Como-Lecco: l’obiettivo dichiarato è un suo rilancio per migliorare i collegamenti con la Brianza comasca. Intanto ad agosto si inizia ad intervenire sui binari

Como SG (15)E’ tornata prepotentemente alla ribalta ed il suo futuro potrebbe essere anche roseo. Stiamo parlando della linea ferroviaria Como-Lecco a proposito della quale si è svolto un importante incontro in Regione Lombardia lo scorso 17 giugno. Una riunione che segue analoghi incontri, anche locali, che si susseguono ormai dallo scorso mese di ottobre. Inoltre la linea sarà al centro di una manifestazione che si terrà ad Alzate Brianza il 5,6 e 7 settembre presso la stazione di Brenna-Alzata per la quale è prevista la partecipazione anche dell’Assessore regionale al Trasporti, Alessandro Sorte, nonché di tutti i sindaci dei Comuni interessati dal tracciato. La finalità di questo evento è quella di proseguire nel delicato e difficile cammino verso una maggiore valorizzazione di questo importante collegamento che, negli intenti manifestati fin dall’autunno dell’anno scorso, potrebbe diventare un vero e proprio servizio Suburbano, sul modello di quelli già attivi a Milano ed in altre zone lombarde, tra Erba e Como, sfruttando quindi l’intersezione in quel di Merone con la direttrice ex FNM per Canzo/Asso. Proposta alla mano: un cittadino potrebbe raggiungere lo scalo di Como San Giovanni (via Cantù) in poco meno di mezzora. Un’idea sostenuta con vigore soprattutto dai Comuni di Merone e Cantù e dall’Amministrazione Provinciale di Como.

Come accennato la linea ferroviaria Como-Lecco è da tempo al centro di incontri e discussioni. Occasioni di riflessione e di proposta nei quali sono stati denunciati più volte i problemi attuali del collegamento ovvero la linea non è in servizio la domenica e nel mese di agosto; l’elevato numero di corse soppresse e i ritardi, a volte superiori a 20 minuti tra Molteno e Como (considerando che il tempo complessivo della tratta si aggira sui 40 minuti); convogli vecchi e sporchi (e che possono prendere anche fuoco come accaduto qualche settimana fa proprio a Como San Giovanni qualche istante dopo il suo arrivo in stazione proprio da Lecco appena scesi i pendolari) e stazioni spesso fatiscenti.

“ La linea ferroviaria Como-Lecco contiene importanti potenzialità fin qui inespresse – sottolinea Roberto Ghioldi, presidente dell’associazione Como in Treno che ha presentato un documento relativo a questo collegamento in Regione Lombardia inserito nel dossier a sostegno del suo rilancio -. Accanto agli indispensabili strumenti finanziari e tecnici, ritengo sia indispensabile pensare anche ad un suo piano di rilancio culturale e promozionale. L’infrastruttura, infatti, è ormai poco conosciuta persino dalle popolazione che risiedono nelle località toccate lungo il suo tracciato. La Como-Lecco è invece una via panoramica lungo un parco lineare di grande rilevanza paesaggistica e, in quanto collocato nella regione dei laghi prealpini, anche di forte valenza turistica. Si pensi che nel XIX secolo si pensava ad una ferrovia turistica tra Lecco, Como, Varese e Laveno: un’idea che rimane valida ancora oggi. Dopo tutto gli esempi non mancano. Qualche settimana fa una comitiva di turisti inglesi ha organizzato e noleggiato un apposito treno storico a vapore che ha percorso questo tracciato. Ritengo che l’organizzazione di treni storici, insiemi ad altre iniziative che coinvolgano personaggi di richiamo mediatico, possano contribuire a far tornare l’interesse verso questo collegamento”.

In attesa di quel che potrebbe essere sono comunque da registrare dei fatti concreti. Nel prossimo mese di agosto RFI (Rete Ferroviaria Italiana), approfittando appunto della sospensione del servizio, effettuerà un intervento di manutenzione straordinaria ai binari nel tratto compreso tra Merone e Cantù che dovrebbe permettere ai convogli di tornare a superare il limite di 50 chilometri orari tuttora in vigore. Questi lavori, si confida, dovrebbero consentire alla Como-Lecco di abbandonare le prime posizioni nell’odiosa classifica delle direttrici lombarde caratterizzate dalla più alta percentuale di ritardo.

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