Grande Guerra: Cernobbio recupera la memoria dei suoi Combattenti e Reduci

PiaveLo scorrere del tempo porta via spesso con sé non solo le persone bensì anche la memoria storica di associazioni, sodalizi ed enti che una grande importanza hanno avuto al momento della loro costituzione, e nei decenni successivi, per la popolazione e per i rispettivi territori in cui si trovavano ad operare. Tra le realtà che stanno diventando sempre rare figurano le sezioni locali dell’Associazione dei Combattenti e Reduci, sodalizio fondato a livello nazionale nel 1919 dai soldati tornati dai diversi fronti Grande Guerra. La scintilla della loro costituzione era scaturita a Milano due anni prima, il 17 aprile del 1917, durante un’assemblea dei mutilati di guerra nei locali della Lega Antitedesca. La riunione, presieduta dai reduci Ettore Ferrari e Virginio Galbiati, sosteneva la necessità di costituire un’associazione diretta a tutelare i diritti degli ex combattenti rimasti feriti durante gli scontri. L’assemblea ottenne immediatamente l’adesione degli ufficiali reduci dal fronte e l’associazione iniziò ad operare accanto alla ad una seconda realtà vicina alla prima per obiettivi e finalità ovvero l’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra. È comunque a partire, però, da quel 1919 che i Combattenti e Reduci diventarono una braca autonoma e da quel momento si assistette, in tutta Italia, alla formazione di numerose Sezioni che raccolsero un elevatissimo numero di aderenti. Il fervore dei reduci contagiò realtà grandi, come Como, e piccoli paesi come Rovenna e Cernobbio, allora due realtà ancora amministrativamente distinte (sarebbero diventate Comune unico con le riforme promosse dal Regime fascista solo otto anni più tardi). Soprattutto nei primi anni tutte le sezioni si impegnarono affinché ogni località ricordasse in modo onorevole e degno il sacrificio dei tanti loro commilitoni caduti al fronte. Furono infatti le sezioni di questa associazione a ricoprire un ruolo fondamentale nella progettazione, nel reperimento dei fondi e nella realizzazione di numerosi monumenti ai caduti che si possono vedere ancora oggi praticamente in tutte le piazze Italiane. Con il passare del tempo, e dopo aver coinvolto nelle loro attività i reduci della Seconda Guerra Mondiale a partire dal 1947, queste sezioni continuarono soprattutto nella finalità di perpetuare la memoria dei numerosi soldati scomparsi in guerra, partecipando attivamente alle diverse Commemorazioni ufficiali, soprattutto in occasione del IV Novembre una giornata che, pur non essendo più festa civile da anni, ancora oggi è particolarmente significativa nel panorama nazionale in quanto è la “Giornata delle Forze Armate” in cui si ricordano tutti i caduti italiani nelle diverse guerre combattute dal nostro Paese dall’unità ad oggi. Come detto, però, il tempo porta via con sé le persone e la memoria di associazioni che difficilmente possono contare su un ricambio dei propri iscritti. Fortunatamente di guerra dichiarate l’Italia ne ha combattute più dal 1945 ed ovviamente molte sezioni dell’Ass. Combattenti e Reduci, come quelle relative alla città di Cernobbio, hanno iniziato a chiudere paventando quindi il rischio che la loro memoria storica potesse essere persa per sempre. Al fine di evitare il manifestarsi di tale situazione di oblio l’Amministrazione Comunale cernobbiese ha deciso, in concomitanza con la celebrazione del IV Novembre 2015, evento particolarmente significativa perché cade ad un secolo esatto proprio dall’entrata in guerra dell’Italia nella Grande Guerra, di tornare a mostrare al pubblico vestigia e ricordi delle Sezioni locali dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci che sono state collocate in una serie di teche ubicate nei corridoi dello storico palazzo che fino agli anni ’30 del secolo scorso ospitò gli uffici amministrativi delle Tessiture Bernsconi, uno dei più importanti opifici serici del Comasco, e che oggi è sede di numerose associazioni (dal gruppo scout CNGEI al Centro Artistico Carlo Mira, al Centro Studi Schiavi di Hitler ed altri) nonché della Biblioteca Comunale. Si tratta bandiere, gagliardetti, medaglie al valore, donate al Comune  di Cernobbio alcuni anni fa ovvero quando i responsabili del sodalizio decisero di concludere le loro attività. «Siamo soddisfatti di poter restituire agli “occhi” dei cittadini cernobbiesi testimonianze storiche che altrimenti avrebbe continuato a languire negli armadi del Municipio – ha sottolineato in proposito il Sindaco, Paolo Furgoni – e l’occasione di esporli al pubblico proprio in contemporanea con le cerimonia di commemorazione pubblica del IV novembre, a cento anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel I conflitto mondiale, rappresenta sicuramente un altro motivo di riflessione nonché un modo per esprimere un doveroso ringraziamento a coloro che ci hanno preceduto”. Tra le testimonianze esposte figurano, come detto, alcune medaglie al valore d’argento e di bronzo concesse dal Regio Esercito Italiano ad alcuni caduti del nostro paese sui diversi fronti della Grande Guerra, repliche di elmetti di fanteria e dell’arma dei bersaglieri ma anche diversi oggetti curiosi come  la targa di rame che l’Amministrazione Provinciale di Como coniò in occasione del 50° anniversario della conclusione della I guerra mondiale, il 4 novembre 1968. Le bacheche sono a disposizione dei visitatori nei giorni e negli orari di apertura della Biblioteca comunale.

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