Diario di Guerra (1915-1918) – X settimana, 26 luglio – 1 agosto 1915

X settimana – 26 luglio – 1 agosto 1915

Prosegue nella settimana l’offensiva sull’Isonzo. Il 26 “dopo la consueta ed efficacissima preparazione fatta col fuoco d’artiglieria, le nostre fanterie avanzarono risolutamente, riuscendo a compiere sensibili e rapidi progressi”. Da segnalare che il Comando sottolinea come “il monte dei Sei Busi fu più volte conquistato e perduto” ma “restando infine in gran parte in nostro possesso. La lotta fu molto accanita, specialmente nei boschi, ove il nemico si era fortemente trincerato e donde dovette essere snidato alla baionetta”. Il 27 luglio si è costretti a riconoscere come “la nebbia impedisce l’efficace concorso delle artiglierie nella zona del Monte Nero” ma si fa anche presente come si stata conquistata “la fortissima posizione di San Michele che domina gran parte dell’altipiano”. In ogni caso dato che le nostre truppe sono “fatte segno di tiri incrociati e violenti di numerose batterie nemiche di ogni calibro” le stesse hanno dovuto ripiegare! E’ questo l’ultimo atto della battaglia. I toni dei bollettini dei giorni seguenti ritornano al classico ritornello “la situazione sui fronti è rimasta pressoché invariata” ma allo stesso tempo “la nostra avanzata procede lentamente” anche perché “nel Carso le nostre truppe vanno ora urtando contro una seconda forte linea di difesa preparata dal nemico ad oriente di quella da noi testé superata”. Il 30 luglio, in Trentino, in Carnia e sul Carso, gli austroungarici promuovono diverse azioni che vengono “respinte con perdite. Nella notte sul 29 pattuglie avversarie tentarono anche d’incendiare il bosco del Capuccio, nel quali siamo stabilmente trincerati, ma l’attiva vigilanza delle nostre guardie sventò il tentativo”.

Ed a Cernobbio…

Continua la sottoscrizione in favore dei soldati al fronte. Queste le ultime cifre raccolte: “Bernardino Migliavacca L. 5 (quota del mese), Luppi Cristoforo L. 10 (I sottoscrizione), Luppi Battista L. 10 (I sottoscrizione)”. Continua, intanto, la propaganda dell’iniziativa ‘Lana per i nostri soldati’. Sui dispacci si legge: “La propaganda per questo aiuto deve farsi soprattutto da parte dei medici condotti, maestri e parroci: le persone più autorevoli e ascoltate. Si mira con tale opera a provvedere alla difesa della salute di chi offre il proprio sangue alla difesa della Patria; e però crediamo non debba esserci modesta casa in cui la nostra proposta incitatrice non possa ottenere un piccolo contributo al rifornimento invocato. Non c’è Comune dove medico, maestro e parroco non possano ottenere anche dalle più povere massaie un’ora di lavoro per la confezione degli indumenti di lana”.

(l.cl. – riproduzione su autorizzazione dell’autore)

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