2015, è stata un’estate “torrida” anche per il trasporto ferroviario locale alle prese con guasti e soppressioni per le temperature troppo elevate

trenord-trenoHa suscitato non poche polemiche quanto verificatosi tra luglio ed agosto anche sulle linee ferroviarie del nostro territorio. Infatti, a causa del caldo eccezionale registrato per diverse settimane, alcuni treni sono stati soppressi ed altri hanno accusato pesanti ritardi in quanto le alte temperature hanno mandato il tilt gli impianti di condizionamento dell’aria che, a loro volta, hanno provocato il blocco dei convogli trasformatisi in autentici forni. Come per il caos del cambio orario estivo/invernale del dicembre 2012, fenomeno passato sicuramente alla storia dei nostri trasporti ferroviari per i gravi e lunghi disservizi che provocò in tutti coloro che dovevano effettuare spostamenti su rotaia nel territorio regionale, sul banco degli imputati è nuovamente finita la società Trenord. Il gestore unico del trasporto ferroviario lombardo si è prontamente scusato con i pendolari facendo presente che i guasti agli impianti di climatizzazione a bordo delle carrozze e delle cabine di guida causano automaticamente il blocco temporaneo dei sistemi elettrici che sono in alcuni può essere azzerato. In un suo comunicato Trenord ha sottolineato come:  «Il problema dell’aria condizionata è fortemente connesso all’età della flotta. Oltre la metà della flotta di Trenord, composta da vetture doppio piano, media distanza e piano ribassato, ha un’età media di 33 anni. Sulla maggior parte di queste carrozze gli impianti di climatizzazione sono stati installati solo successivamente alla loro entrata in servizio. Con le temperature estreme di questi giorni e dopo turni ininterrotti sotto il sole cocente scatta il blocco del sistema refrigerante. Meno problematica è la situazione dei circa 200 convogli di ultima generazione progettati con impianti di condizionamento che sono in servizio principalmente su linee suburbane ad alta frequentazione».

Il difficile rapporto tra caldo e treni è comunque un fenomeno purtroppo diffuso in tutta Italia. Circoscrivendo la nostra analisi alle ultime settimane di luglio, quando sono stati registrati i casi più eclatanti in Lombardia, eguali situazioni sono state vissute in Toscana (zona di Lucca), nelle Marche (soprattutto lungo la linea Fabriano-Ancona), in Sicilia (linea Palermo-Catania) ed in Piemonte, ma su due direttrici che convergono su Milano rispettivamente da Novara ed Arona. Età dei treni, quindi, prima causa della situazione anche se c’è chi, come l’assessore ai trasporti di Regione Lombardia, ha indicato come EXPO uno dei fattori di rischio che ha contribuito allo scenario attuale. Il perché è presto detto: con l’apertura dell’Esposizione, Trenord si è impegnata a far arrivare alla stazione di Rho un treno ogni tre minuti il che ha comportato un incremento dell’utilizzo dei convogli da 15 a 20 ore giornaliere. Ciò ha comportato un maggiore stress per i convogli ed una riduzione del tempo dedicata alla loro manutenzione. Infatti ad agosto numerose linee (Como-Lecco in primis) hanno sospeso il servizio mentre altre (le direttrici ex FNM per Milano da Como ed Asso) hanno visto un calo consistente nel numero delle corse. La S11 (Chiasso-Rho Fiera) ha invece continuato più o meno a svolgere il suo servizio con cadenze regolari.

A corredo delle informazioni rilasciate per il caso “caldo treni”, Trenord ha poi sottolineato come sono in procinto di essere immessi nel sistema di trasporto regionale nuovi treni che offrono condizioni di viaggio ottimali. Dalla metà del 2014 la società ha infatti ricevuto 63 nuovi convogli per un investimento che supera i 500 milioni di euro. Di questi, 41 sono già entrati in servizio ed entro la fine dell’anno, cioè dopo la fine di Expo, i convogli più vecchi della flotta saranno dismessi.

Ma le spiegazioni, le scuse ed i buoni propositi hanno finito per mandare su tutte le furie numerose associazioni di pendolari in quanto Trenord ha affermato come: «Nonostante l’andata di caldo eccezionale e le soppressioni, l’obiettivo minimo della puntualità (82% medio per il 2015) è ampiamente traguardato anche nel mese di luglio Continuiamo a contare sulla professionalità del nostro personale e a confidare nella comprensione dei nostri Clienti, messa a dura prova dal caldo estremo. Per questo esprimiamo loro le nostre scuse e assicuriamo il massimo impegno nell’affrontare un’emergenza che non ha precedenti nella storia recente e che sta mettendo a dura prova i sistemi ferroviari di tutta Europa». Questa frase ha suscitato vivaci reazioni in numerose sigle di Comitati dei pendolari che continuano nel chiedere a Regione Lombardia un cambiamento della politica dei trasporti finalizzato “alla crescita ed al completamento del progetto di sistema ferroviario regionale” in quanto il servizio attuale, a causa di ritardi, soppressioni, informazioni carenti, fatiscenza dei mezzi, continui tagli non è più reputato quantitativamente e qualitativamente accettabile. Tagli che si vocifera potrebbero anche essere consistenti una volta calato il sipario su Expo 2015. Per sapere se queste sono solo indiscrezioni o realtà, ormai, basta attendere poco più di due mesi.

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