La strage dei greci

Troy31Per la prima volta in nove anni di assedio si combatte lontano dalle mura di Troia. Sono i greci che corrono stavolta il maggior rischio. Fino a quel giorno sapevano che, anche in caso di sconfitta, potevano salvarsi riprendendo il mare. Ma se adesso i troiani riusciranno a dar fuoco alle navi, nemmeno la soluzione della fuga, seppur vergognosa per dei guerrieri, sarà possibile. I due eserciti si fronteggiano davanti alla fossa che protegge il muro eretto a sua volta a riparo della flotta: un sistema di difesa che gli dei distruggeranno alla fine della guerra, scatenandogli contro i fiumi in piena, ma che ancora resiste. I troiani combattono sui carri, i loro cavalli hanno paura di calarsi nelle erte pareti della fossa, fitta di pali aguzzi. Un saggio troiano, Polidamante, i cui discorsi sono sempre sensati ma spesso infastidiscono il prode Ettore, che vi intravede una critica, giudica preferibile battersi a piedi. Ettore accetta. Solo Asio, coraggioso e imprudente, segue l’istinto e si butta nella fossa brandendo la lancia dall’alto del suo carro. In quell’attimo un presagio sinistro per i troiani: un’aquila in volo lascia cadere tra le loro fila un serpente che teneva nel rostro. Polidamante, spaventato, insiste perché ci si allontani dalle navi; ma Ettore lo tratta da vigliacco e trascina i suoi allo scontro.

Dall’alto delle torri piovono frecce e macigni. Due fortissimi troiani, Serpendonte e Glauco, stanno per forzare le difese. Interviene il possente Aiace Telamonio, con l’arciere Teucro. Il terreno è pieno di morti, ma le sorti sono ancora indecise quando Ettore in persona, sollevando sopra la testa un macigno che due uomini normali avrebbero appena potuto spostare, lo scaglia infrangendo una porta. Feroce e sfolgorante nella sua armatura di rame, Ettore, è un’apparizione spaventosa per i greci che fuggono urlando verso le navi.

Sull’Olimpo intanto gli dei favorevoli ai greci non osano ribellarsi al sommo Zeus che protegge i troiani. L’unico ad agire è Poseidone che riempie di ardimento i due Aiaci, Telamonio ed Oileo, insieme alle loro truppe. Scudo appoggiato allo scudo, lancia vicina alla lancia, i due eserciti vengono allo scontro. Cadono braccia e teste, schizzano occhi dal capo, il sangue copre la terra. Fa prodigi l’anziani Idomeneo, eroe greco che trafigge Asio, il troiano sceso per primo nella fossa con i suoi cavalli, ma deve poi ritirarsi davanti ad Enea. Abbatte nemici Menelao, i due Aiaci piantati insieme come querce reggono l’urto nemico. I troiani sarebbero prossimi ad indietreggiare se ancora una volta Polidamante non desse ad Ettore un altro consiglio: meglio farsi più indietro e decidere in un secondo momento, valutando freddamente la situazione, se sferrare l’attacco decisivo alle navi oppure rientrare senza danno in città.

In un’altra parte del campo greco, dove ancora non è cominciata la battaglia, Agamennone si dispera. Ormai, dice, non resta che fuggire in mare. Che razza di capo sei, gli risponde Ulisse; ed è contrario anche Diomede. Siamo tutti coperti di ferite, osserva; però possiamo tornare nella mischia senza batterci di persona, e incoraggiando invece i nostri uomini. Così fanno, sempre ispirati da Poseidone al quale si unisce, per ingannare Zeus, anche la bella dea Giunone. Questa indossa i suoi abiti migliori, si profuma e si adorna, chiede perfino l’assistenza di Afrodite, amica dei troiani: la renda la dea dell’amore così incantevole che Zeus non possa resisterle. Afrodite non sa a cosa mira Giunone, e la aiuta con i suoi doni. L’astuta protettrice dei greci si fa poi accompagnare dal divino Ippo, che dà il sonno: progetta di appartarsi con Zeus che poi cadrà addormentato. Così avviene. Poseidone, senza più timore del padre degli dei sprofondato nel sonno, convince i greci ad attaccare. Aiace prima scaglia l’asta contro Ettore, poi lo abbatte con un enorme sasso; l’eroe troiano sputa sangue e non riesce ad alzarsi. Si batte con furore il saggio Polidamante, ma ormai le sorti stanno cambiando. Guidano la riscossa ellenica i due Aiaci: il Telamonio forte come un leone, l’Oileo più veloce di tutti, capace di raggiungere ogni nemico in fuga.

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