2015, è stata un’estate “torrida” anche per il trasporto ferroviario locale alle prese con guasti e soppressioni per le temperature troppo elevate

trenord-trenoHa suscitato non poche polemiche quanto verificatosi tra luglio ed agosto anche sulle linee ferroviarie del nostro territorio. Infatti, a causa del caldo eccezionale registrato per diverse settimane, alcuni treni sono stati soppressi ed altri hanno accusato pesanti ritardi in quanto le alte temperature hanno mandato il tilt gli impianti di condizionamento dell’aria che, a loro volta, hanno provocato il blocco dei convogli trasformatisi in autentici forni. Come per il caos del cambio orario estivo/invernale del dicembre 2012, fenomeno passato sicuramente alla storia dei nostri trasporti ferroviari per i gravi e lunghi disservizi che provocò in tutti coloro che dovevano effettuare spostamenti su rotaia nel territorio regionale, sul banco degli imputati è nuovamente finita la società Trenord. Il gestore unico del trasporto ferroviario lombardo si è prontamente scusato con i pendolari facendo presente che i guasti agli impianti di climatizzazione a bordo delle carrozze e delle cabine di guida causano automaticamente il blocco temporaneo dei sistemi elettrici che sono in alcuni può essere azzerato. In un suo comunicato Trenord ha sottolineato come:  «Il problema dell’aria condizionata è fortemente connesso all’età della flotta. Oltre la metà della flotta di Trenord, composta da vetture doppio piano, media distanza e piano ribassato, ha un’età media di 33 anni. Sulla maggior parte di queste carrozze gli impianti di climatizzazione sono stati installati solo successivamente alla loro entrata in servizio. Con le temperature estreme di questi giorni e dopo turni ininterrotti sotto il sole cocente scatta il blocco del sistema refrigerante. Meno problematica è la situazione dei circa 200 convogli di ultima generazione progettati con impianti di condizionamento che sono in servizio principalmente su linee suburbane ad alta frequentazione». Continua a leggere

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Diario di Guerra – eventi fino al 31 agosto 1915

XIII/XIV settimana – 16/31 agosto 1915

Mentre sul fronte orientale inizia la grande ritirata dall’esercito zarista con le forze russe che evacuano Galizia e Polonia, l’Italia dichiara guerra all’Impero Ottomano. I bollettini di queste settimane esaltano “nuovi progressi della nostra fanteria” in vari scenari di guerra nonché “perdite assai gravi subite dall’avversario”. A leggere i bollettini sembra in corso una marcia trionfale verso Lubjiana e Trento, così come auspicato dal nostro Comando Generale dato che il “tiro delle nostre artiglierie continua intenso ed efficacissimo” e che “i nostri aviatori, i quali colle loro assidue ed audaci imprese, tanto contribuiscono al buon andamento delle operazioni”. L’avanzata è giudicata “metodica” ovunque e quando le forze austro-ungariche “pronunziano attacchi contro le nostre posizioni più avanzate viene respinto”, talvolta addirittura “facilmente”.

Ed a Cernobbio…
Il 24 agosto torna a riunirsi il Consiglio Comunale a Piazza Santo Stefano. Le cronache raccontano che il sindaco, Giovanni Dotti, prima dell’inizio della discussione dei punti inseriti all’ordine del giorno, si slancia in un patriottico discorso “rivolgendo un saluto ai valorosi combattenti al fronte, ricordando particolarmente coloro che sono caduti per la grandezza della Patria. Di Piazza, fino ad ora, non vi sono morti. Vi sono feriti. A tutti questi prodi e al marinaio Paolo Dotti, superstite dell’incrociatore Garibaldi per qualche giorno in pericolo di vita, esprimo il più vivo augurio di pronta guarigione. Il momento storico che attraversiamo impone a noi tutti dei grandi doveri corrispondenti all’ora ed ai bisogni della nostra difesa interna. Come capo dell’Amministrazione faccio appello a tutte le persone di buona volontà perché contribuiscano con la loro opera ed i loro mezzi ad alleviare il peso che grava sul Comune e colgo l’occasione per ringraziare, a nome della popolazione, tutti coloro che già hanno contribuito e molto efficacemente al buon esito delle sottoscrizioni con le offerte a favore delle famiglie dei richiamati. Lasciate che ringrazi in modo particolare i villeggianti e le gentili signore che hanno voluto offrire lana ed indumenti per i nostri bravi soldati”.
Le iniziative di sostegno alla guerra non mancano nel territorio. Ad esempio il 27 agosto Asnigo ospita una conviviale giornalistica alla quale intervengono i direttori dei settimanali “La Luce” di Chiasso e “L’Araldo” di Cernobbio: “Durante il banchetto si parlò di tutto un po’ e le scapigliate e frizzanti conversazioni si strinsero con un brindisi alla vittoria delle nostre armi”.

Diario di Guerra (1915-1918) – XI e XII settimana, 2-15 agosto 1915

Diario di Guerra (1915-1918)

XI/XII settimana – 2/15 agosto 1915

Le settimane centrali dell’estate 1915 vedono i nostri soldati impegnati su tutti i fronti di combattimento. Ecco come i bollettini ufficiali hanno dettagliatamente descritto alcune iniziative che hanno interessate le varie zone di guerra partendo dalle zone geograficamente a noi più vicine per poi spingersi fino al Carso ed a quanto è accaduto sulle acque del mare Adriatico. Iniziamo dall’alta Valfurva: “Il nemico, che già il giorno 4 aveva riconosciuto il passo di Vioz (m. 3.337), con pattuglie tosto respinte, nella notte sul 9, attraverso il ghiacciaio del Forno, attaccava i nostri in posizione presso l’albergo omonimo, mentre un drappello per il passo di Cavedale (m 3.267), si spingeva sin contro la nostra occupazione di Capanna Cedeb. La vigilanza dei nostri alpini, attiva ed incessante, pur tra i ghiacciai e le vette eccelse, valse a frustrare il duplice audace tentativo, e il nemico, presto respinto, fu poi contrattaccato e volto in fuga”.

Nella zona del Tonale :”nostri reparti alpini, arditamente avanzando lungo la difficile cresta rocciosa che s’erge da mezzodì su Valle del Monte (alto Noce) sorpresero e dispersero, all’alba del giorno 7, truppe nemiche trincerate a sud-est di Punta di Ercavallo, impadronendosi di bombe, razzi e cartucce e di altro materiale abbandonato dall’avversario. Il giorno stesso altri reparti nemici trincerati a Malga Paludei a nord-est della punta di Ercavallo, furono cacciati dalle proprie posizioni mercè i tiri precisi di nostri artiglierie da montagna issate a più che 3000 metri d’altezza sulle rocce di Ercavallo”.

Spostiamoci ora sulle rive del lago di Garda: “Nostri idrovolanti fecero una nuova incursione su Riva, lanciando bombe con ottimi risultati e sfuggendo alle offese di nutrita fucileria dell’avversario. Nel mattino successivo le nostre artiglieri pesanti eseguirono tiri efficaci contro la stazione di Rovereto, ove gli osservatori segnalavano l’arrivo di treni carichi di truppe (…) altro dirigibile bombardava con molta efficacia il nodo ferroviario di Opicina. Sulla via del ritorno, assalito da un idrovolante austriaco, che gli lanciava dall’alto tre bombe incendiarie, riusciva a metterlo in fuga col fuoco del proprio bordo e rientrava incolume nelle nostre linee.

La lotta in Carnia segna un nuovo, brillante episodio per la conquista del Monte Medetta, a nord-est di Cima-Cuestalta: “Il nemico vi si era fortemente annidato e disponeva anche del valido appoggio di vicine batterie; aspro il terreno dell’azione; la via d’accesso alla vetta rappresentata da un solo ed erto canalone. Dopo lungo combattimento, svoltosi con alterna vicenda i nostri alpini, appoggiati dai tiri efficaci e precisi di retrostanti artiglierie, riuscirono, con grande valore ed ardimento, a sloggiare dalla posizione l’avversario. Ricevuti i rinforzi, questo pronunziava poi violenti ritorni controffensivi e solo a sera la contrastata vetta poteva dirsi in nostro saldo possesso”.

Nel Carso “il nemico, nell’intento di arrestare i progressi del nostro centro e dell’ala sinistra, pronunciò nel pomeriggio di ieri un violento attacco in direzione del Bosco del Cappuccio. Le nostre truppe sostennero l’urto con successo, indi, riprendendo con maggior vigore l’offensiva, riuscirono ad espugnare un fortissimo ed esteso trinceramento detto dai nostri “il trincerone” che domina lo sbocco orientale del Bosco del Cappuccio e gli accessi a San Martino del Carso. A tarda sera il nemico tentava contro le nostre linee un nuovo sforzo, appoggiato con intenso e prolungato cannoneggiamento, senza peraltro riuscire ad alcun risultato”.

Infine dai bollettini della Regia Marina emerge come “Due cacciatorpedinieri austriaci hanno tirato colpi di cannone su Bari, Santo Spirito e Molfetta. Si sono avuti a deplorare un morto e sette feriti, tutti appartenenti alla popolazione civile. Nessun danno apprezzabile è stato arrecato al materiale. Nell’Alto Adriatico il sommergibile austriaco U. 12 è stato silurato da un nostro sommergibile ed è affondato con tutto l’equipaggio”.

Ed a Cernobbio…

La campagna “Lana per i soldati” continua a fare proseliti che vengono annunciati con toni altisonanti: “Invano non fu lanciato l’appello perché le nostre donne avessero a lavorare la lana per i soldati e mi si assicura che parecchie si sono offerte e hanno già iniziato i lavori – si legge -. A Cernobbio la signora Dombrè con generosità squisita mettendo lana e tale a disposizione delle volonteroha dimostrato un patriottismo forte ed un attaccamento grande alla patria di adozione. Vorranno le altre donne di Cernobbio essere da meno e non presentarsi numerose a chiedere di lavorare?”. Nel frattempo, sul Carso durante un combattimento, cade Stefano Dotti, soldato del I reggimento Granatieri. Era nato il 12 novembre 1888 a Piazza Santo Stefano.

(l.cl. – riproduzione su autorizzazione dell’autore)