Quando i treni raggiungevano le sponde del Lario. In una pubblicazione la storia della locomotiva “dei giardinetti di Como” e dello scalo a lago

851-186 CopPer tanti anni poteva essere ammirata nelle vicinanze dello zoo di Como. Poi è stata spostata all’angolo tra via Cavallotti e viale Fratelli Rosselli. Infine da anni si trova presso i vicini giardini a lago in un’aiuola di viale Filippo Corridoni e qualche anno fa è stata soggetta ad un importante intervento di restauro. Il soggetto di questo nostro breve escursus urbano non è un monumento. O meglio non lo era in origine. Era una locomotiva funzionante: modello 851, numero di serie 186. A Como divenne famosa perché era il locomotore utilizzato nello scalo ferroviario delle ferrovie che collegava la stazione di Como San Giovanni ai giardini a lago. A questa storica locomotiva come detto da tempo posizionata ai giardinetti e che vanta la veneranda età di 106 anni essendo stata costruita nel 1909 dall’Officina Costruzioni Meccaniche di Saronno e che poteva funzionare sia a carbone che a nafta, alcuni instancabili soci dell’associazione “Como in Treno” hanno dedicato una pubblicazione che ripercorre non solo la storia di questo modello bensì anche dello scalo ferroviario a lago. Bisogna infatti sapere che fino all’arrivo degli anni ’60 le merci venivano trasportate ancora su chiatte via lago ed i carichi (per lo più materiali ferrosi nonché combustibili destinati alle acciaierie di Dongo) raggiungevano il molo per il loro carico e scarico dove era posizionata una gru. Stiamo parlando di manufatti ubicati dove dal 1983 si trova il Monumento alla Resistenza Europea. Per raggiungere le sponde del lago i convogli percorrevano un lungo viadotto a semicerchio che, partendo dai binari della linea ferroviaria Como-Chiasso, passavano sopra il Borgo Vico (dove oggi rimane visibile un ultimo tratto del viadotto), e  degradavano dolcemente fino a viale Recchi (che veniva momentaneamente chiuso al traffico veicolare con una catenella posizionata da agenti di polizia locale in occasione del loro transito) per poi raggiungere lo scalo. La locomotiva modello 851 era dunque adibita a trainare i carri che contenevano la la merce da caricare sulle chiatte che poi avrebbero raggiunto l’alto lago. E’ anche vero che i libri di storia cittadina raccontano come ci furono anche autentici treni adibiti al trasporto di persone che percorsero questo storico tragitto. Come nel 1899 quando il re Umberto I arrivò in treno direttamente ai giardini a lago in occasione dell’Esposizione voltiana che era in corso nello spazio attualmente occupato dallo stadio Giuseppe Sinigaglia. Proprio questa costruzione è legata, in parte, al vecchio sistema di trasporto delle merci tra Como e Dongo. I substrati su cui è stato realizzato lo stadio cittadini, infatti, altro non sono che il risultato dei sedimenti di terra accumulatisi nel corso anni dalle chiatte in arrivo da Dongo. Un terreno ricco di materiali ferrosi qualche tempo indicato come una delle possibili cause che vedrebbero appunto il tappeto erboso dell’impianto comasco come uno dei più a rischio per la salute dei calciatori vista la frequenza con cui sono stati colpiti da SLA, atleti che hanno vestito la casacca del Como. Va però ribadito che queste sono sempre state indicate come supposizioni in quanto nulla è mai stato effettivamente provato. Ma torniamo ad occuparci dello scalo a lago. Questo rimase attivo fino al completamento del cosiddetto “miracolo economico italiano”. Con gli anni ’60, infatti, il viadotto e lo scalo vennero prima chiusi e poi smantellati, con la sola eccezione di qualche tratto che oggi, seppur piuttosto degradato, rimane muto testimone di un passato che non c’è più. L’opuscolo “851-186: la leggendaria loCOMOtiva dei giardinetti a lago” è stato realizzato da Roberto Ghioldi, presidente dell’associazione Como in Treno; da Salvo Bordonaro, non solo docente ma appassionato a 360° di tutto ciò che riguarda il mondo ferroviario ed il ferromodellismo, e Bruno Pizzolante, ed è edito dalle Edizioni Tecnografica di Lomazzo. La pubblicazione è stata messa in vendita per la prima volta in occasione de il “Trenino dei balocchi”, iniziativa che ha animato tre fine settimana al Broletto della XXII edizione della “Città dei Balocchi”, e può comunque essere richiesta all’associazione visitando il sito internet www.comointreno.it. Il prezzo della pubblicazione è di Euro 5.

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Diario di Guerra (1915-1918)…il Natale 1915

natale1915E’ Natale ma parafrasando un popolare detto del periodo “niente di nuovo” ma non solo sul fronte Occidentale bensì su tutti gli scacchieri della guerra dove si muore quasi senza motivo. Dalle parole, comunque, traspare un velo di tristezza nel riportare righe che settimana dopo settimana sembrano sempre le stesse: “Poco o nulla la cronaca della guerra ha da dire da parte nostra, tranne i soliti attacchi e contrattacchi a posizioni e trincee che finiscono sempre con la vittoria nostra e con la conquista delle posizioni nemiche. La spedizione italiana in Albania è stata felicemente compiuta. In Francia, nel Belgio e in Russia nulla di importante tranne anche là i soliti attacchi e contrattacchi. A Salonicco i franco-inglesi si stanno trinceranno onde ben ricevere i tedesco-bulgari-turchi, se vorranno andarli a trovare. Al Caucaso nulla di nuovo ed ai Dardanelli gli inglesi hanno abbandonato qualche posizione di poca importanza. In Mesopotamia nulla di nuovo ed in Egitto continuano i preparativi per ben ricevere gli invasori, se vorranno tentare. Il Montenegro tien testa agli austriaci mirabilmente. Sui mari la flotta russa ha affondato l’incrociatore tedesco ‘Bremen’ con due torpediniere e gli inglesi un sottomarino tedesco nel Mediterraneo. Greci a e Romania sono sempre neutrali”.

A Cernobbio…
Proponiamo il testo del principale articolo dedicato a Cernobbio sul numero di Natale 1915 del settimanale “L’Araldo” per comprendere il clima generale in cui svolse in paese la prima festa sotto le armi:  “Nulla di immutato nella tradizionale festa d’oggi…le campane del Natale squilleranno ancora nella fredda notte, ed il canto eternale di gloria risuonerà in tutto il mondo… ma fuori dal tempo sacro, stride la tempesta, infuria la guerra; lungi dalla mistica quiete del presepio tuona il cannone, scorre il sangue di giovani vite: tra i cruento combattimento si muore forse imprecando… Non cantiamolo il grido solenne della pace in terra mentre scorre il sangue; raccogliamoci e ripetiamolo invece come l’invocazione di un morente che chiede la grazia suprema… Giorno di Natale, festa di famiglia, festa di pace! Ironia delle cose…
Quante povere madri oggi presso il misero desco troveranno un posto segnacolo di lutto e di lacrime; per queste martiri del dolore invochiamo la pace del cuore, la rassegnazione. La Patria ha chiesto il sacrificio di un vostro amore e voi, madre italiane, pregate pei caduti la pace eterna, se pei viventi questa invocazione è un’ironia… Quante povere spose oggi presso una culla verseranno sull’innocente frutto del loro amore tutto lo sfogo delle loro lacrime e del loro dolore, ed alla creatura invocante il nome del padre, la madre cristiana ed italiana, come le antiche madri romane, con sublime forza d’animo, additerà il Cielo!
Natale! Non facciamo gli insulsi e vuoti auguri pragmatici: non è il momento: questa è l’ora solenne della patria, è l’ora di un dolore sublime… Forse mentre le campane suoneranno a festa, tanti nostri fratelli morranno… Come è triste il Natale oggi, come è sconsolante… Solleviamo fidenti e sereni la fronte, in alto i cuori e speriamo…
Speriamo che la bufera passi e sulla patria nostra, sul mondo intero che la malvagia cupidigia di un bruto ha lanciato nel dolore e nel pianto ritorni la pace…
Speriamo che sul Belgio insanguinato e deserto che non avrà neppure i bronzi di annunziare ai credenti la familiare festa, possa ritornare la tranquillità e la libertà del popolo…
Speriamo che sull’Italia nostra sventoli il tricolore vittorioso e superbo, e che al prossimo Natale in altre terre che i fratelli vanno conquistando, suoni nell’idioma di Dante il grido dei secoli pace in terra.
E sia questa oggi per quelli che sono lungi dal rombo del cannone, la festa dell’invocazione della pace, dell’invocazione della concordia… Piccoli innocenti bimbi, forse orfani, chiedetela voi la pace, scongiuratela voi… E’ troppo triste il mondo che vive nel sangue nel dì di Natale!”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Il Comitato di Assistenza Civile ha proceduto alla spedizione dei vaglia di L. 5 ad ognuno dei nostri soldati. Essi hanno già risposto ringraziando. I cernobbiesi in armi ha raggiunto il non indifferente numero di 200 (…). Il Comitato femminile pro-indumenti di lana ai soldati sentitamente ringrazia la gentile signora Contessa Carla Erba Visconti di Modrone che volle generosamente inviare N. 30 paia di calze da spedirsi ai nostri soldati e si augura che altri l’abbiano ad imitare (…)

Diario di Guerra (1915-1918). Eventi verificatisi dal 19 al 24 dicembre 1915

Il secondo Natale di guerra (anche per se l’Italia è il primo) si avvicina ma “su tutto il fronte è un continuo alternarsi di attacchi e di contro attacchi” però “sempre favorevoli ai nostri che vanno conquistando posizioni al nemico, con armi e munizioni, e facendo prigionieri. Velivoli nemici hanno volato su Ancona gettando tre bombe che uccisero due persone e ne ferirono varie”. Nostri reparti di truppe sono intanto sbarcati in Albania. Negli altri campi di battaglia in tutto il continente prende vita il famoso detto ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’ ovvero “nulla di importante tranne i soliti attacchi con esito alternato.  La Serbia è ormai invasa dal nemico e mentre i serbi hanno riparato in Albania, i franco-inglesi stanno ritirandosi a Salonicco che diverrà la loro base d’azione fortificata. Ai Dardanelli, ed in Mesopotamia, nulla di importante e così pur al Caucaso. La Romania è sempre neutrale e la Grecia pure, però ha capito finalmente che l’Intesa non scherzerà ed ha completamente aderito alle sue domande. Gli Stati Uniti d’America indignati per il vile siluramento dell’Ancona da parte degli austriaci, hanno inviato a Vienna un vero ultimatum nel quale, dopo aver definito il siluramento un atto di pirateria barbara e vigliacca, pretendono la punizione dei colpevoli, minacciando in caso contrario la rottura delle relazioni diplomatiche. La forte, terribile Austria si è affrettata a dare soddisfazione che pare non soddisferà troppo. Intanto un po’ dappertuttto si va parlando di pace, ed in Germania, in Austria; e più specialmente in Ungheria sono avvenute dimostrazioni popolari in favore della pace. Naturalmente allo stato attuale delle cose le speranze sono molto flebili”.

 

A Cernobbio…

Il primo inverno di guerra porta con sé le prime privazioni e difficoltà per la popolazione cernobbiese. In ordine di tempo l’emergenza riguarda, in questo mese di dicembre, “la grande penuria di carbone (…) resa ancora più marcata dalle condizioni del porto di Genova e dalla recente serrata (…). Le sue dolorose ripercussioni possono avere conseguenze gravi se non si provvede come il bisogno richiede (…) Il combustibile, indispensabile alla vita di un gran numero di stabilimenti grandi e piccoli non arriva che con grandi stenti ed in quantitativo inadeguato al bisogno fornendo facilmente pretesto agli speculatori per elevare i prezzi fino all’inverosimile”.

Anche questa settimana la tristezza pervade il paese in quanto dai diversi fronti di guerra arrivano la notizia di nuovi soldati caduti al fronte. È il caso di Samuele Fasana, soldato della III Compagnia di Sanità, che spira all’ospedale di Brescia in seguito a malattia contratta al fronte. Era nato il 27 maggio 1894 a Rovenna.

 

La guerra c’è ma la vita continua

Il risultato finanziario del Thè di beneficienza a Cernobbio è stato superiore a quello che poteva prevedersi. Somma incassata dai biglietti distribuiti fra le Signore e Signorine del Patronato  L. 845; versate allo scopo beneficio del Thè di beneficienza dalla signora Ernesta Andina Nessi 5; versate allo stesso scopo dalla Tipografia Cooperativa “A. Bari” 8,50; biglietti venduti alla sede del Comitato 64; id. al giornale La Provincia 32; id. alla Pro Como 72; id. all’ingresso del Casino 224; id. da altre gentili persone 5 – Incasso totale L. 1.306,50. Spese (servizio thè, rimborso viaggi, fiori, stampa, carrozza, posta, ecc.) L. 327,25 – Ricavo netto L. 979,25.

Questa somma sarà oggi stesso versata alla Cassa del Comitato generale di Assistenza Civile perché sia destinata alla Sezione cui è affidat ala cura dell’infanzia. La sezione di propaganda del Comitato, ancora una volta, esprime il suo grato animo a tutti quanti hanno contribuito all’esito artistico e finanziario della riunione di domenica scorsa”.

Diario di Guerra – XXX Settimana, eventi dal 12 al 18 dicembre 1915

L’offensiva nostra continua ininterrottamente a fugare il nemico dalle posizioni che tiene ancora attorno a Gorizia e sul Carso. Trincee importanti vengono espugnate e centinaia di prigionieri con armi e munizioni vengono catturati. Alla Camera il Ministro degli Esteri ha annunciato che l’Italia ha firmato il patto di Londra impegnandosi di non fare una pace separata col nemico. Ha anche dichiarato che l’Italia aiuterà in quanto può la Serbia ormai tutta invasa dagli austro-bulgaro-tedeschi. In Francia, in Belgio, in Polonia, in Volinia ed in Galizia continuano scontri ma di poca importanza e quasi sempre favorevoli agli alleati nostri. Si dice che i tedeschi intedono iniziare una nuova grande offensiva in Francia prima ed in Russia poi, per avere le mani libere di togliere l’Egitto all’Inghilterra, ma forse il piano è troppo audace. Vedremo. In Mesopotamia gli Inglesi hanno battuto i Turchi ed ai Dardanelli e nel Caucaso nulla di importante. Grecia e Romania sono sempre neutrali ed a parole si dichiarano favorevoli alla Quadruplice, coi fatti cercano di fare quanto possono i loro interessi”.

 

A Cernobbio…

La carità è merce rara certo non nelle parole e nelle intenzioni ma soprattutto nei fatti oggi come cento anni fa. Di fronte alle situazioni problematiche, infatti, le intenzioni sono una cosa, le azioni concrete raggiungono ben altri risultati. E’ il caso dell’iniziativa per la rinuncia del dono natalizio in favore dei soldati lanciata a Cernobbio che si scontra con “l’impossibile attuazione essendo che porterebbe a complicazioni che non si erano previste, causate dal fatto che non tutta la clientela dei nostri esercenti è di Cernobbio. Non per questo però venne scartata l’idea del dono di Natale ai soldati ed il Comitato in una sua seduta di giovedì sera ha deliberato di iniziare una pubblica sottoscrizione Pro-dono di Natale ai soldati che sarà inviato a tutti indistintamente i soldati del paese. Una commissione (…) visiterà ogni famiglia e ritirerà le offerte per lo scopo così bello e patriottico. Non dubitiamo che i cernobbiesi i quali avevano accolta l’idea di rinunciare al dono di Natale a favore dei soldati, accoglieranno con entusiasmo la Commissione ed offriranno la loro quota con larghezza onde dimostrare ai nostri combattenti che il paese nativo non li dimentica mai, e sa apprezzare le valorose gesta che vanno compiendo”.

Nel frattempo “il Comitato Femminile Pro-Lana sentitamente ringrazia l’egregio signor Carlo Mira che con patriottico pensiero gli fornì due chilogrammi di lana da convertire in tanti indumenti per i soldati e si augura che altri seguano l’esempio nobilissimo”.

 

La guerra c’è ma la vita continua…

“Lunedì sera (14 dicembre ndr) per un guasto alla linea conduttrice, la luce elettrica si è spenta verso le ore 18 lasciando il paese nel buio più pesto. Chi era fornito d’impianto a gas si servì di quello, ma nella maggior parte dei negozi e nelle case comparvero candele e le vecchie lampade a petrolio”.

Diario di Guerra (1915-1918). XXIX settimana – 5/11 dicembre 1915

Con la prima settimana di dicembre i bollettini rilevano come “Continua accanita la lotta sul Carso e per la conquista di Gorizia che gli austriaci difendono strenuamente, ed i nostri valorosi vanno strappando loro ogni giorno trincee e posizioni importanti, facendo numerosi prigionieri e rilevante bottino di armi e munizioni. Nel Tirolo e nel Trentino pur sono continui gli attacchi, ed i contrattacchi, ma ovunque gli austriaci hanno la peggio e devono ritirarsi”. Qualche considerazione anche sugli altri fronti di guerra: “In Francia e nel Belgio continua la lotta accanita, con esito alternato. In Polonia, in Volinia ed in Galizia i russi non lasciano tregua agli austro-tedeschi che si trovano a mal partito ed hanno dovuto abbandonare importanti posizioni. Molti furono i prigionieri fatti e tra essi due generali dello Stato Maggiore. In Serbia il valoroso esercito serbo ha dovuto ritirarsi sui monti non avendo potuto tener fronte agli austro-bulgaro-turco-tedeschi che lo incalzavano da ogni parte. La partita però non è finita e gli anglo-francesi accorsi in soccorso dei Serbi da Salonicco sperano di poter arrivare in tempo a dar del filo da torcere ai nemici. Ai Dardanelli nulla di nuovo e così pure nel Caucaso. In Mesopotamia gli inglesi hanno dato un colpo buono ai turchi ed ora sono poco distanti da Bagdad. Sui mari nulla di importante. La Romania è sempre neutrale e la Grecia anche ma la quadruplice Intesa non troppo rassicurata dal suo modo d’agire, malgrado le ultime assicurazioni date, le ha inviato un’altra nota incitandola ad uscire una buona volta dalle tergiversazioni, ed a dire da qual parte intende pendere. Vedremo come andrà a finire”.

 

Ed a Cernobbio…

Di tutti i soldati caduti a Cernobbio ci si prodiga immediatamente per perpetuarne il ricordo e non mancano vistosi articoli che raccontano le gesta e la morte dei giovani sfortunati. Scoramento e dolore traspaiono dalle memorie, in questo caso del marinaio Paolo Dotti, uno dei pochi cernobbiesi caduto non sui monti o sul Carso bensì nel mare Adriatico: “Lunedì sera è morto il marinaio Paolo Dotti che era fuochista scelto a bordo della “Garibaldi” quando fu silurata. Buttatosi in acqua, s’attaccava ad un salvagente e veniva raccolto da una torpediniera che lo portò a Taranto dopo parecchie ore. Venne mandato in paese perché si ristabilisse meglio; invece andò sempre peggiorando fin che lunedì ha cessato di vivere. Aveva 23 anni ed aveva partecipato alla campagna di Libia a bordo della Benedetto Brin”. Le notizie e il cordoglio non sono però circoscritti ai soli soldati degli ancora tre Comuni alle falde del Bisbino bensì si pensa anche ai villeggianti. Ad esempio: “Giorno sono sul Carso immolava eroicamente la vita il Sottotenente volontario dei Bersaglieri, Renzo Soragna, figlio del Sig. Soragna affezionato villeggiante del nostro paese e fratello delle Sig.ne che tanto operano sempre nelle opere locali di beneficenza”.

Tra altri argomenti che tengono “banco” in paese la proposta del sacrificio del dono natalizio a favore dei soldati che “ha ottenuto unanime approvazione perché in questa settimana abbiamo ricevuto un numero grandissimo di adesioni e di felicitazioni che ci incitano validamente a sostenere una iniziativa tanto bella e patriottica (…) e non solo il panettone bisogna rinunciare quest’anno, a favore dei soldati, ma tutti i regali natalizi e di capo d’anno in genere (…). Il Comitato di Assistenza Civile ha accolto all’unanimità la proposta ed ha nominato una Commissione perché si rechi dagli esercenti e raccolga l’adesione e la dichiarazione dell’eventuale offerta che vorranno fare al Comitato in sostituzione del dono natalizio ai loro clienti”.

 

La guerra c’è ma la vita continua…

Dicembre: cento anni fa come oggi entra in vigore il nuovo orario dei trasporti pubblici, in questo caso ci occupiamo della navigazione Lariana che col 4 dicembre introduce la tempistica invernale. “Partenze da Como per Colico ore 6 (corsa diretta che tocca Cernobbio, Torno, Nesso, Argegno, Sala, Lezzeno, Lenno e tutte le altre stazioni superiori arrivando a Colico alle 10.48); ore 9.50 con approdo a tutte le stazioni. Arrivo a Colico ore 14.55; ore 16.10, arrivo a Colico 21.46; ore 17.20 (diretta) fino a Menaggio in corrispondenza con la corsa delle 16.10 per Colico.“