Diario di Guerra (1915-1918) – Settima settimana, 4/11 luglio 1915

VII settimana – 4/11 luglio 1915

Secondo il Comando Generale l’offensiva italiana sull’alpiano carsico “si sviluppa con successo. Il nemico – però – contrasta la nostra avanzata con tenacissima resistenza e con ripetuti e vivaci contrattacchi” aggiungendo inoltre che “non ha mai potuto ritogliere alle nostre valorose truppe il terreno da esse con tanta fatica conquistato”.
Nel Tirolo-Trentino ed in Carnia continua l’azione dell’artiglieria: “Dalle dichiarazioni dei prigionieri risulta che le perdite sofferte dal nemico furono assai gravi”.
L’Esercito Italiano nei suoi comunicati non lesina critiche all’atteggiamento delle truppe imperiali: “E’ ancora segnalato per parte delle truppe avversarie, e confermato anche da prigionieri, l’uso di mezzi sleali, tra i quali frequentissimo, benché ormai di scarso effetto, quello di simulare la resa di riparti col fare alzare le mani a catene rade di uomini più avanzate, che si gettano poi a terra all’improvviso, smascherando dense linee di tiratori”. In ogni caso si sottolinea che “Nonostante le difficoltà che la nostra offensiva incontra (ma tutto non sta procedendo con successo? NDR), comandi e truppe sono animati da spirito elevatissimo e dal fermo proposito di raggiungere ad ogni costo gli obiettivi loro assegnati”.Nel settimana particolarmente intensa è l’attività bellica dei dirigibili italiani. Il 5 luglio si bombarda, e danneggia gravemente, lo Stabilimento Tecnico Triestino e la notte successiva “con efficacia” sono sottoposti al fuoco italiano accampamenti nemici nei ditorni di Doberdò e il nodo ferroviario di Dornberg-Prebacina mentre una squadriglia di nostri aeroplani riusciva a lanciare numerose bombe sul campo d’aviazione austriaco nei pressi di Gorizia provocando incendi.
Infine va segnalata la perdita del regio incrociatore Amalfi, silurato da un sommergibile austriaco: “Il comandante prima d’ordinare alla gente di gettarsi in mare, ha dato il grido Viva il Re! Viva l’Italia! A cui ha fatto eco tutto l’equipaggio allineato a poppa con ordine e con mirabile disciplina

Ed a Cernobbio…
Con l’arrivo del mese di luglio numerose famiglie di profughi trentini e triestini trovano rifugio a Cernobbio. Nel salutare il loro arrivo sulle colonne del settimanale L’Araldo si scrive: “Questi nostri connazionali si trovano nel nostro Comune in attesa che il valoroso nostro esercito abbia fatte libere le terre irrendente per poter far ritorno alle case quali cittadini liberi ed indipendenti della Patria Italiana. Il racconto che essi fanno delle sofferenze d’ogni sorta, dei maltrattamenti, dei soprusi, delle barbarie di cui furono vittime per opera dell’autorità austriaca fa rabbrividire e raccapricciare e fa pensare che per alcune nazioni, o almeno per alcuni popoli, la civiltà ed il progresso di cui tanto si da vanto il nostro secolo, siano lettera morta, anzi si risolvano in una assoluta negazione di umanità, di carità e di buon senso”.

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