Diario di guerra 1915-1918 / 43^ settimana

XLIII settimana – avvenimenti fino all’18 marzo 1916

Ricca di avvenimenti importanti è la cronaca della guerra nella terza settimana di marzo: “Da parte nostra abbiamo continuata la lotta con attività e gli austriaci furono respinti sempre nei loro tentativi di riprendere le posizioni perdute. I russi hanno sconfitti i turchi in Armenia che hanno conquistata ormai tutta con la capitale Erzerum. In Alzasia i tedeschi dopo un vivo bombardamento hanno tentata l’offensiva, ma furono respinti con gravi perdite. Bombardarono ancora Belfurt, ed i francesi per rappresaglia distrussero Bisel ed altri paesi tedeschi. Nella Champagne anche si lotta ed i franco-belgi respingono gli attacchi tedeschi. In Galizia, in Polonia, la lotta è più viva e così in Mesopotamia. In Albania gli austro-bulgari sono a Tirana.

Purtroppo però dobbiamo registrare uno dei tanti episodi della barbarie dei nostri nemici i quali non potendo prendersela coi nostri soldati si sfogano contro le popolazioni inermi gettando bombe dall’alto. Milano, Ravenna, Monza, Bergamo, Brescia, Schio, Codigoro furono colpite da bombe lanciate da aeroplani nemici, i quali speravano di impressionare le popolazione ed invogliarle a chiedere al Governo la fine della guerra. Ottennero invece il contrario perché da ogni parte si sono elevate voci di sdegno, di esecrazione, di odio. Ovunque le poveri vittime innocenti ebbero onoranze solenni e sulle loro fosse fu ripetuto il giuramento di continuare la lotta fino alla vittoria completa e di vendicare la barbara azione degno del popolo più vile”.

Ed a Cernobbio…
I soldati caduti trovano ampia eco e numerosi segni di ricordo e rispetto a Cernobbio. Vi proponiamo, ad esempio, il ricordo di Simone Cetti dalle pagine de “L’Araldo” nell’articolo dal titolo: “Sul campo dell’Onore”. Leggiamo: “Tra i caduti sul campo dell’onore dobbiamo registrare il sergente dei bersaglieri Cetti Simone, di Laglio ma qui residente quale guardiafili della società Volta il quale lascia a piangerlo la giovane sposa e quattro bambini ancora in età tenerissima. Apparteneva alla classe 1883 ed è caduto mentre valorosamente guidava i suoi uomini il 24 u.s. gennaio ad un assalto. Da un soldato di Piazza che era col Cetti e che ora è venuto in licenza, apprendiamo che egli fu colpito da una palla nemica una prima volta, ma che invece di ritirarsi per le medicature continuò ad animare i suoi uomini restando alla loro testa finché un altro proiettile lo colpiva a morte. Ben volentieri segnaliamo l’abnegazione dell’umile eroe e speriamo che si vorrà compensarlo come si deve (…)”. Si tratta di una notizia triste ma, perlomeno, certa. In tanti, invece, non sanno che fine hanno fatto i loro cari. E’ il caso dei familiari di Stefano Dotti di Piazza Santo Stefano. Un altro articolo, “La sorte di un soldato”, ripercorre infatti le diverse situazioni che possono aver riguardato il fante: “Dal 10 agosto mancano notizie di Stefano Dotti. Dal sig. prof. Maglia, Direttore didattico delle scuole di Piazza e rappresentante dell’ufficio informazioni e dei dati di guerra, apprendiamo che il Dotti fu ferito ad agosto ma che il 18 novembre u.s. era ricoverato pare in un ospedale militare. Ciò si apprende da una cartolina inviata allo stesso sig. Maglio dall’Ufficio Informazioni. Altre informazioni invece danno motivo di ritenere che il Dotti sia prigioniero degli austriaci. Resta ora a vedere quale sia stata la sorte del Dotti dopo il 18 novembre (…)”.
Tra le altre notizie che anima il paese la consegna da parte di “Carlo Corticelli, esercente la drogheria in piazza Garibaldi, che ha fatto pervenire al Comitato Pro Indumenti ai soldati un rilevante numero di scalda ranci perché siano spediti ai soldati”.

La guerra c’è, ma la vita continua…
Gli spazzini municipali hanno espresso un ringraziamento all’Amministrazione Comunale per gli accordati aumenti richiesti sul salario nonostante le disposizioni governative relative ad un minor costo (degli stessi) nella prossima revisione delle paghe”.

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