Diario di Guerra (1915-1918) – XVII settimana, 12/18 settembre 1915

L’11 settembre, nel settore di Tolmino, un reparto del nostro Esercito riesce “con attacco di viva forza, ad impadronirsi d’un tratto di trinceramenti nemici sulla collina di Santa Maria, ma fatto segno ad intenso fuoco d’artiglieria e lanci di bombe contenenti gas asfissianti ed a getto di liquidi infiammabili, ripiegò sulle proprie vicine trincee”. Qualche giorno più tardi si verrà a sapere che questi ordigni presentano forti dosi d’acido prussico. Il giorno successivo (12 settembre), nella zona di Plava, nuclei nemici portati con un treno blindato da Gorizia “tentarono un colpo di mano contro le nostre trincee a su della galleria meridionale di Zagora. La tenace difesa dei nostri e pochi colpi di artiglieria da montagna valsero a respingere l’aggressione”. Verso il 15 settembre viene diramata la notizia che “il nemico in questi giorni sta ricevendo notevoli rinforzi (da ricognizioni aeree è stata accertata la presenza di numerosi treni nelle stazioni di Nabresina e di Santa Croce lungo la ferrovia di Trieste) ed ha tentato in più punto lungo il fronte di esercitare una forte pressione contro le nostre linee, mediante attacchi di fanteria preceduti ed accompagnati da violente azioni di artiglieria. I suoi sforzi, però, sono riusciti vani”. Nella ultime notti infine “dopo intensa preparazione di fuoco, il nemico attaccò le nostre posizioni di Monte Coston, a nord-ovest di Arsiero, ma fu respinto con perdite. Il mattino successivo nostre truppe attaccarono e dispersero forze nemiche a Monte Valpiana nella valle del torrente Maso (Brenta). Altro nostro riparto distrusse ricoveri nemici a Campo Fossernica nella Valle del torrente Vanoi (Cismon). Nella zona del Carso il nemico tentò due piccoli attacchi: fu respinto e lasciò nelle nostre mani alcuni prigionieri”.

Ed a Cernobbio…

Il 17 settembre si apre quindi a Villa d’Este il “grande convegno italo-francese a villa d’Este per suggellare i legami che uniscono nella fede incrollabile della vittoria i due popoli e i due eserciti”. L’evento ha una vasta eco in tutta Italia. Negli stessi giorni, presso il palazzo delle scuole di Piazza Santo Stefano, vengono esposti tutti gli indumenti di lana confezionati in paese prima di essere spediti al Comitato della “Pro Esercito”: “È un’esposizione interessantissima e che serve a ben dimostrare l’attività e l’operosità delle nostre signore villeggianti che insieme a quelle del paese hanno dato una mirabile prova del loro patriottismo”. L’iniziativa di Piazza non è comunque isolata. Negli stessi giorni da Cernobbio vengono inviati altri 1.000 indumenti di lana alla “Pro Esercito”.

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