Diario di Guerra (1915-1918) – Ottava settimana 12/18 luglio

III settimana – 12/18 luglio 1915

Questa è una settimana dove, sostanzialmente, la situazione sul fronte rimane immutata. Gli unici movimenti si registrano nell’alto Cadore dove “continua con efficacia di risultato il tiro di demolizione contro le opere nemiche di Plätzwiese e di Landro”. Gli Alpini occupano la cima del Falzarego mentre il Val Camonica le nostre truppe resistono presso il rifugio Garibaldi ad un’azione nemica.
Il Comando Generale sottolinea come “il nemico, con piccole irruzioni specialmente notturne e con fuoco d’artiglieria di grosso calibro tenta continuamente d’infliggerci perdite, di disturbare la nostra lenta avanzata e soprattutto di obbligare le nostre batteria e far fuoco, per poterne scoprire le posizioni”.
Nella notte del 17, infine, “due nostri dirigibili hanno bombardato le opere nemiche intorno a Gorizia e accampamenti nemici sulle pendici settentrionali del monte San Michele del Carso, con risultati giudicati soddisfacenti. I dirigibili, che durante la loro azione furono costantemente illuminati dal nemico con razzi e fatti segno a vivo fuoco d’artiglieria, all’alba rientrarono incolumi alle nostre linee”.

Ed a Cernobbio…
Le cronache della settimana riportano come il 17 luglio torna in licenza a Cernobbio, Giuseppe Rigamonti, soldato del Genio, premiato con la somma di L. 100 e proposto per la medaglia d’argento al valor militare. Ecco la motivazione: “Nella notte dal 3 al 4 giugno si doveva compiere un’avanzata, ostacolata da alcune trincee nemiche con reticolati che necessitava di far saltare. Il capitano fece schierare la compagnia e dopo le opportune spiegazioni, chiese ai soldati chi si sentiva in animo di compiere l’impresa audace. Vari soldati uscirono allora dalle file, disposti al cimento; fra essi il nostro Rigamonti che partì con due compagnie mentre furioso imperversava un temporale. Dalle trincee gli austriaci sparavano continuamente; ma i soldati coraggiosi proseguivano impavidi: Raggiunta la meta in men che non si dica, i soldati prepararono ed accesero i tubi esplosivi dandosi poi alla fuga, bersagliati sempre dalle palle austriache che fortunatamente non riuscirono a colpirli. Dieci minuti dopo le trincee ed i reticolati saltavano in aria mentre il Rigamenti e gli altri raggiungevano le proprie file, molto festeggiati da tutti. Rimosso l’ostacolo i nostri poterono avanzare. Additiamo il giovane valoroso alla riconoscenza dei cernobbiesi e lo raccomandiamo a suoi concittadini e in specialmente al Comitato di Assistenza Civile per una ricompensa che gli dica come Cernobbio sa premiare i suoi figli valorosi”.
(l.cl. – riproduzione su autorizzazione dell’autore)

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