Recuperiamo il tempo perduto…Ferrovia Como-Lecco: dalla presenza nel progetto innovativo “Green Station” ai disagi cronici. Le due facce della stessa medaglia

Treno regionaleDopo qualche mese “in altre faccende affaccendato”, recuperiamo un po’ di tempo pubblicando alcuni miei articoli già apparsi…

La consapevolezza che può costituire un asse importante per gli spostamenti nel territorio per motivi di studio, di lavoro e turismo. Allo stesso tempo una realtà quotidiana caratterizzata da continui e ripetuti disagi. Ancora una volta l’argomento al centro della nostra riflessione è la linea ferroviaria Como-Lecco, che transita anche da Cantù, Merone e Molteno. Qualche settimana fa, infatti, si sono conclusi i lavori che hanno interessato questa direttrice e che più volte erano stati prorogati nel corso degli ultimi anni. In concomitanza con la chiusura del cantiere, che ha permesso di migliorare alcuni aspetti tecnici della linea ferroviaria (binari) e che costringevano i convogli a circolare a velocità ridotte, l’importanza di questo collegamento è stata ribadita da alcuni sodalizi ambientali del territorio, quale il circolo “Ilaria Alpi” che, riflettendo in merito al fenomeno dell’inquinamento atmosferico che sta interessando, salvo brevi parentesi vista la presenza quasi continuativa del bel tempo alle nostre latitudini, buona parte del nord Italia. In un nota il presidente del circolo, Roberto Fumagalli, ha sottolineato come qualsiasi decisione politica efficace per contrastare l’inquinamento debba essere finalizzata ad un sempre maggiore spostamento delle quote di traffico dalle strade (auto, camion) alle ferrovie. Un po’ quello che da anni stanno cercando di fare in Svizzera con la creazione del corridoio Alptransit anche se lo stesso principio sta creando non pochi scontri di opinione circa i lavori di risanamento delle gallerie autostradali sotto il San Gottardo che entreranno nel vivo tra pochi anni. Il sodalizio ambientale comasco ha manifestato la propria avversione ai nuovi tracciati previsti in Lombardia, quali la Varese-Como-Lecco, a tutto vantaggio di investimenti da effettuare sulla linea ferroviaria Como-Lecco che “potrebbe spostare molti passeggeri dalle auto private al treno, risolvendo in parte il problema del traffico tra Lecco e l’Oggionese e da qui per Erba, Cantù e Como, con conseguente contenimento dell’inquinamento”. L’idea non è nuova e, come abbiamo visto anche negli scorsi mesi, ha incontrato più di una voce autorevole a suo sostegno. Purtroppo, però, la realtà del servizio su questa direttrice continua ad essere caratterizzato da una negatività persistente in fatto di qualità e disservizi. Non passa, infatti, settimana che consultando i blog dei pendolari oppure dando uno sguardo alle notizie stampa locali, non emergano situazioni inconcepibili come treni soppressi a causa di altri convogli che hanno subito guasti, pendolari costretti a rimanere sul treno per ore malgrado le richieste pressanti da parte dell’utenza di potere scendere e continuare il tragitto a piedi, ritardi… Situazioni che hanno portato, recentemente, a più di uno sfogo da parte del Comitato pendolari. Frasi dove si sottolinea come, nonostante gli sforzi congiunti di enti locali ed associazioni varie per migliorare il servizio sulla Como-Lecco, il gestore Trenord non si occupi affatto di questa linea con il risultato che, semopre e comunque, i viaggiatori risultano privi di alcun tipo di informazione. E dire che, se si ci imbatte sui Comunicati stampa ufficiali delle già Ferrovie dello Stato, la Como-Lecco figura tra linee inserite in un progetto innovativo, ovvero Green Stations, che abbina la promozione dell’economia locale con attività di salvaguardia ambientale, protezione civile, turistiche, naturalistiche e storico culturali. In particolare si fa riferimento alla stazione di Brenna-Alzate dove è stato ricavato uno spazio per l’allestimento di mostre per favorire l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio. La stazione di Brenna-Alzate, già sfondo naturale per una pellicola cinematografica in passato, avrà trovato, dunque, una nuova ragione d’essere ma il servizio di trasporto su questa linea, però, continua a non essere certo al passo coi tempi.

 

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