Diario di Guerra (1915-1918) – XVIII settimana, 19/25 settembre 1915

Il 19 settembre, nella zona a nord-ovest di Arsiero, avviene un attacco austriaco contro la posizione di Osteria Fiorentini. L’attacco “è stato respinto. (Il nemico) Tentò anche d’incendiare il bosco Varagna, dal margine del quale le nostre linee di tiratori disturbano i lavori di riattamento del forte di Vezzena. Anche questo tentativo andò a vuoto per la vigilanza dei nostri e per il rapido intervento delle artiglierie”. Il giorno successivo “nella conca di Plezzo il nemico, visto vano ogni suo sforzo per ricacciarci dalle posizioni toltegli, lanciò granate incendiarie sulla località di Cezsoca, Dvor e Plezzo, che furono quasi distrutte dalle fiamme”.

Il 21 e 22 settembre “ardite e ben combinate operazioni di guerra di montagna sono state svolte dalle nostre truppe nella zona montuosa a nord-ovest e a nord-est di Cortina d’Ampezzo, allo scopo di scacciare piccoli reparti nemici che insinuatisi per i valloni del massicco della Tofana e per quelli del gruppo del Cristallo disturbavano la nostra occupazione”.

Una giornata particolarmente intensa di azioni si rivela essere il 24 settembre: “sull’Altipiano a nord-ovest di Arsiero la forte posizione di Monte Coston è stata espugnata dalle nostre truppe. Già con abile manovar avvolgente i nostri erano riusciti ad isolarla. Colonne nemiche tentarono allora sforzi vigorosi per arrestare i progressi del nostro accerchiamento coi violenti attacchi dei giorni 17, 18 e 22 costantemente infranti dalla salda resistenza delle nostre truppe. Ieri la posizione cadeva in nostro possesso. Il presidio, divisosi in gruppi, tentò per più vie di sfuggire all’accerchiamento; lasciò però nelle nostre mani 5 ufficiali, 118 uomini di truppa e grande quantità di munizioni, bombe a mano, esplosivi ed altro materiale”.

Da ricordare infine come “È segnalata la slealtà di truppe nemiche, che simulando la resta, riuscirono a trarre in agguato un nostro piccolo reparto e ad infliggergli forti perdite”.

Ed a Cernobbio…

In occasione della festa per la presa di Roma, ovvero il XX Settembre, viene affisso un manifesto patriottico in tutto il territorio comunale che recita: “Mai come in quest’anno la gloriosa data arriva fulgida e radiosa ad ogni cuore italiano. Quarantacinque anni or sono un Cadorna con la Breccia di Porta Pia univa Roma capitale all’Italia Redenta ed unita, oggi un altro Cadorna, sapientemente guida l’esercito della Patria alla conquista di quelle terre che ancora gemevano sotto il gioco dello straniero. E questa volta la redenzione sarà completata; Trento, Trieste e la Dalmazia verranno congiunte alla Gran Madre Italia, ma, per non essere mai disgiunta… Il fatidico grido di guerra del ’48: Italia Libera, Dio lo vuole, torna di incitamento agli italiani d’oggi, e l’Italia tutta dalle Alpi al Quarnaro, ovunque si parla il dolce idioma di Dante, sarà degli italiani. In alto i cuori, al nemico secolare, ripetiamo col poeta: “Ripassare l’Alpi e torneremo fratelli”.

Intanto non si spegne l’eco del “successo artistico sul palcoscenico ed il tutto esaurito” al teatro di Cernobbio del Circolo Savoia a favore delle famiglie dei richiamati e per la raccolta ed il confezionamento degli indumenti di lana

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