Diario di Guerra, XXXV settimana – avvenimenti fino al 22 gennaio 1916

Siamo così entrati nel secondo anno di guerra, il 1916: “Questa settimana iniziando la Cronaca della grande guerra, dobbiamo segnalare uno scontro navale avvenuto nell’Adriatico davanti a Durazzo tra le nostre navi e quelle austriache. Due cacciatorpediniere tra le più veloci e potenti che aveva l’Austria furono affondate, ed un velivolo venne abbattuto. Le nostre navi non riportarono alcun danno e fecero prigioniero l’equipaggio di uno dei cacciatorpediniere affondato, quello dell’altro è annegato. Sul fronte terrestre, gli scontri continuano e le nostre valorose truppe hanno conquistato varie cime che dominano Riva sul lago di Garda. Verso Gorizia conquistarono varie trincee, fecero molti prigionieri”.
Questo per ciò che concerne la guerra “italiana”. Sugli altri fronti in questo primo scorcio di 1916 si registra: “In Galizia ed in Volinia i Russi hanno iniziata l’offensiva ed obbligano gli austro-tedeschi a ritirarsi continuamente. Presto saranno ancora sui Carpazi, su quei Carpazi che per sloggiarli tanto sangue dovettero versare gli austro-tedeschi. In Macedonia gli alleati si fortificano solidamente ed a Salonicco, dopo che un aeroplano tedesco ha volato sulla città gettando bombe sugli accampamenti franco-inglesi, i comandanti militari Serrail e Mahon hanno fatto arrestare i consoli e tutto il personale dei consolati austriaco-germanico, bulgaro e turco. In Mesopotamia e nel Caucaso poche novità e così in Francia e nel Belgio dove continuano leggeri scontri con esito alternato. Sui mari un sottomarino ha silurato il transatlantico inglese ‘Persia’ in viaggio per le Indie, il quale è affondato in pochi secondi travolgendo tutti o quasi i passeggeri tra i quali il Console americano di Aden. E’ un nuovo assassinio compiuto dai tedeschi e vedremo questa volta che tra le vittime v’è un console americano, cosa faranno gli Stati Uniti i quali fino ad ora hanno sempre fatto una figura assai meschina. Grecia e Romani sono ancora neutrali ma presto l’avanzata dei russi in Bucovina li farà decidere. Anche in Polonia i Russi hanno attaccato con successo i Turchi”.

Ed a Cernobbio…
Facciamo un passo indietro…le festività, è vero, sono finite, ma nelle cronache e nelle vicende cernobbiesi non si spegne l’eco del Natale. Ecco la cronaca della celebrazione della S. Messa natalizia al Monte Bisbino che, riportano i giornali, ha avuto “il numeroso concorso di persone”. “Alle 23 circa – si legge – cominciarono a squillare le piccole campane del Santuario: era un suono tenue ma che assumeva un tono maestoso nel silenzio della notte e nell’ora insolita. In questi giorni tanto tristi quelle campane sembrava invocassero pace e tanti cuori si sentivano sollevare da quelle voci dolci che facevano dimenticare dolori e miserie di quaggiù. A mezzanotte padre Stanislao di Seregno celebrava assistito da ben più di quattrocento persone. Al Vangelo pronunciò un elevato discorso in cui ben si confacevano i confronti della giornata del S. Natale, tutta pace, tutto amore, tutta fratellanza, contro tanta guerra, tanto odio, tante inimicizie di Nazioni (…).
L’albergatore sig. Antonio Riva per tale occasione aveva preparato abbondanti cibarie, alloggi e locali ben riscaldati in modo che le persone giunte lassù trovarono qualsiasi comfort. E’ il primo anno che si celebra la S. Messa a Natale e dato il felice risultato per il buon concorso di pubblico, si spera che negli anni venturi sarà mantenuta la buona istituzione. Le piccole campane hanno squillato all’alba di un Natale di guerra. Possano squillare ancora ma all’alba di un Natale di vera pace, in cui gli uomini deposte le armi e accanto ai tradizionali fuochi domestici, ricordino le loro gesta eroiche e al sacro fuoco dell’amore dei loro cari siano estinti tanti odii di popoli”.
L’anno si apre inoltre con i più vivi ringraziamenti del Comitato Lana per i Soldati di Cernobbio “ai gentili oblatori ed in special modo alle operaie delle Tessiture Seriche Bernasconi che raccolsero quasi interamente i fondi occorrenti per il funzionamento di tale istituzione”.

La guerra c’è ma la vita continua
Per cura della Sezione Lariana della Società Lombarda di Pesca e Pescicoltura, giovedì nel nostro bacino e nel bacino del Centro Lago, furono immerse 300.000 anguillette fornite dall’incubatorio nazionale di Roma. Di questo se ne compiaceranno certamente i pescatori i quali potranno tra qualche anno ripescarle”.

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