Un imperatore alla volta: Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico

Claudio imperatore Claudio dati

« Dopo l’uccisione di Caligola… Claudio suo zio… cinquantenne… divenne imperatore per uno strano caso. Infatti, trascurato dagli uccisori di Caligola, avendo quelli portato via il numero dei congiunti e dei servi di questo, egli s’era nascosto in una sala di nome Ermeo. Non molto dopo, spaventato dal rumore della porta, proseguì verso il vicino solarium e si nascose dietro alle tende davanti all’ingresso. Qui, essendosi tenuto nascosto ancora, un soldato semplice, visti i piedi lo tirò fuori mentre Claudio si inginocchiava per il timore, ma riconosciutolo, lo salutò imperatore. Poi lo condusse dagli altri soldati, esitanti e frementi. Posto dai suoi sulla lettiga, fu portato nell’accampamento, triste e trepidante, mentre la folla che incontravano lo commiserava, quasi stesse per essere giustiziato pur essendo innocente. Ricevuto entro il vallo, pernottò tra le tende dei soldati, temendo più che sperando. Invero all’indomani, reclamando il popolo una guida per lo Stato, fu salutato da tutti imperatore. » (Svetonio, Vite dei Cesari, V, 10.)

Figlio di Druso Maggiore e di Antonia Minore, nipote di Augusto (Lugdunum, 1° augusto 10 a.C. – Roma 13 ottobre 54 d.C.), Claudio diventa imperatore dietro promessa d’un generoso donativo, imponendolo al Senato incline a una restaurazione repubblicana. Fino ad allora Claudio, anche a causa dei suoi difetti fisici, era vissuto appartato, dedito a studi sull’età primitiva di Roma e sugli Etruschi. Claudio caratterizzò il suo governo con provvedimenti intesi a dare allo Stato una ben definita organizzazione burocratica e finanziaria. Promosse imponenti opere pubbliche, tra le quali strade e acquedotti (avanzi grandiosi rimangono dell’acquedotto chiamato col suo nome, terminato nel 52, con un percorso di ben 69 km); dispose il prosciugamento del lago Fucino; concesse con larghezza la cittadinanza romana, aprendo il Senato a notabili della Gallia.

In campo militare, conquistò la Britannia, spingendosi fino a Camulodunum, odierna Colchester; rafforzò le frontiere del Reno (fondandovi, nel 50, Colonia) e del Danubio, annettendo la Tracia. In Oriente fermò i Parti avanzanti; in Africa incorporò la Mauritania, favorendo dappertutto il processo di romanizzazione, specialmente con l’istituzione di nuove colonie. In materia di religione fu tradizionalista: nel 49 espulse da Roma gruppi inquieti di Ebrei seguaci di Cristo. Severo nella repressione delle ricorrenti congiure (oltre alla prima moglie Messalina avrebbe fatto uccidere ben 35 senatori e 221 cavalieri), fu avvelenato dalla seconda moglie Agrippina, che era riuscita a fargli adottare suo figlio Nerone in luogo di Britannico che Claudio aveva avuto da Messalina.

Estensione dell'Impero Romano sotto Claudio (fonte Wikipedia)

Estensione dell’Impero Romano sotto Claudio (fonte Wikipedia)

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