Un’idea chiamata Europa: l’anno Mille

MedioevoSta per scadere l’anno Mille. Antiche profezie fissano in un millennio esatto la durata del regno di Cristo in terra; altri testi dell’antichità annunciano che, entro dieci secoli dalla sua nascita, Cristo tornerà nel mondo per governarlo direttamente. La lettura dell’Apocalisse, le prediche di fanatici alimentano la paura. La notte di fino d’anno milioni di europei attendono inginocchiati nelle piazze la fine dell’umanità o l’inizio di un’epoca nuova. In realtà è una notte come tutte le altre, non succede niente di particolare. La Chiesa ha tentato di vincere questa superstizione; e non solo con le parole. Da una decina di anni è sorto un movimento che prevede non la distruzione dell’uomo ma, al contrario, un avvenire in cui i popoli non debbano più combattersi. Questo movimento acquista innumerevoli seguaci. Si chiama “l a pace di Dio”: manterrà sostanzialmente pacifica l’Europa per un secolo e mezzo. Passata la grande paura il fervore religioso produce anche un altro effetto: le Crociate. Guerrieri cristiani di ogni Paese, al grido “Dio lo vuole”, si uniscono per andare a liberare il sepolcro di Cristo a Gerusalemme, in Terra Santa.

Espressione del risveglio religioso nell’XI secolo, le Crociate sono al tempo stesso una guerra santa e un pellegrinaggio al Santo Sepolcro; un’iniziativa di principi e una lotta di popolo, sotto l’impulso dei Papi e dei monaci predicatori. Dalla metà del VII secolo Gerusalemme è in mano dei musulmani, che hanno anche invaso la Spagna compiendo scorrerie in tutta la costa meridionale dell’Europa. Nel 1010 un califfo fanatico, Hakim, distrugge la chiesa del Santo Sepolcro ma solo alla fine del secolo Papa Urbano II può indire la I Crociata. I capi sono Goffredo di Buglione, Raimondo di Tolosa, Boemondo di Otranto con il nipote Tancredi. Gerusalemme viene conquistata nel 1099. Nelle Crociate successive, dopo il ritorno della città in mano araba, il movente religioso spesso si attenua: sono anche occasioni di conquista, talvolta con inutile ferocia, e di espansione commerciale.

Prima dell’anno Mille il nome più famoso è quello di Ottone il grande, re di Sassonia, incoronato poi re d’Italia nel 936 e Imperatore dei romani nel 961. Ottone batte gli Slavi e gli Ungari, favorendo l’espansione del cristianesimo verso nord e oriente. Nel 987 è eletto re di Francia, Ugo Capeto, la cui dinastia durerà fino alla Rivoluzione del 1789; quattro anni dopo i danesi invadono l’Inghilterra. Nel 1030 si hanno in Italia i primi movimenti per le libertà comunali; nel 1060 i normanni di Roberto il Guiscardo iniziano la conquista della Sicilia, espugnando dieci anni più tardi Bari. Guglielmo di Normandia assoggetta l’Inghilterra nel 1066 e nel 1077 ecco la famosa penitenza dell’imperatore Enrico IV davanti a Papa Gregorio VII a Canossa.

Quando la chiesa prende l’iniziativa per la pace di Dio l’antico potere imperiale non esiste più. I sovrani non sono abbastanza forti per impedire la violenza: non c’è una legge che protegga gli indifesi. Sulla spinta del clero si riuniscono ovunque in assemblea i nobili, i proprietari, i guerrieri: tutti insieme fanno giuramento che non recheranno ingiuria né alla gerarchia ecclesiastica, né alla povera gente. Il patto prescrive che in certi giorni della settimana e in periodi chiamati “tregue di Dio” nessuno ricorra alle armi. Chi trasgredisce il giuramento sarà punti con la scomunica. All’inizio sembra quasi un’utopia. Invece, fin quasi all’anno 1150, è un sistema che funziona. Occupandosi solo delle leggende sulla fine del mondo, storici e romanzieri ci hanno abituati a pensare che l’epoca intorno all’anno Mille sia fra le più oscure nella storia dell’Europa. Non è così: anzi in quell’epoca nasce la classe cavalleresca, si stringono i rapporti fra signorotti e vassalli, si forma una nuova comunità contadina. E’ anche un periodo di rivoluzione della tecnica agricola. Proprietari e contadini collaborazione per trasformare  foreste e paludi in campi che danno reddito. Aumenta la ricchezza, nuove categorie di artigiani fabbricano oggetti di lusso o d’uso comune, i mercanti provvedono a soddisfare la richiesta, i negozianti a rifornire la popolazione, che a sua volta comincia a disporre di più mezzi. Dove due strade si incrociano sorgono botteghe e alberghi, che diventeranno città. L’Europa comincia lentamente a cambiare faccia.

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