Diario di Guerra (1915-1918)…il Natale 1915

natale1915E’ Natale ma parafrasando un popolare detto del periodo “niente di nuovo” ma non solo sul fronte Occidentale bensì su tutti gli scacchieri della guerra dove si muore quasi senza motivo. Dalle parole, comunque, traspare un velo di tristezza nel riportare righe che settimana dopo settimana sembrano sempre le stesse: “Poco o nulla la cronaca della guerra ha da dire da parte nostra, tranne i soliti attacchi e contrattacchi a posizioni e trincee che finiscono sempre con la vittoria nostra e con la conquista delle posizioni nemiche. La spedizione italiana in Albania è stata felicemente compiuta. In Francia, nel Belgio e in Russia nulla di importante tranne anche là i soliti attacchi e contrattacchi. A Salonicco i franco-inglesi si stanno trinceranno onde ben ricevere i tedesco-bulgari-turchi, se vorranno andarli a trovare. Al Caucaso nulla di nuovo ed ai Dardanelli gli inglesi hanno abbandonato qualche posizione di poca importanza. In Mesopotamia nulla di nuovo ed in Egitto continuano i preparativi per ben ricevere gli invasori, se vorranno tentare. Il Montenegro tien testa agli austriaci mirabilmente. Sui mari la flotta russa ha affondato l’incrociatore tedesco ‘Bremen’ con due torpediniere e gli inglesi un sottomarino tedesco nel Mediterraneo. Greci a e Romania sono sempre neutrali”.

A Cernobbio…
Proponiamo il testo del principale articolo dedicato a Cernobbio sul numero di Natale 1915 del settimanale “L’Araldo” per comprendere il clima generale in cui svolse in paese la prima festa sotto le armi:  “Nulla di immutato nella tradizionale festa d’oggi…le campane del Natale squilleranno ancora nella fredda notte, ed il canto eternale di gloria risuonerà in tutto il mondo… ma fuori dal tempo sacro, stride la tempesta, infuria la guerra; lungi dalla mistica quiete del presepio tuona il cannone, scorre il sangue di giovani vite: tra i cruento combattimento si muore forse imprecando… Non cantiamolo il grido solenne della pace in terra mentre scorre il sangue; raccogliamoci e ripetiamolo invece come l’invocazione di un morente che chiede la grazia suprema… Giorno di Natale, festa di famiglia, festa di pace! Ironia delle cose…
Quante povere madri oggi presso il misero desco troveranno un posto segnacolo di lutto e di lacrime; per queste martiri del dolore invochiamo la pace del cuore, la rassegnazione. La Patria ha chiesto il sacrificio di un vostro amore e voi, madre italiane, pregate pei caduti la pace eterna, se pei viventi questa invocazione è un’ironia… Quante povere spose oggi presso una culla verseranno sull’innocente frutto del loro amore tutto lo sfogo delle loro lacrime e del loro dolore, ed alla creatura invocante il nome del padre, la madre cristiana ed italiana, come le antiche madri romane, con sublime forza d’animo, additerà il Cielo!
Natale! Non facciamo gli insulsi e vuoti auguri pragmatici: non è il momento: questa è l’ora solenne della patria, è l’ora di un dolore sublime… Forse mentre le campane suoneranno a festa, tanti nostri fratelli morranno… Come è triste il Natale oggi, come è sconsolante… Solleviamo fidenti e sereni la fronte, in alto i cuori e speriamo…
Speriamo che la bufera passi e sulla patria nostra, sul mondo intero che la malvagia cupidigia di un bruto ha lanciato nel dolore e nel pianto ritorni la pace…
Speriamo che sul Belgio insanguinato e deserto che non avrà neppure i bronzi di annunziare ai credenti la familiare festa, possa ritornare la tranquillità e la libertà del popolo…
Speriamo che sull’Italia nostra sventoli il tricolore vittorioso e superbo, e che al prossimo Natale in altre terre che i fratelli vanno conquistando, suoni nell’idioma di Dante il grido dei secoli pace in terra.
E sia questa oggi per quelli che sono lungi dal rombo del cannone, la festa dell’invocazione della pace, dell’invocazione della concordia… Piccoli innocenti bimbi, forse orfani, chiedetela voi la pace, scongiuratela voi… E’ troppo triste il mondo che vive nel sangue nel dì di Natale!”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Il Comitato di Assistenza Civile ha proceduto alla spedizione dei vaglia di L. 5 ad ognuno dei nostri soldati. Essi hanno già risposto ringraziando. I cernobbiesi in armi ha raggiunto il non indifferente numero di 200 (…). Il Comitato femminile pro-indumenti di lana ai soldati sentitamente ringrazia la gentile signora Contessa Carla Erba Visconti di Modrone che volle generosamente inviare N. 30 paia di calze da spedirsi ai nostri soldati e si augura che altri l’abbiano ad imitare (…)

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