Tangenziale di Como: da CAL ad Autostrada Pedemontana, ecco tutti gli attori principali dell’infrastruttura

Tangenziale ComoTra poco meno di un mese (anche se la scadenza potrebbe ora essere prorogata all’anno nuovo) l’A59, ovvero la tangenziale di Como, sarà a pagamento. Conti alla mano: 60 centesimi per percorrere poco meno di due chilometri e mezzo di strada tra Villaguardia e Cà Morta. Intanto il numero di Sindaci che vogliono come l’utilizzo dell’opera (o meglio la sua prima parte visto che l’idea prevede anche il secondo lotto da Albate ad oltre Lipomo) rimanga gratuito sta crescendo nel numero così nella qualità degli appoggi (nell’ultima settimana hanno aderito alla proposta anche società e realtà del mondo economico e del settore dei trasporti)  abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione non tanto sull’infrastruttura in se stessa e sugli scenari futuri, cioè tangenziale gratis o con pedaggio, bensì su coloro che familiarmente parlando “muovono i fili”. Certo i cartelli lungo il percorso parlano chiaro: Autostrada Pedemontana Lombarda. Ma dietro questa sigla si apre una realtà interessante e inaspettata.

Innanzitutto se l’idea della Pedemontana è vecchia ormai di mezzo secolo allo stesso tempo, va sottolineato come la prospettiva di realizzare l’autostrada, e quindi anche la tangenziale di Como, incomincia a delinearsi solo in seguito alla costituzione della società CAL, ovvero Concessioni Autostradali Lombarde Spa, costituita il 19 febbraio 2007 in modo paritetico da Regione Lombardia, attraverso Infrastrutture Lombarde, e dal Ministero delle Infrastrutture per mezzo di ANAS,  il gestore della rete stradale ed autostradale italiana. La società nasce in seguito alle politiche promosse nel corso dello scorso decennio da Regione Lombardia che, attraverso un’apposita legge, ha reso possibile la realizzazione di opere autostradali di valenza regionale conferendo a Infrastrutture Lombarde, società interamente partecipata dall’ente regionale, il ruolo di soggetto cui spettano innanzitutto le concessioni per la Cremona-Mantova e la Broni–Pavia-Mortara. Fondamenti della politica perseguita da Regione Lombardia l’obiettivo di ridurre in misura significativa i tempi di realizzazione delle infrastrutture, sveltire le procedure autorizzative, attrarre i capitali privati nel finanziamento delle opere e coinvolgere il territorio nella ricerca dell’appoggio alla loro realizzazione. Forte di questa esperienza, con la legge Finanziaria del 2007, il Governo nazionale ha dunque trasferito alla neonata CAL tutte le qualità e prerogative per l’affidamento, la realizzazione e la gestione della Brescia-Bergamo-Milano (la famosa Brebemi), la Tangenziale Est Esterna di Milano (TEM) ed appunto la Pedemontana.

Tutte le autostrade, dunque, si progettano, si costruiscono, si collaudano ed, alla fine, si gestiscono. E qui entra in scena, appunto, Autostrada Pedemontana Lombarda, società per azioni costituita addirittura nel 1986 ed il cui socio di maggioranza (detiene infatti oltre il 78% delle azioni) è Milano Serravalle-Milan tangenziali Spa. La Milano Serravalle è la realtà che gestisce fino al 2028 l’autostrada A7 (da Milano a Serravalle Scrivia) e le tre tangenziali di Milano (Ovest, Est e Nord). Stiamo parlando di oltre 180 chilometri di autostrade su cui viaggiano ogni giorno centinaia di migliaia di autovetture nella zona più industrializzata dell’Italia. Quote minori del capitale di Autostrada Pedemontana Lombarda sono poi detenute da altre società tra cui figurano anche due significativi gruppi bancari (Intesa San Paolo ed UBI Banca). Va poi sottolineato come Milano Serravalle Spa, costituita nel 1951, vede tra i suoi soci di minoranza anche la Provincia di Como (detiene il 3,63% delle azioni) nonché, con quote quasi simboliche, il Comune e la Camera di Commercio di Como (insieme possiedono lo 0,33% del capitale azionario). Suo socio di maggioranza, con il 52,90% delle azioni, è invece ASAM Spa, la holding delle partecipazioni societarie facenti capo a Finlombarda Spa, cioè la società finanziaria di Regione Lombardia controllata direttamente da questa ed operante nel settore delle infrastrutture destinate alla mobilità integrata ed alla tutela dell’ambiente.

Praticamente, tirando le fila del discorso, nel nostro spulciare sugli attori principali o secondari delle diverse realtà che hanno contribuito alla realizzazione e che ora si occuperanno della gestione della tangenziale, il nome di Regione Lombardia compare a più riprese. Forse questo rappresenta qualcosa circa le discussioni inerenti l’entrata in vigore del pedaggio sull’A59 a partire dal prossimo 1° novembre.

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