Diario di Guerra 1915-1918 / 42^ settimana

XLII settimana – avvenimenti fino all’11 marzo 1916

Marzo è arrivato e “su tutti i fronti” si segnala ufficialmente nei Bollettini di Guerra “niente di importante tranne i soliti scontri e le solite scaramucce. Siamo in un periodo di calma, che presto cesserà certamente per far posto ad altro di grande attività dappertutto. L’offensiva dei russi, tanto in Europa che in Asia, continua con successo ed i turchi specialmente hanno avuto una bella batosta. In Adriatico la flotta austriaca ha tentato di agire contro le nostre unità e qualcuna di quelle delle marine alleate ma fu messa in fuga ed ogni tentativo suo reso nullo. Nel mare del Nord i soliti siluramenti e nel mar Nero si registra grande attività della flotta russa la quale non dà tregua né ai turchi né ai bulgari. Grecia e Romani sono sempre neutrali. Gli Stati Uniti hanno inviato una… nuova nota alla Germania ed all’Austria”.

Ed a Cernobbio…
In primo piano ancora la cosiddetta “questione dello zucchero”, bene alimentare i cui prezzi salgono precipitosamente a fronte di una quantità commerciata in decisa diminuzione. In paese, questa settimana, infatti si discorre nelle botteghe del “grido di allarme” lanciato dal Consorzio Italiano delle Cooperative di Consumo circa la mancanza di zucchero ed il fatto “che anche i maggiori grossisti non ne cedono che qualche sacco ed a prezzo enorme (169 lire per quintale. L’Unione Zuccheri dichiara che il fatto è stranissimo e non si può spiegare che supponendo una enorme incetta, un grande immagazzinamento da parte dei grossisti e dei rivenditori ed anche forse di privati che temono di restare sprovvisti (…) quanto ai prezzi, le raffinerie, sino al 7 gennaio scorso fecero pagare 138 lire per quintale; col 7 gennaio il prezzo aumentò di 10 lire, passando a 148 lire. Se così stanno realmente le cose e se vi sono immagazzinamenti per far crescere artificialmente i prezzi, le autorità dovrebbero occuparsene”.
Altro argomento sono le modalità per l’invio dei pacchi ai prigionieri di guerra in Austria: “La Commissione dei Prigionieri di Guerra della Croce Rossa Italiana non interviene in tale servizio che deve effettuarsi direttamente dalle famiglie tramite gli Uffici Postali del Regno anche per evitare perdite di tempo e deterioramenti del pacco. Si prega quindi di astenersi di appoggiare i pacchi postali a detta Commissione. I Comitati di Soccorso istituiti presso i Comitati Regionali della Croce Rossa si occupano solo di confezionare pacchi gratuiti o semigratuiti per quei prigionieri le cui famiglie non fossero in grado di provvedere da loro. Le famiglie bisognose potranno quindi rivolgersi a tali Comitati, tenendo però ben presente che ciascuno di essi si occupa esclusivamente delle persone appartenenti alla loro circoscrizione”.

La guerra c’è ma la vita continua
L’Istituto Provinciale per la Cura degli Scrofolosi poveri ha diramato ai Sindaci ed ai Medici Comunali la seguente circolare: ‘Lo stato di guerra impedisce anche per quest’anno la ripresa della cura marina nel Sanatorio Comasco di Rimini; verranno però effettuate, come in passato, quelle di Salsomaggiore e Climatica in Casasco d’Intelvi. Stante l’enorme rincaro del carbone e quello dei generi alimentari, si dovettero aumentare, per quest’anno, le rate. Qualora le condizioni del paese lo permetteranno in tempo opportuno, verranno riprese le cure dei balneandi al mare”.

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Diario di Guerra 1915-1918 / 41^ settimana

XXXXI settimana – avvenimenti fino al 4 marzo 1916
Poco di importante sui campi di battaglia questa settimana dobbiamo registrare, eccettuate le solite scaramucce, ed i soliti attacchi e contro attacchi, tanto sul nostro che sul fronte degli alleati. Si è avuta invece una incursione di Zeppelin su Parigi, sulla costa inglese e su Salonicco dove gettarono bombe che uccisero innocenti e danneggiarono case (…). Sui mari dobbiamo segnalare una escursione di quattro cacciatorpediniere austriache sulla costa abruzzese che bombardarono senza troppo danno, e la romanzesca avventura del transatlantico inglese “Appam” il quale, mentre lo si credeva perduto, è arrivato in un porto americano battente bandiera tedesca e guidato dall’equipaggio di una nave corsara tedesca che l’aveva fermato in pieno Oceano mentre dall’Africa ritornava in Inghilterra, portando tra l’altro i prigionieri tedeschi fatti dagli inglesi in Camerun. Della faccendo ora dovrà occuparsene la diplomazia americana la quale è sperabile non vorrà (non) sanzionare un vero atto di pirateria. La Grecia e la Romania sono sempre neutrali. In Turchia il principe ereditario si è suicidato ma pochi credono al suicidio, e si è più facili a crederlo un delitto (…)”.

Ed a Cernobbio…
Dopo qualche settimana la morte torna a colpire i soldati cernobbiesi al fronte. Il 16 febbraio spira, per le ferite riportate in combattimento sull’altopiano di Asiago, Abbondio Fasana, soldato del IX Reggimento Bersaglieri, nato il 18 luglio 1889 a Rovenna.
In questi mesi nel nostro Diario di Guerra abbiamo iniziato ad accennare a varie difficoltà di vita quotidiana che incominciano ad essere accusate dalla popolazione. Rincaro di prezzi, contingentamento di alcuni prodotti…il mese di febbraio porta con se preoccupazioni riguardo la distribuzione di zucchero. Se ne discute anche nei Consigli Comunali. Leggiamo: “Da un po’ di tempo ci sono degli spacci di zucchero che si preoccupano vivamente perché la polvere va mancando come i quadretti. I grossisti seguono a consumare le provviste. L’inquietudine si va facendo seria anche sul pubblico, sul quale la deficienza del prodotto finisce per pesare doppiamente: in linea di privazione ed in linea finanziaria. Dobbiamo prepararci a nuove amarezze? Gli zuccherifici, per la deficienza della materia prima, hanno dovuto segnare una produzione inferiore alla normale. Si assicura che si stato prodotto circa un milione di quintali di zucchero in meno in quest’anno. Aggiungendo poi la soppressione del contrabbando di saccarina, trovasi facilmente spiegazione all’attuale crisi (..)”.
Nel frattempo le Amministrazioni Comunali diramano istruzioni per chi vuol corrispondere coi cari prigionieri di guerra: “Tutti coloro che hanno bisogno di corrispondere coi prigionieri di guerra internati in Austria, inviando scritto o danaro o roba, possono per risparmio di tempo e di spese e per maggior sollecitudine e sicurezza di trasmissione e consegna, rivolgersi alla locale Sezione della benemerita Opera Bonomelliana che è ben lieta di poter così concorrere nell’opera patriottica e cristiana a favore dei giovani che ebbero la sventura, combattendo da forti sul campo, di cadere in mano dei nemici”.

La guerra c’è ma la vita continua
Giovedì sera (25 febbraio) all’Albergo Milano convennero numerosi amici del sig. Ercole Baffa di Como che in questi giorni è stato promosso capitano del R. Esercito. Inutile dire che il Sig. Baffa fu festeggiatissimo e che l’egregio Sig. Giuseppe Cerutti, proprietario del Milano, seppe farsi onore e tener alta la buona fama del suo Albergo col preparare un pranzo squisitissimo. Al neo capitano complimenti ed auguri”.
Al cinema popolare: il simpatico ritrovo è sempre affollato ed il numeroso pubblico apprezza le belle cinematografie che vengono rappresentate. Domani (27 febbraio) avremo un programma dei più interessanti e cioè “Roma Antica” (dal vero) ed la fine del film della Mano Nera”.

Diario di guerra 1915-1918 / 40^ settimana

XXXX settimana – avvenimenti fino al 26 febbraio 1916

La cronaca della guerra questa settimana è ricca di avvenimenti importanti: l’occupazione austriaca di Scutari d’Albania, di Andivari, di Dulcigno e di quasi tutto il Montenegro e la grave sconfitta inflitta dai russi ai turchi in Armenia. Sul nostro fronte soliti attacchi e controattacchi. Una offensiva austriaca nella zona di Gorizia fu subito fermata dai nostri. Anche in Francia i Tedeschi hanno tentato l’offensiva ma furono fermati. Per vendetta si organizzarono a bombardare la città e la cattedrale di Nancy. In Belgio nulla di nuovo, ma in Polonia, in Galizia ed in Bucovina i russi avanzano. In Mesopotamia gli inglesi hanno battuto i turchi ed ora minacciano Bagdad. Sui mari nulla di importante. Una squadra giapponese verrà nel Mediterraneo a cooperare alla difesa del canale di Suez. Grecia e Romania sono sempre neutrali ma la Svezia ha fatto capire che è stanca della Germania e che, se sarà il caso, interverrà a fianco della Quadruplice”.

Ed a Cernobbio…
Insieme alle partenze si susseguono a Cernobbio anche i ritorni dal fronte per i periodi di licenza nonché le lettere inviate dai soldati. Questo è il tenore di un testo inviato al settimanale l’Araldo dal fronte dell’Isonzo: “Da due mesi da che mi trovo qui al fronte ti posso dire che la musica del cannone mi è diventata tanto famigliare da distinguere perfettamente la voce dei diversi pezzi, come si trattasse delle campane del mio paese; le peripezie della guerra non mi fanno più sorpresa poiché mi sono abituato e come si usa dire ci ho fatto l’osso. Benché si sia sempre in ansia per le nostre operazioni di avanzata e per le continue sorprese del nemico, pure il buon umore non manca (…)”.
Questo invece il contenuto di un’altra lettera un po’ più amaro: “Di ritorno al fronte dopo i 15 giorni di licenza, mentre ringrazio di tutto cuore le gentili persone che mi furono larghi di premure e di aiuto, devo dirti che non mi sarei creduto di trovare ancora nel nostro Cernobbio iscrizioni tedesche. Invece… E’ doloroso che noi qui ci battiamo, e qualcuno si muore per scacciare il nemico, mentre invece nei nostri posti vi sono ancora esercenti che sui loro negozi espongono iscrizioni tedesche. Non comprendono quei signori di far cosa anti-italiana, e che i primi a ridere di loro, e… di noi saranno gli stessi tedeschi quando a guerra finita ritorneranno a visitare il nostro bel lago e constateranno che noi abbiamo tollerato per tutta la durata della guerra iscrizioni nella loro lingua. Credo che a Berlino ed a Vienna nessuna iscrizione italiana sarebbe tollerata e perciò sarà bene che anche a Cernobbio si tolga uno sconcio che doveva essere stato tolto prima di ora”. Così la redazione dell’Araldo risponde alla missiva: “Chi scrive questa lettera ha perfettamente ragione; purtroppo a Cernobbio fanno ancora bella mostra in pubblico parecchie iscrizioni tedesche, a noi che ben conosciamo i sentimenti patriottici dei vari esercenti i quali le tengono esposte, non dubitiamo che loro stessi saranno i primi a riconoscere l’errore ed a provvedere a farle togliere”.

La guerra c’è ma la vita continua…
In questi giorni è stato ultimato il completo disarmo del piroscafo “Vittoria” che dopo aver solcate le cerulee acque del lago per oltre cinquantasei anni, ora scompare ed il vecchio suo scafo sarà adibito a barcaccia di deposito materiale. Prenderà il suo posto nella flotta lariana un nuovo piroscafo ad elica della portata di 550 passeggeri varato in questi giorni, che porterà il nome di “Bellagio” e che sarà gemello del piroscafo “Milano”. Anche il ferry boat “Spluga” fu completamente trasformato e rimodernato così che sarà adibito al servizio merci”.

Diario di Guerra 1915-1918 / 39^ settimana

XXXIX settimana – avvenimenti fino al 19 febbraio 1916
La cronaca della guerra questa settimana è ricca di avvenimenti importanti: l’occupazione austriaca di Scutari d’Albania, di Antivari, di Dulcigno e di quasi tutto il Montenegro, e la grave sconfitta inflitta dai russi ai turchi in Armenia. Sul nostro fronte: soliti attacchi e contro attacchi. Una offensiva austriaca nella zona di Gorizia fu subito fermata dai nostri. Anche in Francia i Tedeschi hanno tentato l’offensiva ma furono fermati. Per vendetta si sbizzarrirono a bombardare la città e la cattedrale di Nancy: effetto della Kultur. In Belgio nulla di nuovo, ma in Polonia, in Galizia ed in Bucovina i russi avanzano. In Mesopotamia gli inglesi hanno battuto i turchi ed ora i russi nell’Armenia, e gli inglesi in Mesopotamia minacciano Bagdad. Sui mari nulla di importante. Una squadra giapponese verrà nel Mediterraneo a cooperare alla difesa del canale di Suez. Grecia e Romania sono sempre neutrali, ma la Svezia ha fatto capire che è stanca della Germania, e che se sarà il caso, interverrà a fianco della Quadruplice.

Ed a Cernobbio…
La guerra continua ad influire sulla vita quotidiana della popolazione cernobbiese. Il 1916, oltre ai rincari che abbiamo già visto, porta con sé anche l’aumento del prezzo del latte che “non è accolto dalla popolazione con cui è abituata accogliere i contadini aumenti dei generi di prima necessità. Molti in segno di protesta hanno risposto all’aumento col sospendere totalmente l’uso del latte ed altri riducendo a più modeste proporzioni”.
Lo slancio della propaganda per sostenere i costi di guerra, nonostante le difficoltà, è comunque più vivo che mai ed al fine di promuovere le attività nonché “di far conoscere l’utilità del concorrere alla sottoscrizione” è organizzata nel salone del Circolo Sportivo Savoia una pubblica conferenza del “nostro rappresentante Mandamentale Rag. Giuseppe Ferrari e l’assessore Comunale cav. Rag. Giuseppe Cattaneo. A questo proposito il Comitato di propaganda per il Prestito, ha pubblicato il seguente nobile manifesto: “Cittadini! Per iniziativa del Comitato Esecutivo per la propaganda a favore della sottoscrizione al Prestito Nazionale il Cav. Rag. Giuseppe Cattaneo ed il Rag. Giuseppe Ferrari terranno domenica 23 corr. alle 13.30 una pubblica conferenza a Cernobbio nel salone del Circolo Savoia gentilmente concesso. Accorrete numerosi a sorreggere  colla presenza e coll’opera Vostra una iniziativa destinata a favorire i mezzi per il trionfo delle armi italiane nell’immane conflitto dal quale l’Italia nostre trarrà la garanzia solenne per un’era nuova di pace duratura e di giustizia!

La guerra c’è ma la vita continua…
Al Cinema Popolare domani andrà in scena uno dei programmi più interessanti. Verrà infatti rappresentato “L’angelo della morte”, dramma emozionante sulla guerra a lungo metraggio seguito da una Comica e preceduto da un film. Occorre dire ai cernobbiesi di recarsi al Cinema? Crediamo di no, perché questo programma basterà ad incuriosire anche i più restii. Le rappresentazioni sono alle ore 17.00 ed alle ore 20.00 e i prezzi sono i consueti.

Recuperiamo anche il Diario di guerra…

XXXVIII settimana – avvenimenti fino al 12 febbraio 1916

Tra la fine di gennaio e l’inizio del mese di febbraio “due colpi di scena sono venuti a portare motivo di discussioni varie nelle cronache della guerra. Il Montenegro ha capitolato e chiesto la pace all’Austria poi, date le condizioni pessime imposte, ha rotte le trattative ed ha ripreso la lotta. Sul nostro fronte continua è la vigilanza e parecchi tentativi di offensiva austriaca furono prontamente respinti. Cinque aeroplani austriaci volarono e buttarono bombe su Ancona, ma uno fu abbattuto mentre invece nostri aeroplani che volarono e gettarono bombe su Lubiana, sede dello Stato Maggiore austriaco, ritornarono incolumi”. Nel resto dell’Europa si segnala come “In Francia e nel Belgio” proseguono “i soliti scontri legeri con esito alternato. In Russia invece la lotta è accanita e l’offensiva russa continua così che presto avremo delle grandi novità da segnalare. Nel Caucaso i Turchi hanno perduto oltre 100 chilometri di fronte dopo una grave sconfitta da parte dei russi; in Mesopotamia anche da parte degli inglesi. Sui mari un avviso Germanico fu silurato dagli inglesi. Grecia e Romania sono sempre neutrali. A Salonicco ed in Albania nulla di nuovo”.
Ed a Cernobbio…

Il mese di febbraio si apre con nuove notizie di caduti al fronte. Il 24 gennaio 1916 muore  sul Medio Isonzo, per ferite riportate in combattimento, Simone Cetti, sergente del VI battaglione Bersaglieri. Nato il 31 ottobre 1884 a Laglio, Cetti, abitava a Cernobbio. Sarebbe invece arrivata il 16 febbraio la notizia della morte di Abbondio Fasana di Rovenna, scomparso sull’Altopiano di Asiago. Classe 1889, Fasana era soldato del IX Regg. Bersaglieri. Tra le notizie di cronaca locale spicca invece la decisione, in quel di Cernobbio, di modificare il prezzo del pane che “fino ad ulteriore avviso, resta indistintamente stabilito come segue: pane tipo unico (farina 80%) a forma rotonda al Kg. L. 0,50; a forma oblunga in panetelli da mezzo chilogrammo, al Kg. L. 0,54; a forma oblunga in panetelli da un quarto di chilogrammo, al Kg. L. 0,58”. Le disposizioni approvate dalla Giunta municipale cernobbiese fanno prsente come il “Pane Tipo Unico deve essere preparato in forme di peso non superiori ai 500 grammi ciascuna, essere di buona qualità e corrispondere alle esigenze delle vigenti leggi e regolamenti. Ogni prestinaio deve imprimere la propria marca sul pane da esso fabbricato”. Infine viene dato risalto alla notizia della “Gazzetta Ufficiale” che riporta il decreto luogotenenziale col quale vengono chiamati a nuova visita anche i riformati nelle leve delle classi dal 1886 al 1891 residenti nei nostri tre Comuni.
La guerra c’è ma la vita continua…

E’ stata pubblicata la notizia della fabbricazione di un nuovo tipo di sigaro da dieci centesimi che sarebbe stata iniziata presso la Manifattura di Verona. Il prodotto sarebbe stato confezionato con foglia proveniente dalla Manifattura di Firenze. La notizia è vera per quanto riguarda l’inizio di tale fabbricazione ma va rettificata riguardo la provenienza della materia prima. Non è ancora stabilita l’epoca in cui questi sigari saranno lanciati effettivamente sul mercato”.

I protagonisti di Como e Lecco dicono sì all’Area Vasta del Lario

Questa unione territoriale sa’ da fare. Non c’è ne voglia Alessandro Manzoni se, prendendo spunto da un passo dei “Promessi Sposi”, riassumiamo l’opinione delle principali istituzioni locali di Como e Lecco circa la definizione della futura Area Vasta del Lario, ovvero l’ente locale intermedio tra Regione e Provincia previsto dalla riforma istituzionale Del Rio che, appunto, comporterà la cancellazione dalla Costituzione di ogni riferimento alle attuali Amministrazioni Provinciali, realtà sulle quali si è fondato il nostro ordinamento locale soprattutto a partire dall’epoca napoleonica. Qualche settimana fa abbiamo presentato le ipotesi sulle quali, in Regione Lombardia e nel territorio, si sta attualmente discutendo per il ridisegno della nostra area ovvero grande Brianza, cantone dell’Insubria, area vasta del Lario. Approfittando di una recente tavola rotonda, dedicata a questa tematica, abbiamo raccolto le opinioni degli attuali vertici delle Amministrazioni Provinciali e comunali di Como e Lecco su quale dovrebbe essere la migliore definizione di Area Vasta per la nostra realtà. Dai diversi pensieri raccolti emerge come l’auspicio sarebbe quello di un “ritorno al passato” ovvero alla riunificazione dei territori comaschi e lecchesi superando così gli effetti dovuti alla creazione della Provincia di Lecco nel 1995 che ha suddiviso in due parti il lago dando vita a non poche difficoltà di gestione, in particolare del comprensorio lacuale. “L’ipotesi della creazione di un Cantone dell’Insubria non è ottimale per l’ambito lariano – sottolinea Maria Rita Livio, attuale Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Como -. L’istituzione di un’area vasta del Lario è, infatti, una sfida da raccogliere. Ecco perché sono convinta come nella definizione delle suddivisioni future locali, Regione Lombardia debba cercare la massima coordinazione. Basarsi sull’attuale riforma sanitaria come punto di partenza per ridisegno amministrativo non lo reputo una strada percorribile, soprattutto per quanto è previsto per il territorio comasco destinato ad essere suddiviso in più realtà, vanificando così quanto di buono è stato fatto sin dal 1786, anno in cui è nata la provincia di Como che in origine gestiva anche il varesino e la Valtellina, oltre al lecchese. Ritengo che nella riforma delle Aree Vaste occorra quindi basarsi sul principio dell’equità di accesso ai servizi per i cittadini nonché su una maggiore coerenza con gli altri progetti di riforma in corso a livello nazionale ovvero il ridisegno delle Prefetture e delle Camere di commercio”. “Ritengo che, prima a di parlare di confini, sua auspicabile chiarire innanzitutto quali saranno le competenze delle aree vaste – è il pensiero del sindaco di Como Mario Lucini-. Quel che è certo è che l’attuale situazione di “vuoto amministrativo” ha creato una vasta confusione sulla gestione di tanti servizi per i cittadini. Occorre, quindi, mettere un po’ d’ordine, anche se le ragioni che hanno concorso a creare questa situazione sono le più diverse. Solo dopo si potrà parlare di ipotesi territoriali su cui lavorare anche se il punto di partenza deve essere quello di un lago di Como unito”. Ma nel lecchese cosa pensano in proposito? “L’auspicio è quello di superare ogni tentazione di frazionare il lago – ha sottolineato Anna Mazzoleni, assessore comunale e Lecco e consigliere provinciale lecchese -. Occorre, quindi, fare un passo indietro rispetto al passato ovvero ritornare a lavorare insieme. Non è più tempo di particolarismi. Un esempio? La sinergia sulle diverse opportunità turistiche per Como e Lecco. A Lecco abbiamo aderito al brand unico “Lago di Como”. Allo stesso tempo il capoluogo lariano può godere delle opportunità di turismo sportivo tipico delle nostre Prealpi”. Sì all’unione di Lecco con Como ma con un’avvertenza: “Anche insieme, comunque, saremo troppo piccoli – ha puntualizzato Anna Mazzoleni -. Dobbiamo allargare il nostro sguardo, ritengo, al mondo della Brianza monzese, almeno fino alle porte della Città metropolitana di Milano. Se poi possiamo aprirci anche al varesino tanto meglio ma Lecco guarda in primis alla Brianza”. Preoccupazione sul futuro è invece manifestata da Paolo Furgoni, sindaco di Cernobbio: “Credo che se dal comasco non si alzerà al più presto una voce forte, così come per la riforma sanitaria, in Regione Lombardia si sia già deciso cosa aspetta al territorio comasco, ovvero il Cantone dell’Insubria. Logica invece vuole Como e Lecco nuovamente insieme: il più giusto punto di partenza per il futuro del nostro comprensorio”. Infine abbiamo raccolto un pensiero sull’argomento anche da parte dell’On. Mauro Guerra, parlamentare e sindaco della Tremezzina, secondo il quale “è imprescindibile che in questa riforma debba essere salvaguardata l’unità territoriale del lago”.

Generi a Colori

20160301_131246E’ stato presentato nella prestissimo cornice di Villa Bernasconi a Cernobbio “Generi a colori. Proposte formative sulle pari opportunità nei contesti multiculturali dei nostri territori”, un percorso di formazione promosso da diverse Amministrazioni comunali del comasco e che ha ottenuto il sostegno di Regione Lombardia. “Dopo l’esperienza di Lario in rete, ampliando il nostro raggio di azione anche a Cernobbio, è stata preparata questa proposta che contempla tutta una serie di iniziative che coinvolgono diversi partner nei territori dei cinque comuni, teatro operativo del progetto, ovvero Como, Cantù, Fino Mornasco, Olgiate Comasco e Cernobbio – ha sottolineato Silvia Magni, vicesindaco del comune di Como -. Ad esempio l’Università dell’Insubria realizzerà nei prossimi mesi una ricerca sui stereotipi e pregiudizi suoi ruoli maschili e femminili nelle diverse culture straniere prevalenti nel comasco coinvolgendo direttamente gli immigrati attraverso un questionario. La seconda azione sarà invece rappresentata da una serie di proposte anche di intrattenimento che vogliono far riflettere”. Generi a colori trae spunto dal fatto che la popolazione straniera nel territorio provinciale ormai rappresenta l’ 8.2% dei residenti. “La condizione della popolazione straniera nel comasco è profondamente cambiata – ha affermato Eleonora Galli, assessore alla coesione ed integrazione sociale del comune di Cernobbio -. Ecco perché è importante un progetto come questo che ci consente, come amministrazioni pubbliche, di interagire con le diverse associazioni che hanno rapporti con gli stranieri”. Secondo il rapporto Caritas 2014 in Provincia provengono da altre nazioni 49.561 persone, il 50,9% donne, con i quali il Centro Servizi per il Volontariato, altro partner di “Generi a colori”, interagisce da tempo attraverso l’organizzazione di momenti di confronto e condivisione. “Il primo evento che aprirà la serie di proposte aperte a tutti e che vedono in prima fila i diversi comuni partner del progetto, si svolgerà il 10 marzo al teatro San Teodoro di Cantù con la proiezione di 10 cortometraggi sulla cultura magrebina cui seguirà un momento di riflessione – ha rilevato Francesco Pavesi, vicesindaco di Cantù -. Le altre serate saranno ospitate da Fino Mornasco il 31 marzo per mettere sotto osservazione l’est Europa (area di maggior provenienza delle cittadine straniere nel comasco), il 14 aprile ad Olgiate Comasco dedicata al Nord Africa, il 5 e il 20 maggio a Como, in biblioteca, rispettivamente su Asia ed America Latina. “Rispetto e diritti sono al centro delle politiche dei nostri Comuni – è stata la riflessione di Marisa Reghenzani, assessore alla Famiglia del Comune di Fino Mornasco – e l’obiettivo è quello di proseguire in un’azione diretta alla cura ed attenzione al tema delle pari opportunità nel confronto con le altre culture”. Da segnalare che è previsto l’ingresso libero a tutti gli incontri.