Diario di Guerra (1915-1918). Eventi dal 27 novembre al 3 dicembre 1915

 

Domenica del Corriere Novembre 28Verso la fine del mese di novembre prosegue l’accanimento satirico contro l’Austria Ungheria per giustificare l’impasse delle truffe sui vari di fronti di guerra. Il 27 novembre, ad esempio, si legge “l’offensiva nostra va stringendo così da vicino gli austriaci, che poveretti incominciano a capire cosa sia l’esercito dei mandolinisti e dei mangiatori di maccheroni come poco a poco tempo addietro si deliziavano di chiamarci. Su tutto il fronte, l’offensiva si fa tenace e la caduta di Gorizia non tarderà molto ormai”…in effetti bisognerà aspettare “solo” otto altri duri mesi di guerra con il corollario di tragedie e caduti. Continua a leggere

Annunci

L’HC Chiasso si prepara alla festa dei suoi “primi” 50 anni. Appuntamento il 12 e 13 dicembre

HCC in festaL’Hockey Club Chiasso festeggia quest’anno due compleanni importanti. Innanzitutto il 50° anniversario della della società. Nel 1965 i pionieri dell’hockey nel Mendrisiotto, guidati da “Peppo” Delcò, dopo un battesimo a Villa Foresta a Mendrisio, fondarono sotto le pendici del Penz l’Hockey Club Chiasso. Da allora molto ghiaccio è passato sotto i pattini dei giovani momò. Oltre un centinaio di ragazzi ancora in questa stagione hanno deciso di vestire i colori rossoblù per dare sfogo alla loro passione per l’hockey su ghiaccio. Il Chiasso iscrive squadre in tutte le categorie giovanili e schiera la sua prima squadra nel campionato di Seconda Divisione. Da sempre la missione del club è stata quella di formare i giovani, nella consapevolezza di non poter competere con le due grandi società del Cantone ma con la volontà di dare ai ragazzi lo spazio per crescere e divertirsi insieme nonché offrire formazione di qualità che permetta ai più talentuosi di acquisire le basi per una carriera ad alto livello. Raffaele Sannitz, Elias Bianchi, Luca Fazzini, Matteo Romanenghi, Lukas Balmelli, non meno di cinque giocatori nati sportivamente nel Chiasso giocano oggi in Serie A, senza dimenticare Romy Eggimann, campionessa svizzera con le Ladies del Lugano e medaglia di bronzo con la nazionale rossocrociata alle Olimpiadi di Sochi.

La formazione dei giovani è punto fermo e d’orgoglio del club, ed in questo senso si inserisce il secondo anniversario, quello dei trent’anni dei Tornei Internazionali Giovanili (T.I.G.) che verranno organizzati ad inizio 2016 e che danno ulteriore lustro non solo in Svizzera ma anche all’estero al nostro club.

Per questo motivo il 12 ed il 13 dicembre sarà un week-end a forti tinte rossoblu con tre appuntamenti di grande richiamo. Sabato 12 andrà in scena (preceduto dalla baby dance sul ghiaccio per i più piccoli) il “Mattarello on Ice” grande discoteca in pista per festeggiare con tutta la popolazione il 50°.Domenica 13 dicembre l’appuntamento è invece prettamente sportivo. Alle 16.00 il Chiasso sfiderà una compagine All Star formata da tutti quei giocatori e quelle giocatrici che partendo da Chiasso (o transitando da Chiasso grazie alle collaborazioni con Lugano ed Ambrì-Piotta) hanno raggiunto l’èlite dell’hockey nazionale. Non meno di diciassette rossoblù giocano a livelli di assoluta eccellenza e per la prima volta giocatori di Lugano ed Ambrì-Piotta vestiranno la stessa maglia per una partita d’esibizione. Romy Eggimann – Inti Pestoni – Raffaele Sannitz nella stessa linea d’attacco? Quello che sembrava improponibile si realizzerà domenica 13 dicembre sotto i colori rossoblù del Chiasso e del Ticino.

La serata, dopo una seduta di foto ed autografi per tutti i tifosi che vorranno assistere alla partita, si concluderà con la cena di Gala al Palapenz. Ricco menù per CHF. 50., prezzo simbolico per sottolineare la ricorrenza, in una cena durante la quale le maglie della squadra delle “stelle rossoblù” uniche, irripetibili ed irreperibili altrove, verranno messe all’asta ed il cui ricavato verrà utilizzato per il settore giovanile dell’HC Chiasso. Altre informazioni sugli appuntamenti sono reperibili sul sito del club, http://www.hc-chiasso.ch dove è anche possibile riservare i propri posti per la cena di domenica 13 dicembre.

XXVII Settimana – 21/27 novembre 1915

Domenica del Corriere Ottobre 16Retorica anti-austriaca ai massimi livelli per mascherare, di fatto, una situazione stazionaria sui diversi fronti di guerra. E’ quanto si evince dalle cronache della terza settimana di novembre circa l’andamento del conflitto. Si legge: “Continua l’offensiva nostra a dare buoni risultati, perché nuove importanti posizioni vengono dai nostri soldati strappate all’odiato nemico il quale sfoga la sua rabbia sui paesi redenti che distrugge a cannonate e si da a veri atti di pirateria e di brigantaggio contro navi mercantili e popolazioni inermi. I suoi sottomarini hanno silurato i piroscafo “Ancona”, il “Firenze”, il “Bosnia” ed i suoi aviatori hanno gettato bombe su Verona, Brescia e Belluno uccidendo donne, vecchi e fanciulli. Queste sono le belle prodezze degli austriaci(…) Nel mar Egeo le navi italiane danno una spietata caccia ai sommergibili nemici ed il nostro incrociatore “Piemonte” ha bombardato la stazione bulgara di Dede Aghan distruggendola unitamente a due lunghi treni militari che vi stavano transitando”. Negli altri fronti di guerra invece si rileva come “In Russia, in Polonia, in Galizia continua la lotta sempre favorevole ai soldati dello Zar che hanno strappato nuove posizioni ai tedeschi e così in Francia e nel Belgio. Non così in Serbia purtroppo dove austro-tedeschi si sono congiunti ai turco-bulgari che stringono in una morsa terribile i serbi i quali benché aiutati dai franco-inglesi si trovano a mal partito, ma si difendono con la forza della disperazione. Grecia a Romania, , sono sempre neutrali, ma la Quadruplice Intesa stanca di farsi giocare dalla Grecia l’ha invitata a finirla con l’equivoco ed a dire chiaro cosa vuol fare. A dimostrarle che non scherza ha adunato una forte flotta nel porto di Salonicco che occorrendo appoggerà coi cannoni l’invito”.

Ed a Cernobbio…

In Settimana sui muri del territorio compare un manifesto a firma della Commissione dei prigionieri di guerra della Croce Rossa Italiana con il quale si vogliono portare a conoscenza della popolazione le modalità per l’invio di pacchi postali o di telegrammi ai prigionieri in Austria. Ecco cosa è previsto: “I pacchi postali per i prigionieri di guerra militari e civili debbono essere spediti direttamente dagli interessati a mezzo degli uffici postali locali o quanto meno appoggiati ai Comitati di soccorso della Croce Rossa; risulta che i pacchi postali impiegano non più di quindici giorni per giungere a destinazione, arrivano intatti e vengono aperti e censurati dalle autorità austriache alla presenza del prigioniero medesimo; sono ammessi telegrammi direttamente fra gli uffici postali italiani e quelli austriaci per i prigionieri di guerra civili e la Croce Rossa con la tassa di cent. 21 per parola con facoltà di usare la lingua italiana”. Intanto continuano ad arrivare lettere dei soldati dal fronte. Quelle pubbliche sono, per lo più, indirizzate al Comitato Femminile “Pro Indumenti”. Ecco, ad esempio, cosa scrive nella sua missiva dell’11 novembre 1915 Pietro Dotti di Cernobbio, presto destinato ad annegare nell’affondamento della sua nave: “Poiché l’ora solenne per la più grande Italia giunse e tutti i suoi giovani figli combattono per la libertà di quelle terre irredenti che da secoli sopportano, è oltremodo gradita per chi fa parte attiva nella grande lotta vedersi ricordato da quei cari rimasti al suo lido natio ove lui spera tornare dopo la vittoria. Con gli occhi della mente e col cuore, nelle notti infide in cui la mia bella nave sfiderà impervida gli agguati e gli amari flutti, fra il rigore della già precoce invernata, verrò a ringraziare chi promosse e chi coopera tutt’ora per alleviare le sofferenze del freddo ai combattenti, più che questa mia stessa penna potrà farlo”.

Con l’inverno alle porte prendono il via i lavori per sistemare binari e traversine della linea ferroviaria Como-Lecco

Convoglio TILO S10 in sosta ad Albate Camerlata

Convoglio TILO S10 in sosta ad Albate Camerlata

Lavori programmati ed in procinto di iniziare, ma poi rinviati. Convegni con studiosi e rappresentanti del mondo economico e politico, seguiti da atti amministrativi “ad hoc” finalizzati ad assicurare maggiore attenzione ad un’infrastruttura troppo spesso abbandonata a se stessa ed ai suoi (pochi) utenti. Spaziano letteralmente a 360° le notizie ed i fatti che hanno caratterizzato dal 2008 ad oggi la linea ferroviaria Como-Lecco. Un’attenzione, quella dimostrata dal territorio verso una delle più bistrattate direttrici su ferro della Lombardia, che è stata caratterizzata da segnali spesso contrastanti. Gli ultimi avvenimenti, dopo tutto, fotografano benissimo la situazione. Esattamente qualche mese fa prima abbiamo annunciato che ad agosto sarebbero entrati nel vivo i tanto agognati interventi per il rifacimento dell’armamentario ferroviario (binari e traversine) nella tratta tra Cantù e Merone per poi, a settembre, rettificare che tali i lavori erano rinviati sine die. Oggi, dopo altri proclami, annunci e relative smentite; riunioni a Milano e consigli comunali in diversi Paesi interessati dalla tratta, sembra che il momento di vedere effettivamente mezzi ed operai sulla direttrice sia finalmente arrivato. Entro la fine di novembre avranno, infatti, inizio gli interventi per migliorare questa tratta ferroviaria. Un cantiere che dovrebbe durare, meteo permettendo anche perché calendario alla mano siamo alla vigilia dell’inverno forse la stagione meno propizia per lavori del genere, circa due mesi e che comporterà un investimento di 10 milioni di euro così come deciso da Regione Lombardia d’intesa con Rete Ferroviaria Italiana. Che sia veramente giunto l’agognato momento di un maggiore interesse finalizzato a migliorare questa tratta, usata da diverse centinaia di pendolari che potenzialmente potrebbero crescere in modo considerevole ma il cui sviluppo è notoriamente limitato dalla cronica carenza strutturale nonché di mezzi? “Il tratto ferroviario Como–Lecco è sicuramente uno snodo importante per il territorio – ha commentato in proposito la Consigliera regionale Daniela Maroni – proprio per questa ragione ho chiesto qualche mese fa di creare un tavolo di lavoro che si aggiornasse continuamente per risolvere il problema legato alla ferrovia. Così è stato. È intervenuta RFI che ha comunicato la volontà di intervenire velocemente dettando i tempi e le modalità per avviare il cantiere Albate/Merone, per la sistemazione dei binari ferroviari. Lavori che partiranno a metà novembre e si chiuderanno nei primi giorni del mese di gennaio 2016 prevedendo un investimento di 10milioni di euro”. Vedremo se la tempistica annunciata verrà rispettata perché i lavori saranno eseguiti durante la notte (e su questo punto è tutto da valutare l’impatto del cantiere sulla vita delle persone che abitano nei pressi della ferrovia) dove le temperature sono destinate, nelle prossime settimane, a toccare ovviamente lo zero termico. Bisogna vedere se il gelo, dunque, influirà sullo stato di avanzamento del cantiere anche se Rete Ferroviaria Italiana, da parte sua, ha annunciato l’utilizzo di macchinari di ultima generazione in grado di posare circa 600/700 metri di binario ferroviario al giorno. Una volta ultimato l’intervento la linea ferroviaria Como-Lecco dovrebbe essere interessata poi da altre importanti novità come l’introduzione di due nuove corse nel programma orario giornaliero del servizio, ovvero una nella fascia del mezzogiorno da Lecco a Como e l’altra nella fascia del mattino da Como a Lecco, e l’utilizzo di nuovi convogli in sostituzione di alcuni vetusti locomotori modello 668 uno dei quali salì prepotentemente alla ribalta nel mese di settembre perché andò a fuoco appena sceso l’ultimo dei suoi passeggeri alla stazione di Como San Giovanni. Infine si prevede anche di intervenire sui manufatti adibiti a stazioni al fine di migliorare il loro stato anche se, su questo punto, va detto che notevoli passi avanti sono stati fatti in molte località (Casletto Rogeno, Merone, Cantù) negli ultimi anni.

ComoinTreno lancia il concorso di ferromodellismo dedicato ad “Alessandro Civelli”, per quarant’anni dipendente della Rivarossi. Elaborati in mostra durante “Como Città dei balocchi 2015”

Alessandro Civelli al lavoroPur vivendo nell’epoca della tecnologia e dei giochi video, che quasi ormai monopolizzano l’attenzione delle giovani generazioni, sono però ancora numerosi gli amanti del  ferromodellismo. Piccoli o grandi artigiani che riescono a creare non semplici plastici, bensì autentiche opere d’arte grazie alla passione di quelli che popolarmente vengono definiti “trenini” e che invece sono autentici gioielli frutto della loro passione e della loro abnegazione perché spesso costruiti in prima persona riproducendo colori, caratteristiche, e magari anche difetti, di locomotori o convogli che viaggiano, o viaggiavano, sulle nostre strade ferrate. Modellini che raggiungono anche quotazioni impensabili e magari inconcepibili per un profano dell’argomento. Proprio per ricordare un grande appassionato di ferromodellismo, attività che ha anche caratterizzato la sua vita professionale quale dipendente dell’azienda comasca Rivarossi, l’associazione COMOinTRENO ha organizzato la prima edizione del  concorso di modellismo “Alessandro Civelli” inserito all’interno della manifestazione “Como città dei Balocchi – il Trenino dei Balocchi”. «L’auspicato successo della nostra iniziativa potrebbe portare nel tempo ad ampliarne la portata anche ad altre specialità (aeronautico, navale, etc.) e a confermarne la periodicità annuale» sottolinea in proposito il presidente di ComoinTreno, Roberto Ghioldi . Alessandro Civelli, originario del cuneese, è scomparso la scorsa primavera ed a livello professionale ha trascorso ben quarant’anni nella ditta che aveva sede a Sagnino. Singolare, come amava raccontare, il suo primo incontro con il mondo del modellismo ferroviario, avvenuto quando da ragazzo si era trovato ad ammirare alcune realizzazioni esposte nella vetrina di un distributore di carburanti. Erano modelli (locomotive ferroviarie in miniatura, semafori ad ala, un casello con passaggio a livello, una stazione) prodotte dalla Rivarossi che di lì a poco, anche in seguito al trasferimento con la sua famiglia dal Piemonte a Como, divenne parte integrante della sua vita lavorativa.

Il concorso a lui dedicato prevede tre categorie (under 16, over 16 e diorama), che si differenziato per l’età dei partecipante e per gli elaborati da presentare. «L’iscrizione è gratuita ed i premi per i vincitori saranno alcuni modelli in scala» prosegue Ghioldi che in proposito lancia un appello: mi sento di invitare il pubblico e tutti i modellisti a visitare la mostra ma  soprattutto a partecipare al concorso ». Il termine per le iscrizioni al concorso è  infatti fissato per lunedì 30 novembre p.v. mentre la  mostra dei modelli selezionati si terrà il 19 e 20 dicembre presso la sala superiore del Broletto. La premiazione dell’opera vincitrice avverrà domenica 20 dicembre. Per maggiori sulle caratteristiche proprie delle diverse categorie del concorso e dei lavori richiesti si può consultare le pagine dedicate del sito dell’associazione Como in Treno ovvero www.comointreno.it.

Diario di Guerra (1915-1918) Lenin e Trotzkij

Il trattato di pace fra Germania e Russia viene firmato a Brest-Litovsk. Le condizioni poste dai vincitori sono molto dure e i comunisti che hanno preso il potere dopo la caduta del governo seguito all’abdicazione dello Zar, esitano ad accettarle. Si profilano due correnti. Una è guidata da Lenin, che vuole concludere subito per non far correre rischi alla rivoluzione bolscevica: quanto più presto si arriverà alla pace, ammonisce, tanto meglio si potrà provvedere ai problemi interni. La tesi contraria è sostenuta da Trotzkij, secondo cui il malcontento in Russia per le condizioni di resa si sarebbe ripercosso anche sul potere comunista. Continua a leggere

Diario di Guerra (1915-1918), XXVI settimana, eventi dal 14 al 20 novembre 1915

Onore a questo esercito mirabile che tiene così alto il prestigio del nome d’Italia!”. Questo è il sentimento diffuso a metà del mese di novembre del 1915 quando non è ancora placata l’eco della conquista del Col di Lana definito “chiave di dominio per la valle di Livinallongo”. Il bollettini riportano come “le nostre instancabili truppe in un irruente contrattacco hanno espugnato il monte Sief ed hanno superato la cortina fra il Sief ed il Setsass. Di meraviglia in meraviglia gli austriaci si sono illusi che i conquistatori dell’aspra vetta fossero stanchi della lotta. Si trovarono invece pronti alla risposta e ad un nuovo balzo innanzi!”. Intanto sui mari si registra “il più grande delitto dell’Austria, maestra in ribalderie, e che ha suscitato nel mondo un grido di indignazione e disgusto per questo vigliacco assassinio premeditato. Il nostro transatlantico ‘Ancona’ era partito da Napoli per Nuova York e navigava nel Mediterraneo tra la Sardegna e la Tunisia quando fu cannoneggiato e silurato da un sottomarino austriaco che arrivò perfino a tirare cannonate sulle scialuppe che portavano i poveri naufraghi in salvo”.

Ed a Cernobbio…

Sono rari gli esempi di propaganda civile della guerra, almeno fino a dopo il disastro di Caporetto. A Cernobbio, però, si annovera un moderno tentativo di far sentire tutta la popolazione interessata dalle vicende del conflitto che deve essere vinto anche dai “soldati del formidabile esercito civile! Si può ripetere oggi – si legge nel nostro paese in un articolo di fondo del settimanale l’Araldo del 13 novembre 1915 – quel che si diceva allo scoppio delle nostre ostilità con la secolare nemica: cioè che non si vince soltanto sui campi di battaglia ma anche dietro le file dei combattenti (…). In qual modo si vince la guerra lontani dal fronte noi lo ripetiamo oggi: con tenacia e pazienza elevate fino al sacrificio,e, ove occorra, fino all’eroismo (…). Non basta a parole dimostrare tenacia, spirito di sacrifico e di amor nazionale: bisogna – specialmente gli umili, le famiglie dei soldati, i soldati stessi, nulla abbiano a soffrire dall’attuale stato di cose. Non bisogna essere tirchi; non bisogna fare orecchio da mercante quando si riceve un nuovo appello del Comitato Pro Famiglia dei richiamati o Pro Indumenti di lana, ecco cosa devono fare i nostri ricchi, i benestanti, tutte quelle persone che hanno mezzi di vivere lautamente e non hanno figli al fronte. E bisogna essere sereni e disciplinati. Anche la propaganda della disciplina è necessaria, molto necessaria. La disciplina è pazienza. Dobbiamo saper attendere e tenere intanto ciascuno il nostro posto, umile od alto, che ci è stato assegnato. Dobbiamo far sentire al Governo ed al Comando Supremo che l’esercito civile è nelle loro mani un istrumento saldo, compatto, sicuro, di cui possono servirsi senza preoccupazioni, da cui possono attendersi la più sicura collaborazione alle spalle, mentre la faccia è rivolta verso il nemico. E’ soltanto così che si vince lontani dal fronte…”