Olimpiadi invernali: in attesa di Pyeongchang tutti i titoli vinti da atleti nati nel territorio della Diocesi di Como

PyeongChang_2018Tra poche settimana, il 9 febbraio in particolare, il sipario si alzerà sulle Olimpiadi invernali 2018 che si terranno nella località sudcoreana di Pyeongchang. Si tratta dell’evento sportivo principale di quest’anno per l’Italia in quanto, come tutti sappiamo, la nazionale maggiore di calcio non si è qualificata per la fase finale dei Mondiali che invece si terranno in Russia nel prossimo mese di giugno. La XXIII edizione dei Giochi “bianchi” potrebbe inoltre essere l’occasione, come è ventilato soprattutto nelle scorse settimane, per stemperare il clima politico acceso dalla Corea del Nord con i suoi numerosi test balistici che hanno allarmato tutto il mondo per il rischio di un conflitto nucleare. Per la Diocesi di Como, invece, l’appuntamento con Pyeongchang potrebbe essere l’occasione per arricchire ulteriormente il suo medagliere.

Fin dal 1948, infatti, tanti sono stati gli atleti di numerose discipline che hanno avuto l’onore di salire i gradini del podio delle Olimpiadi invernali. Il primo di questa lunga serie è stato Nino Bibbia che può vantare anche il record di essere stato il primo campione olimpico italiano nella storia dei Giochi olimpici invernali. Bibbia, originario di Bianzone, fu infatti medaglia d’oro nello skeleton ai Giochi di St. Moritz del 1948. E dire che in quell’edizione si era iscritto anche alle gare di bob a 2 (dove insieme al compagno Campadese si classificò ottavo) e bob a 4 (dove colse un sesto posto). Per rivedere un nuovo atleta del nostro territorio sul podio olimpico bisogna fare un salto di ben 44 anni. Sulla pista di Meribel, in occasione dell’edizione savoiarda dei Giochi di Albertville del 1992, Debora Compagnoni, nata a Bormio ma di Santa Caterina Valfurva, vince la gara del supergigante. La sfortuna, però, vuole che il giorno seguente, durante la gara di slalom gigante, subisca un grave infortunio ai legamenti di un ginocchio. Debora si rifarà a Giochi di Lillehammer del 1994 con l’oro  nello slalom gigante (oltre ad essere stata portabandiera) ed anche a Nagano nel 1998, confermandosi campionessa olimpica della specialità. All’edizione norvegese di Lillehammer del ‘94 si deve anche l’avvio di tutta una serie di successi “valtellinesi” nello short track, ovvero il pattinaggio di velocità su pista corta. Hugo Herrnhof, nato a Bormio, conquista in quell’edizione la medaglia d’oro nella staffetta insieme ai compagni Maurizio Carnino, Diego Cattani, Orazio Fagone e Mirko Vuillermin. Per la verità Herrnhof aveva già vinto un argento olimpico a Calgary nel 1988 ma in quell’edizione lo short track era ancora considerato uno sport dimostrativo. Le soddisfazioni sulla pista del ghiaccio con i pattini di velocità sono poi continuate con Michele Antonioli di Bormio che, a Salt Lake 2002, conquista con i compagni Nicola Franceschina (sempre di Bormio) e Nicola Rodigari (di Tirano), oltre a Fabio Carta e Maurizio Carnino, la medaglia d’argento nella staffetta sulla distanza di 5.000 metri.

L’Olimpiade italiana di Torino 2006 apre le “nostre” medaglie olimpiche ad una nuova specialità: il pattinaggio di velocità su pista lunga. Stefano Donagrandi, nato a Bormio, vince la medaglia d’oro nella gara di inseguimento a squadre insieme ai compagni Matteo Anesi, Enrico Fabris ed Ippolito Sanfratello. Il ghiaccio di Torino segna anche l’esordio di Arianna Fontana, che tra qualche settimana sarà alfiere della bandiera italiana nella cerimonia di apertura dei Giochi di  Pyeongchang. Nella staffetta (3.000 metri di lunghezza) con le compagne Marta Capurso, Mara Zini e Katia Zini (ambedue nate a Sondalo e cugine), e Cecilia Maffei conquista il bronzo, centesima medaglia per l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali. Con questo successo Arianna diventa l’atleta italiana più giovane ad aver vinto una medaglia ai Giochi Olimpici Invernali, all’età di 15 anni e 314 giorni. Quattro anni più tardi, a Vancouver, conquisterà una medaglia di bronzo individuale (la prima per un singolo atleta italiano nello Short Track). Arianna Fontana è protagonista anche alle ultime Olimpiadi russe di Sochi nel 2014 quando vince la medaglia d’argento individuale nei 500 metri e quelle di bronzo nei 1.500 metri e nella staffetta 3.000 metri femminile con le compagne, tutte valtellinesi, Lucia Peretti, Martina Valcepina ed Elena Viviani.

Da segnalare che oltre all’astro nascente di Arianna Fontana, Torino 2006 porta in dote anche l’unica medaglia del territorio comasco colta finora alle Olimpiadi invernali. Si tratta di quella di bronzo vinta nel bob a 2 femminile da Jennifer Isacco, nata nel capoluogo lariano anche se atleta impegnata a livello agonistico con Società Atletica Darra Torveca Vigevano, insieme a Gerda Weissensteiner (tra l’altro già prima vincitrice di una medaglia d’oro nello slittino femminile per l’Italia a Lillehammer nel 1994).

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