Diario di Guerra (1915-1918) – Nona settimana, 19/25 luglio 1915

IX settimana – 19/25 luglio 1915

E’ la II battaglia dell’Isonzo ad occupare buona parte del testo dei bollettini della settimana. Un’azione che mira alla conquista del Monte Nero ma che si traduce, quasi esclusivamente, “di ricoprire di cadaveri il terreno dell’azione”. Già il 19 i bollettini riportano come “l’offensiva delle nostre truppe ha conseguito sensibili successi. Dopo risoluta e sanguinosa azione durante la quale l’accordo tra l’avanzata delle fanterie e l’appoggio delle artiglierie pesanti e campali si rivelò perfetto, la nostra occupazione sull’altipiano del Carso poté progredire”. I toni dei comunicati proseguono per tutta la settimana evidenziando come “dichiarazioni concordi dei prigionieri attestano che le perdite subite dal nemico sono gravissime e ciò è provato anche dalla quantità di cadaveri trovati nelle trincee” e come “esplorazioni aeree e dichiarazioni di prigionieri segnalano l’arrivo al nemico di rinforzi che, secondo i prigionieri, verrebbero inviati frettolosamente e alla spicciolata sul fronte per riparare alle grandissime perdite subite dal nemico”. Il 25 luglio il generale Cadrona sottolinea: “L’azione continua a svolgersi in modo a noi favorevole”.
Proseguono intanto le incursioni dei nostri dirigibili: “Nella notte del 22 sono state gettate bombe su San Polai e sulla ferrovia di Nabresina”. Con orgoglio si evidenzia come “tutte le bombe sono esplose con ottimi risultati”. Anche la Marina comunque mitiga le risposte austriache: “Stamane (25 luglio) all’alba il nemico ha bombardato con cinque unità di naviglio sottile Ortona, alcuni tratti della ferrovia litoranea da Ortona a Pedaso e le isole Tremiti. Solo a Ortona si ha da deplorare la morte d’un vecchio e d’un ragazzo di 14 anni. I danni materiali sono di lieve importanza”.

Ed a Cernobbio…
Il 20 luglio la drammaticità della guerra irrompe a Cernobbio. In paese si diffonde la notizia del primo caduto al fronte. Si tratta di Remo Carlo della Torre, soldato 11° Regg. Fanteria, nato il 23 ottobre 1895 a Rovenna caduto sul fronte del medio Isonzo. Il giorno successivo invece viene confermato come Antonio Botner, soldato del 35° fanteria, ferito ad un piede è invece ricoverato in un ospedale nelle retrovie: “Appena potrà lasciare il letto – si legge – il Botner verrà mandato a casa per passare le convalescenze”.
Intanto continua la raccolta di lana per i soldati: “Uno dei bisogno che comincia già a farsi sentire in alcuni luoghi delle n
ostre operazioni di guerra e che nei prossimi mesi si farà sentire in tutta la zona è quello di indumenti di lana (maglie, calze, guanti, pannolini, coperte, berrettoni, cappucci, ventriere, ecc.) pei soldati. Qualche minaccia di congelamento delle estremità si è già avuta nei luoghi più alti conquistati dai nostri e perciò urge venire in aiuto del Governo per fornire i combattenti di questi mezzi di riparo contro i rigori del freddo (…). A Cernobbio la signora Dombrè fornisce lana e tale a chi voglia lavorare, ma finora non ci consta che il nostro appello sia stato raccolto né dal Comitato di preparazione civile, né da altri. Non vogliamo credere però che questo dipenda da mancanza di patriottismo, e per ciò, ripresentiamo la proposta di un apposito Comitato per la confezione di indumenti per i soldati”.

(l.cl. – riproduzione su autorizzazione dell’autore)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...