Diario di Guerra (1915-1918) Il crollo della Russia Zarista

Anticipiamo i tempi rispetto al nostro Diario che, ovviamente, ripercorre gli eventi del 1915, ovvero a Cento anni esatti. Nel nostro rievocare, infatti, tutto il conflitto dal 1916 passiamo invece al 1917. Per la precisione alla primavera quando un vagone con vagoni piombati attraversa la Germania, diretto in Russia. E’ partito dalla Svizzera; il massimo segreto circonda i suoi occupanti. Sono i servizi di spionaggio tedeschi che hanno avuto l’idea. Fin dal 1915 sono in contatto con un agitatore russo che abita in Svizzera. Un uomo di piccola statura, dimesso, con gli occhi da etnia mongola, che si chiama Vladimir Ilijc Uljianov. Chi è nemico dello Zar, si pensa a Berlino, è amico della Germania. Così il ministero degli esteri consente di prendere contatto con questo emigrato dall’aria inoffensiva, che si proclama comunista e progetta la rivoluzione.

Anche il 1917 è un anno sanguinoso. Alla fine del 1916, abbattuta la Romania, il Kaiser ha proposto agli anglo-francesi di discutere su un trattato di pace. Entrambe le parti si mostrano  diffidenti e pongono condizioni gravose; il tentativo fallisce. I tedeschi reagiscono con la tecnica della “terra bruciata”, devastando paesi e coltivazioni in una vasta zona dalla quale si ritirano per attestarsi su posizioni meglio difese. Quando gli alleati attaccano, le mitragliatrici nemiche fanno stragi. Il morale dei soldati francesi è in ribasso; gli uomini non sopportano più di essere lanciati contro le munitissime trincee tedesche, dalle quali vengono ogni volta respinti con perdite enormi. Nei primi mesi del ’17 molti reparti si ammutinano. E’ un crisi temporanea che verrà sanata con la nomina di un esperto generale, Pétain: un nome esaltato che sarà poi esecrato 25 anni dopo quando diventerà il simbolo dell’intesa tra i francesi sconfitti ed i nazisti vincitori in Francia nel 1940. L’episodio fa capire ai tedeschi quanto sia importante in guerra la questione psicologica. E viene, dunque, il turno del piccolo russo esiliato in Svizzera…Uljianov, detto Lenin.

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