Quando con la Comense finì sul podio in serie A ma sul campo da basket giocavano gli uomini

Stadio Civico Arena

Il famoso stadio Civico Arena di Milano, primo stadio del capoluogo lombardo che ospitò non solo partite di calcio bensì anche gli incontri, disputati all’aperto, dei primi campionati italiani di pallacanestro nei quali la Ginnastica Comense si comportò in modo più che egregio.

Come  ha affermato il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il 2017 è stato un anno record per l’Italia che ha conquistato un gran numero di titoli mondiali in numerose discipline sportive olimpiche (ben 73!). Anche la città di Como ha vissuto a dicembre un momento particolare in cui sono stati premiati, dall’Amministrazione Comunale, 65 giovani atleti (under 14) di 23 società sportive cittadine che si sono particolarmente contraddistinti durante l’anno. Eppure non tutto lo sport non vive un periodo particolarmente florido nel nostro territorio. La prima parte dell’anno scorso passerà infatti agli archivi come l’ennesimo periodo burrascoso per lo storico Calcio Como, passato da un fallimento ad acquisizione fantasma per poi ritrovarsi in serie D, mentre delle altre società di altre discipline, che un tempo militavano con successo anche nelle rispettive serie A, si sono perse le tracce nelle categorie inferiori. Anche dal punto di vista dell’impiantistica le cose, finora, non sono andate tanto bene anche se il 2018 potrebbe portare (finalmente) al rifacimento del palazzetto dello Sport di Muggiò e ad un quantomai necessario intervento di ristrutturazione per lo stadio del ghiaccio di Casate. Il quadro complessivo, quindi, è a tinte fosche con sprizzi di colore che fanno sperare in un futuro roseo. Ed appunto per questo vogliamo iniziare a raccontarvi alcune storie, nella maggior parte dimenticate, che in passato hanno visto lo sport e la città di Como primeggiare. Iniziamo parlando della Ginnastica Comense che, tra l’altro, è stata costretta a migrare da Como a Cernobbio per il saggio della sezione ginnastica mentre lo storico palazzetto di Casnate con Bernate, in cui con la compagine di pallacanestro femminile conquistò tanti scudetti (e detiene ancora il record di vittorie nazionali con 15 titoli), ora non ha neppure l’agibilità per il pubblico. Tutti sanno che questo sodalizio è nato nel 1872 e che, fin dai suoi  primordi, si occupò di numerose discipline, alcune delle quali poi abbandonate.

Tra le sempre presenti, anche se ora viene utilizzato un altro nome (ovvero ASD Polisportiva Comense 2015), figura l’attività cestistica avviata a partire dal 1922 ma rivolta, però, agli uomini e non, come siamo abituati, al settore femminile. Un’attività limitata a meno di un lustro ma che ha fruttato un palmares di tutto rispetto con un terzo ed un secondo posto nel campionato italiano di basket. Certo, si tratta di altri tempi rispetto ai nostri, visto che ci occupiamo del biennio 1922-1923 quando questo sport è diffuso per lo più in Lombardia. Però si tratta di risultati significativi e che meritano di essere raccontati. Nel 1922 la Comense, disputando tutti i suoi incontri a Milano (allora si giocava all’aperto, perlopiù nel famoso stadio Civico Arena a Parco Sempione), si classificò al secondo posto nel gruppo A di qualificazione alle spalle degli Assi Milano, poi campioni nazionali, accedendo alla fase finale. Nelle semifinali, opposta alla SEF Milano, arriva una sconfitta ma, dato il forfait della sezione basket dell’FC Internazionale, la Comense si classifica al terzo posto. L’anno successivo, invece, il campionato viene organizzato con un girone unico cui partecipano cinque squadre. La Comense si classifica al II posto, dietro all’FC Internazionale di Milano, unica compagine capace di sconfiggerla. Il quintetto base di queste due annate è praticamente invariato ed è composto da Gianni e Luigi Ortelli, Bianchi, Pizzala e Maratelli. Con il 1924 il nome della Comense scompare però dal campionato italiano, che nel frattempo inizia ad organizzarsi in più serie complice il successo riscosso da questo nuovo sport, denominato anche “palla al cerchio”, arrivato in Europa solo dopo la Grande Guerra.  Infatti, complice un dissidio con i dirigenti della neonata Federazione Italiana, la Comense decide di ritirare la propria formazione da tutte le competizioni ufficiali e nel 1927, con la partenza di Gianni Ortelli, la sezione pallacanestro chiude. Per trovare, un’ultima volta, il nome della città di Como (e non di Cantù la cui società sportiva è stata fondata nel 1936) nella serie A della pallacanestro italiana bisogna poi attendere il 1947 ma in questo caso non grazie alla Comense bensì ad una certa Pallacanestro Como. Dopo il secondo conflitto mondiale, infatti, la Ginnastica Comense decide di riaprire la sezione basket ma riservandolo alle ragazze. Una saggia decisione visto che, in due anni, la squadra arriva alla serie A e dopo un’annata di apprendistato conquista ben quattro scudetti consecutivi (dal 1950 al 1953) grazie, soprattutto, all’apporto di una delle più brave giocatrici del periodo, ovvero Lilliana Ronchetti. Ma questa è un’altra storia…

Scarica l’articolo pubblicato da Il Settimanale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...