resine e vernici di diversa natura su tutte), sta piano piano cambiando pelle tornando all’antico, in quanto in procinto di essere riaperta come Casa Scout intitolata all’indimenticato parroco di Prestino, e accanito sostenitore del movimento creato da Baden Powell, don Giambattista Levi.

Rimembranze rifiuti 2Tornando allo stato del Parco delle Rimembranze dobbiamo però sottolineare come, storicamente, il suo rapporto con Como e la sua popolazione sia sempre stato “altalenante”. Creato negli anni ’30 nel solco di iniziative di varia natura che contraddistinsero il ricordo dei caduti avuti dall’Italia nella I guerra mondiale in un contesto naturale, ed anche con un’idea scenografica, sicuramente accattivante, il primo colpo lo subisce dieci anni dopo, ovvero nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale. Qui infatti salivano le persone da Como e da Camerlata per rifornirsi di legna con cui alimentare i propri camini durante i duri inverni di guerra. Gli alberi piantati a ricordo dei soldati, il cui ricordo rimane solo nelle sbiadite cartoline d’epoca dedicate al sito, furono quindi utilizzati per scaldarsi dai loro disecendenti. A guerra conclusa il sito venne dimenticato e poi soggetto a diverse vicissitudini. Soprattutto da quasi otto lustri su questo prato (attualmente l’erba è molto alta) si susseguono infatti interventi di recupero (come quello promosso dagli Alpini che hanno sistemato i vandalismi effettuati a più riprese anche sull’area sacra, altare compreso, qualche anno fa) a momenti di abbandono dove l’incuria ed i rifiuti tornano ad occupare questi spazi.

Rimembranze rifiuti 3La Spina Verde costituisce l’autentico “polmone” della città di Como e lungo nel suo territorio può vantare testimonianze storiche, archeologiche e naturalistiche che ben possono essere ritrovate, valorizzate, nei vari depliant promozionali che sono stati realizzati nel corso degli anni. Il rischio concreto, come in questo caso, però, è che le immagini ed la descrizione proposta sia, come si suol dire, “da cartolina” in quanto la realtà è tutta un’altra cosa. Associazioni come Legambiente promuovono su tutto il territorio le cosiddette “giornate del verde” pulito. Ma come adesso il Parco delle Rimembranze avrebbe bisogno di iniziative di questo tipo nonché di un po’ di attenzione da parte di tutti coloro che, con senso civico, si spendono per un mondo migliore altrimenti il degrado non può far altro che continuare ad espandersi. Ed in questo caso a rimetterci saranno i cittadini di qualunque età.

Luigi Clerici

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One thought on “Rifiuti, coltelli, bossoli, siringhe ed erba alta. Il Parco delle Rimembranze è stato nuovamente abbandonato

  1. Buongiorno, complimenti per l’articolo. Volevo sapere se è in possesso di qualche foto storica del sito del parco delle rimembranze degli anni 30. grazie

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