Un mito, una storia…Memnone

MemnoneFiglio di Titone, principe troiano, e di Eos, dea dell’Aurora, fu re d’Etiopia. Morì nell’assedio di Troia, in un duello contro Achille.

I greci assediano Troia. E’ arrivato dall’Etiopia anche l’esercito di Memnone, nipote di Priamo. Achille, il piè-veloce, si getta su di lui. Un terribile duello di semidei perché se Achille è figlio della de marina Teti, Memnone è figlio di Eos. Le due madri sono salite in cielo a pregare Zeus di concedere la vittoria al proprio figlio. Zeus è legge imparziale: nella mano regge la bilancia d’oro delle sorti e un piatto scende irresistibilmente, il piatto di Memnone. Sulla terra, in quel momento, Memnone cade, colpito a Morte da Achille. Eos supplica ancora Zeus di concedergli almeno l’immortalità. Zeus accenna di sì con la testa.

Dal rogo funebre di Memnone si alza la cenere e ruota e prende forma… Diventa un nugolo di uccelli ma visti che si battono fra di loro stridendo e poi volano via. Sono beccacce. I greci le chiameranno Memnonidi, perché in esse è racchiuso lo spirito del sovrano etiope. Ogni anno torneranno a battersi attorno al tumulo eretto in suo onore, dove piange, invisibile, la madre, l’Aurora, e le sue lacrime sono rugiada d’argento.

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